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La Commissione europea lavora al nono pacchetto di sanzioni contro la Russia

La Commissione europea lavora al nono pacchetto di sanzioni contro la Russia

Lo conferma Ursula von der Leyen, non entrando nel merito di quali settori o quali misure saranno contenute nel nuovo pacchetto di misure restrittive contro Mosca per l'invasione dell'Ucraina

Bruxelles – A quasi due mesi di distanza dall’ultimo via libera, la Commissione europea ha confermato oggi (24 novembre) i lavori in corso a Bruxelles sul nono pacchetto di sanzioni contro la Russia per l’invasione dell’Ucraina. “Stiamo lavorando al nono pacchetto di sanzioni contro la Russia”, ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nel corso di un intervento in Finlandia, dove ha preso parte all’evento Into the woods, organizzato nel quadro del nuovo Bauhaus europeo.

Senza fornire ulteriori dettagli su quali settori o quali misure potrebbero rientrare nel nuovo pacchetto di misure restrittive, la presidente ha chiarito che la Commissione europea sta lavorando “duramente per colpire la Russia dove fa male. Per ridurre ulteriormente la sua capacità di condurre una guerra contro l’Ucraina”, ha detto la leader dell’esecutivo comunitario . “Oggi posso annunciare che stiamo lavorando a pieno ritmo su un nono pacchetto di sanzioni”, ha aggiunto. “Sono fiduciosa che molto presto approveremo un tetto al prezzo globale sul petrolio russo con il G7 e gli altri principali partner. Non ci fermeremo finché l’Ucraina non avrà prevalso su Putin e sulla sua guerra illegale e barbara”, ha concluso. Fulcro dell’ottavo pacchetto di sanzioni contro la Russia era proprio la decisione di fissare un prezzo al petrolio russo trasportato via nave verso Paesi terzi.

E’ nel contesto del G7 (che riunisce oltre all’Unione europea, Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e USA) che si è concordato all’inizio del mese di settembre in linea di principio di introdurre un tetto massimo sul prezzo del petrolio russo trasportato verso i Paesi terzi, dal momento che i governi Ue avevano già deciso nel sesto pacchetto di sanzioni contro Mosca adottato a inizio giugno di tagliare entro la fine del 2022 il 90 per cento delle importazioni russe di petrolio in arrivo nel continente europeo, attraverso un embargo su tutto il petrolio in arrivo via mare e un impegno di Germania e Polonia a tagliare anche le proprie importazioni attraverso l’oleodotto Druzhba, che è rimasto esentato dall’embargo per andare incontro alle richieste del premier ungherese Viktor Orbán. L’embargo europeo dovrebbe entrare ufficialmente in vigore dal 5 dicembre.

Von der Leyen ha ricordato che in Ucraina “a causa del barbaro e terroristico attacco di Putin al Paese”, le infrastrutture civili devono affrontare l’inverno in arrivo senza elettricità e, in molti luoghi, senza acqua corrente. Per colpa sua, i bambini, i loro genitori e i loro nonni stanno congelando al buio”, ha detto, condannando “fermamente questi attacchi barbarici” e definendoli “crimini di guerra”. Convinta che “i nostri amici ucraini supereranno questa tragedia. Perché sono forti e la loro causa è giusta”.