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L'Ue ha inviato squadre di soccorso da 13 Paesi membri per aiutare Turchia e Siria nel dopo terremoto
(credits: Louai Beshara / Afp)

L'Ue ha inviato squadre di soccorso da 13 Paesi membri per aiutare Turchia e Siria nel dopo terremoto

Nella notte tra domenica 5 e lunedì 6 febbraio uno sciame sismico di magnitudo 7,8 sulla scala Richter. Bruxelles ha attivato il Meccanismo di protezione civile dell'Ue (coinvolta anche l'Italia) e il sistema Copernicus per la mappatura d'emergenza

Bruxelles – C’è anche l’Italia tra i Paesi membri Ue che stanno sostenendo l’azione di supporto di Bruxelles a Turchia e Siria per affrontare le conseguenze del terremoto di magnitudo 7.8 sulla scala Richter, il primo di uno sciame sismico che da questa mattina (6 febbraio) ha colpito i due Paesi. “La situazione sta evolvendo velocemente e la nostra reazione è in aggiornamento, ma sono 13 gli Stati membri che hanno già offerto aiuto alla Turchia e alla Siria“, ha spiegato il portavoce della Commissione Ue responsabile per gli Aiuti umanitari e la gestione delle crisi, Balazs Ujvar, precisando alla stampa l’intervento dell’Unione attraverso il Meccanismo di protezione civile dell’Ue.

Terremoto Turchia Siria
I danni del terremoto del 6 febbraio 2023 ad Adana, Turchia (credits: Can Erok / Afp)

Dopo il primo terremoto di questa mattina nella regione di Gaziantep (sud della Turchia) sono state “rapidamente mobilitate dieci squadre di ricerca e soccorso urbano da Bulgaria, Croazia, Francia, Grecia, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca e Romania per sostenere i primi soccorritori sul campo”, mentre “Italia, Malta, Slovacchia, Spagna e Ungheria hanno offerto le loro squadre di soccorso“, è stata la riposta immediata dell’alto rappresentate Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, e il commissario europeo per la Gestione delle crisi, Janez Lenarčič, al “potente terremoto, uno dei più forti nella regione da oltre 100 anni”.

Dopo la richiesta di attivazione del Meccanismo di protezione civile Ue da parte di Ankara, Bruxelles ha non solo mobilitato le squadre di ricerca e soccorso, ma ha anche messo a disposizione il sistema satellitare Copernicus “per fornire servizi di mappatura di emergenza”, mentre sul fronte siriano l’Unione “è pronta a sostenere le persone colpite attraverso i suoi programmi di assistenza umanitaria”. Mentre ancora i mezzi di soccorso stanno coordinando le operazioni nelle regioni di confine tra i due Paesi, la Turchia conta più di mille vittime e la Siria almeno ottocento, mentre il bilancio dei feriti è oltre i cinquemila. “Il sostegno dell’Europa è già in arrivo e siamo pronti a continuare ad aiutare in ogni modo possibile”, ha assicurato la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, esprimendo la “piena solidarietà con le popolazioni dopo il terremoto mortale che le ha colpite”.

La presidenza di turno svedese ha poi convocato questa sera una riunione dell’Ipcr (i Dispositivi integrati per la risposta politica alle crisi) per coordinare le misure di sostegno dell’Ue in risposta al terremoto, in stretta collaborazione con la Commissione europea.

Insieme alla numero uno della Commissione anche gli altri vertici delle istituzioni comunitarie hanno espresso la vicinanza dell’Unione ad Ankara e Damasco. “Le mie più sentite condoglianze alle numerose famiglie che hanno perso la vita e auguro una rapida guarigione ai feriti”, è stato il commento del presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel: “L’Ue è pienamente solidale con voi”. Gli ha fatto eco la presidente del Parlamento Ue, Roberta Metsola: “L’Europa è al fianco del popolo turco e siriano in questo momento di difficoltà”, in particolare per “le persone intrappolate, i feriti e tutti i soccorritori che stanno facendo del loro meglio per salvare vite umane”.

Il Meccanismo di protezione civile Ue contro il terremoto (e altri disastri)

Meccanismo di protezione civile dell'UeIl Meccanismo di protezione civile Ue è stato istituito nel 2001 dalla Commissione ed  è il mezzo attraverso cui i 27 Paesi membri e altri 8 Stati partecipanti (Albania, Bosnia ed Erzegovina, Islanda, Macedonia del Nord, Montenegro, Norvegia, Serbia e Turchia) possono rafforzare la cooperazione per la prevenzione, la preparazione e la risposta ai disastri, in particolare quelli naturali. Una o più autorità nazionali possono richiedere l’attivazione del Meccanismo quando un’emergenza supera le capacità di risposta dei singoli Paesi colpiti, come fatto questa mattina dalla Turchia. La Commissione coordina la risposta di solidarietà degli altri partecipanti con un unico punto di contatto – per evitare la duplicazione degli sforzi – e contribuisce ad almeno a tre quarti dei costi operativi degli interventi di ricerca e soccorso e di lotta agli incendi.

Il Meccanismo comprende un pool europeo di protezione civile Ue, formato da risorse pre-impegnate dagli Stati aderenti, che possono essere dispiegate immediatamente all’occorrenza. Il centro di coordinamento della risposta alle emergenze è il cuore operativo ed è attivo tutti i giorni 24 ore su 24. A questo si aggiunge la riserva rescEu, una flotta di aerei ed elicotteri antincendio (oltre a ospedali da campo e stock di articoli medici per le emergenze sanitarie) per potenziare le componenti della gestione del rischio di catastrofi. Nell’estate 2022 Bruxelles ha finanziato anche il mantenimento di una flotta antincendio rescEu aggiuntiva in stand-by, messa a disposizione da Italia, Croazia, Francia, Grecia, Spagna e Svezia, e la riserva medica di attrezzature e dispositivi di protezione in Belgio, Croazia, Danimarca, Germania, Grecia, Paesi Bassi, Romania, Slovenia, Svezia e Ungheria. Dallo scorso 17 gennaio è anche iniziata la fase di sviluppo in Finlandia della riserva strategica contro incidenti chimici, biologici, radiologici e nucleari (Cbrn).

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