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    Home » Economia » L’Italia tenta (di nuovo) il rinvio sulle auto ma per Meloni è nulla di fatto. Domani Consiglio Energia alla prova degli Efuels

    L’Italia tenta (di nuovo) il rinvio sulle auto ma per Meloni è nulla di fatto. Domani Consiglio Energia alla prova degli Efuels

    Il regolamento per lo stop all'immatricolazione delle nuove auto con motori diesel e benzina dal 2035 confermato in agenda domani alla riunione dei ministri dell'energia per il voto definitivo. L'accordo con la Germania sugli efuels dovrebbe consentire il via libera tra i ministri

    Fabiana Luca</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@fabiana_luca" target="_blank">@fabiana_luca</a> di Fabiana Luca @fabiana_luca
    27 Marzo 2023
    in Economia, Green Economy
    emissioni auto
    Powered by powered by evolution group

    Bruxelles – Saranno i ministri europei dell’energia riuniti domani (28 marzo) a Bruxelles a dare il via libera definitivo alla proposta di regolamento per porre fine alla vendita di auto con motori diesel e benzina dal 2035. La conferma è arrivata durante la riunione del Coreper (comitato dei rappresentanti permanenti presso l’Ue) di questa mattina, quando gli ambasciatori dei Ventisette hanno deciso di mettere il punto domani in agenda al Consiglio Energia.

    A nulla è servita la richiesta dell’Italia di rinviare ancora il voto, motivata – come spiegano fonti diplomatiche – dal fatto di avere bisogno di più tempo per studiare l’accordo dopo l’intesa raggiunta nel fine settimana tra Berlino e Bruxelles sui carburanti sintetici. A detta dell’Italia, l’intesa per chiarire meglio il ruolo dei carburanti sintetici, gli efuels, sebbene non alteri formalmente il testo normativo del nuovo regolamento, cambierebbe le condizioni per la sua interpretazione ed attuazione. Secondo quanto riferiscono fonti diplomatiche, l’Italia avrebbe sottolineato nel corso della riunione che una interpretazione restrittiva dei carburanti neutri in termini di CO2 (che include cioè efuels ma esclude altri carburanti rinnovabili come i biocarburanti) non è accettabile in quanto non in linea con il principio di neutralità tecnologica.

    Coreper I has approved that the agreement on CO2 standards for cars will be put on the TTE Council agenda for final adoption.

    — Sweden in EU (@SwedeninEU) March 27, 2023

    Nulla di fatto. Caduto il veto di Berlino, la presidenza svedese alla guida dell’Ue sa che non dovrebbe esserci margine per creare una minoranza di blocco in seno al Consiglio e si è decisa a mettere in calendario il voto domani, dopo averlo rinviato a causa dell’opposizione tedesca. Il testo del regolamento è stato inserito domani al Consiglio Energia come “punto A” all’ordine del giorno, che tecnicamente significa senza una discussione ma il che non impedisce ai ministri (compreso quello italiano, il ministro all’Ambiente e sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin) di intervenire per esprimere il proprio parere.

    A votare contro dovrebbero rimanere l’Italia e la Polonia – a meno di cambiamenti dell’ultima ora -, mentre la Bulgaria ha deciso di astenersi. Con i soli voti contrari di Roma e Varsavia e l’astensione di Sofia l’accordo avrebbe ottenuto comunque il via libera con voto a maggioranza qualificata, che si raggiunge quando il 55 per cento degli Stati membri vota a favore (in pratica, 15 Paesi su 27) e quando gli Stati membri che appoggiano la proposta rappresentano almeno il 65 per cento della popolazione totale dell’Ue. Con l’astensione o l’opposizione della Germania (che rappresenta circa il 18 per cento della popolazione europea) si era creata una minoranza di blocco in seno al Consiglio Ue, costringendo la presidenza svedese dell’Ue a rimandare a oltranza il voto.

    La Commissione europea dovrebbe presentare ai governi una dichiarazione scritta sui prossimi passi per l’attuazione del controverso ‘considerando’ 11 del regolamento, la base dell’accordo con la Germania per l’immatricolazione dopo il 2035 di veicoli che funzionano esclusivamente con i carburanti sintetici, come richiesto dalla Germania. Il considerando in questione del regolamento recita che la Commissione “presenterà una proposta per l’immatricolazione dopo il 2035 dei veicoli alimentati esclusivamente con carburanti neutri”, per quanto riguarda le emissioni di CO2. Su questo ha fatto pressione la Germania per considerare i carburanti sintetici tra i carburanti a zero emissioni, dal momento che si tratta di carburanti realizzati con elettricità rinnovabile e anidride carbonica catturata dall’atmosfera, compensando dunque le emissioni emesse. L’accordo offre alla Germania maggiori dettagli su come l’Ue intende attuare la disposizione sugli e-fuel.

    L’Italia ha chiesto la stessa apertura sui biocarburanti, che però non danno la stessa garanzia in termini di emissioni zero. Bruxelles ha in più occasioni chiarito di non volere e non potere (dal momento che sul dossier c’è già un accordo tra Parlamento e Consiglio) rinegoziare i termini dell’accordo ma solo chiarire la parte relativa al considerando 11 che vincola la Commissione a presentare nuove norme per i carburanti CO2 neutri da utilizzare post 2035 per le nuove auto. “E’ presto per fare speculazioni su cosa potrebbe essere dentro o fuori ai ‘prossimi passi’” per l’implementazione del regolamento. “La questione dei biocarburanti è emersa nelle discussioni dei giorni scorsi ed è qualcosa che dovremmo affrontare in futuro”, ha chiarito il portavoce della Commissione per l’energia, Tim McPhie, durante il briefing con la stampa, rispondendo a una domanda sui prossimi passi per implementare l’accordo raggiunto con la Germania sui carburanti sintetici, per consentire l’immatricolazione di nuove autovetture alimentate da efuels anche dopo il 2035.

    Tags: biocarburanticommissione europeaefuelsgermania

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