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    Home » Politica » La Commissione von der Leyen II svolta a destra, e consolida il rapporto tra popolari e conservatori

    La Commissione von der Leyen II svolta a destra, e consolida il rapporto tra popolari e conservatori

    Il gruppo mostra il consolidamento del Ppe, che dopo aver già le due presidenti di Parlamento e Commissione incassa anche la maggioranza in seno all’esecutivo europeo (15 su 27)

    Giulia Torbidoni di Giulia Torbidoni
    17 Settembre 2024
    in Politica
    Ursula von der Leyen si avvicina al podio della conferenza stampa a Strasburgo per presentare la nuova Commissione europea (Foto: Commissione europea)

    Ursula von der Leyen si avvicina al podio della conferenza stampa a Strasburgo per presentare la nuova Commissione europea (Foto: Commissione europea)

    dall’inviata a Strasburgo – L’esecutivo europeo si sposta a destra, con decisione. Quindici commissari del Partito popolare europeo (Ppe); cinque liberali di Renew Europe (RE); quattro della famiglia socialista (Maros Sefcovic sarebbe stato il quinto, ma si presenta come ‘indipendente’ perché S&D, nell’ottobre 2023, ha sospeso il partito di cui fa parte, Smer, dopo che aveva formato un governo di coalizione con il Partito Nazionale Slovacco di estrema destra SNS); uno dei Conservatori e riformisti europei (ECR) e uno dei Patrioti d’Europa (anche qui Oliver Varhelyi si presenta come ‘indipendente’, ma è da anni uomo fedele e fidato del leader e fondatore dei PdE, Victor Orban). Per la prima volta una vice presidenza esecutiva della Commissione europea va a un politico più a destra della famiglia popolare europea, con Raffaele Fitto.

    È il collegio dei commissari della Commissione europea targata Ursula von der Leyen per il lustro 2024-2029, in base ai nomi che i 27 Paesi membri hanno presentato nelle settimane passate e che la politica tedesca ha vagliato e accettato. Nelle prossime settimane, i candidati saranno prima sottoposti allo screening della commissione giuridica del Parlamento europeo, che valuterà l’eventuale presenza di conflitti di interesse che impediscano l’assunzione delle funzioni, e poi dovranno sostenere le cosiddette audizioni, una sorta di esame nelle commissioni parlamentari competenti delle materie loro affidate.

    Dunque, i giochi non sono conclusi, dato che gli eurodeputati hanno la possibilità di ‘bocciare’ i candidati obbligando gli Stati a presentare nuove personalità. Ma, intanto, il gruppo attuale mostra il consolidamento del Ppe – che dopo aver già le due presidenti di Parlamento e Commissione incassa anche la maggioranza in seno all’esecutivo europeo (15 su 27) – e con la vice presidenza a Fitto consolida il rapporto con una famiglia politica considerata sovranista. Ciò perché le nomine dei candidati commissari vengono fatte dai Paesi membri e non dipendono direttamente dall’esito delle elezioni europee. Dopo la tornata di giugno, ad esempio, il dibattito all’interno del Parlamento ha portato alla creazione di una maggioranza a sostegno del bis di von der Leyen alla guida della Commissione che andava dalla maggioranza Ursula – Ppe, S&D, Renew Europe – e teneva dentro anche gran parte del gruppo dei Verdi mentre escludeva Ecr e gli altri gruppi. Ma, per la formazione dell’esecutivo, il discorso cambia e parte dal peso e dalle figure designate dalle 27 Capitali.

    La Commissione 2024-2029 non ha raggiunto matematicamente la parità di genere, dato che saranno 11 le donne al tavolo, ma oltre alla presidente la rappresentanza femminile ottiene 4 delle sei vicepresidenze esecutive. La spagnola Teresa Ribera (S&D) sarà vicepresidente esecutiva di una transizione pulita, giusta e competitiva. Sarà anche responsabile della politica sulla concorrenza. “Guiderà il lavoro per garantire che l’Europa rimanga sulla buona strada per raggiungere gli obiettivi stabiliti nel Green deal europeo. E che decarbonizziamo e industrializziamo la nostra economia allo stesso tempo”, ha spiegato von der Leyen in conferenza stampa.

    La finlandese Henna Virkkunen (Ppe) sarà vicepresidente esecutiva per la sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia. “Sarà anche responsabile del portafoglio sulle tecnologie digitali e di frontiera. Chiederò a Henna di esaminare gli aspetti interni ed esterni della sicurezza. Ma anche per rafforzare le fondamenta della nostra democrazia, come lo stato di diritto, e proteggerla ovunque venga attaccata”, ha continuato.

    Il francese Stéphane Séjourné (RE) sarà il vicepresidente esecutivo per la prosperità e la strategia industriale. Sarà inoltre responsabile del portafoglio Industria, Pmi e Mercato unico. “Guiderà il lavoro per creare le condizioni affinché le nostre aziende prosperino, dagli investimenti e dall’innovazione alla stabilità economica, al commercio e alla sicurezza economica”, ha aggiunto.

    L’estone Kaja Kallas (RE) sarà il nostro Alto rappresentante e vicepresidente (lei non è stata una scelta di von der Leyen, lo è di diritto in quanto capo della diplomazia dell’Unione). “Viviamo in un’epoca di rivalità geostrategiche e instabilità. La nostra politica estera e di sicurezza deve essere progettata tenendo presente questa realtà e deve essere maggiormente allineata ai nostri interessi. So di poter contare su di lei per riunire tutto questo e fungere da ponte tra le nostre politiche interne ed esterne. E per garantire che restiamo una Commissione geopolitica”, ha continuato.

    La romena Roxana Mînzatu (S&D) avrà il ruolo di vicepresidente esecutiva per le persone, le competenze e la preparazione. “Avrà la responsabilità di competenze, istruzione e cultura, posti di lavoro di qualità e diritti sociali. Tutto questo rientra nell’ambito della demografia. Roxana guiderà in particolare un’Unione delle competenze e il Pilastro europeo dei diritti sociali. Si concentrerà su quelle aree che sono cruciali per unire la nostra società”, ha illustrato.

    Raffaele Fitto (Ecr) sarà vice presidente esecutivo per la coesione e le riforme. “Sarà responsabile del portafoglio che si occupa di politica di coesione, sviluppo regionale e città. Faremo affidamento sulla sua vasta esperienza per contribuire a modernizzare e rafforzare le nostre politiche di coesione, investimento e crescita”, ha precisato von der Leyen

    Tags: commissioneVon der Leyen

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