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Von der Leyen porta sul tavolo del Vertice Ue il fondo di sovranità per l'industria. La proposta in estate con la revisione del bilancio

Von der Leyen porta sul tavolo del Vertice Ue il fondo di sovranità per l'industria. La proposta in estate con la revisione del bilancio

La presidente della Commissione europea scrive ai capi di stato e governo in vista del Consiglio europeo e promette a gennaio un nuovo quadro di aiuti di stato e in estate una proposta per il fondo, approfittando della revisione intermedia del quadro finanziario

Bruxelles – Lavorare a stretto contatto gli Usa sugli aspetti più critici sull’Inflation Reduction Act (IRA), aggiornare le norme sugli aiuti di Stato, potenziare gli investimenti pubblici nella transizione energetica, anche con il ‘RePowerEu’ e dare una spinta investimenti nelle energie rinnovabili. Alla vigilia del Consiglio europeo che domani (15 dicembre) riunirà a Bruxelles i capi di stato e governo – il primo di Giorgia Meloni a guida dell’Italia e l’ultimo dell’anno – la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen scrive ai Ventisette una lettera in cui mette nero su bianco quali sono i punti della strategia per una politica industriale europea, indipendente e comune, su cui intende lavorare nei prossimi mesi per semplificare la transizione energetica. E annuncia che “in estate” arriverà una proposta concreta per dare vita a un Fondo di sovranità europeo per finanziare con risorse comuni la politica industriale dell’Ue, cogliendo al volo l’occasione della revisione intermedia dell’esercizio finanziario pluriennale (MFF -Multiannual Framework) in programma in estate.

Da una parte la creazione di un Fondo di sovranità europeo con cui finanziare un politica industriale dell’Ue, che sia comune e indipendente, e affrontare così il problema dell’asimmetria tra Paesi Ue che hanno o non hanno spazio fiscale per approvare gli aiuti di stato (l’Italia, ad esempio non ce l’ha perché significherebbe aumentare il debito); dall’altro, semplificare il quadro europeo degli aiuti di stato per dar modo agli Stati membri di sostenere le imprese nella transizione e nello sviluppo di tecnologie verdi. Senza finire per sparire nel panorama internazionale. Von der Leyen aveva dichiarato l’intenzione già in precedenza, un’esigenza diventata più urgente da quando gli Stati Uniti hanno presentato in estate la legge contro l’Inflation reduction act (Ira), il massiccio piano lanciato in agosto dall’amministrazione statunitense per quasi 369 miliardi di dollari di investimenti nelle tecnologie verdi prodotte e vendute nel Paese. Bruxelles teme che il massiccio piano di investimenti nei settori delle tecnologie pulite varato da Biden possa creare distorsioni a livello di concorrenza, ad esempio privilegiando le imprese statunitensi, rispetto a quelle con bandiera europea.

Nella lettera, la presidente assicura che la Commissione sta “lavorando a stretto contatto con l’amministrazione Biden sugli aspetti più preoccupanti dell’Ira, su come rafforzare congiuntamente le nostre basi industriali di energia pulita e come assicurarsi che i nostri rispettivi programmi di incentivi si rafforzino a vicenda”. Cita ancora la creazione di “un club delle materie prime per superare il monopolio cinese in questo settore”. Ad esempio diversificando l’approvvigionamento di materie prime primarie e incrementando gli investimenti nelle capacità di riciclaggio per creare un mercato delle materie prime secondarie ben funzionante.  In secondo luogo, von der Leyen ha sottolineato la “necessità di adeguare le nostre norme sugli aiuti di Stato per alcuni anni. Dobbiamo rendere più facile per gli investimenti pubblici per alimentare questa trasformazione senza precedenti”. In un dibattito questa mattina di fronte l’Aula del Parlamento europeo a Strasburgo ha confermato che già a gennaio sarà presentato il quadro aggiornato di aiuti di stato per accelerare la transizione”. Secondo la presidente della Commissione Ue, il quadro aggiornato “semplificherà e velocizzerà le nostre norme sugli aiuti di Stato per gli anni a venire”.

Terzo punto su cui insiste von der Leyen è la necessità di incrementare gli investimenti pubblici europei per accelerare la transizione energetica. Sul breve periodo, lo strumento più utile da usare è il piano ‘REPowerEU’, presentato a maggio scorso per affrancare l’Ue dai combustibili fossili russi. Sul lungo periodo, REPower non basterà e Bruxelles pensa a una “soluzione strutturale” da sottoporre all’attenzione dei leader europei, il fondo di sovranità industriale. “Vogliamo che l’industria europea continui a guidare la transizione verde. Per questo ho presentato l’idea di un fondo di sovranità e penso che l’imminente revisione intermedia del QFP verso l’estate sarà una buona opportunità per presentare la nostra proposta in modo più dettagliato”, ha chiarito von der Leyen agli eurodeputati. Il fondo di sovranità sarà discusso per la prima volta dai capi di stato e governo al Vertice europeo domani, anche se non si aspettano decisioni o conclusioni specifiche data l’assenza di una proposta formale. Ma sarà l’occasione per testare gli umori del tavolo sulla questione. In ultimo, von der Leyen ha sottolineato che “dobbiamo intensificare la diffusione delle energie rinnovabili. Grazie ai loro bassi costi operativi costi operativi, le rinnovabili avranno un impatto positivo sui prezzi dell’energia in tutta l’UE”.

La discussione sul fondo di sovranità prenderà le mosse nel contesto dei colloqui sulle relazioni esterne dell’Ue, in particolare quelle transatlantiche. Secondo fonti diplomatiche dell’Ue, potrebbe essere una delle discussioni più lunghe.

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