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    Home » Economia » Iva, dal 2031 certificati digitali di esenzione. Semplificazione anche per la difesa

    Iva, dal 2031 certificati digitali di esenzione. Semplificazione anche per la difesa

    Via libera del consiglio Ecofin alla riforma. Previsto un anno di transizione, poi le nuove regole. Intanto i Paesi membri sembrano andare verso più flessibilità di spesa pubblica per la sicurezza

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    18 Febbraio 2025
    in Economia, In Evidenza

    Bruxelles – Via i certificati cartacei per l’esenzione del pagamento dell’Iva. L’Ue vara la riforma fiscale che dal 2031 vedrà documenti elettronici sostituire quelli oggi richiesti in formato fisico. Il consiglio Ecofin ha approvato in via definitiva l’accordo sulla proposta di direttiva raggiunto a inizio dicembre scorso in sede inter-istituzionale. Previsto un anno di transizione durante il quale gli Stati membri continueranno a chiedere anche pratiche cartacee oltre ai pdf. Il calendario dunque prevede dunque che dall’1 luglio si avranno certificati di esenzione Iva digitali insieme a quelli tradizionali, e dall’1 luglio 2032 solo documenti digitali.

    “Ciò semplificherà e ottimizzerà il processo per aziende e amministrazioni quando questi beni vengono importati per ambasciate, organizzazioni internazionali o forze armate“, sottolinea Andrzej Domański,  ministro delle Finanze della Polonia e presidente di turno del consiglio Ecofin.

    Le ricadute positive per le forze armate a seguito dell’approvazione delle nuove regole in materia di Iva non è una sottolineatura casuale, nel momento in cui l’Ue ragiona a come rilanciare la propria industria della difesa. La riunione dei ministri economici dei Ventisette è l’occasione anche per fare un breve punto della situazione. Sembra farsi strada una convergenza verso un uso mirato per Paese della flessibilità di regole di bilancio, come proposto dalla Commissione europea. L’attivazione della clausola di salvaguardia con l’automatica sospensione del patto di stabilità è vista come una possibilità da considerare per i ministri di Croazia e Ungheria.

    Andrzej Domański, ministro delle Finanze polacco e presidente di turno del consiglio Ecofin [Bruxelles, 18 febbraio 2025. Foto: European Council]
    Anche Elisabeth Svantesson, ministra delle Finanze svedese mostra aperture. Data la situazione, spiega, non si può escludere nulla, e questo vale anche per l’idea di nuovo debito comune, un’idea che alla Svezia non piace. Eppure anche il Paese scandinavo, tradizionalmente fautore della prudenza di spesa, inizia a ragionare in termini nuovi. Certo, ammette sempre Svantesson, la cosa migliore da fare sarebbe rivedere la priorità della spesa pubblica, il che vuol dire tagliare altrove per favorire il settore industriale pesante. Ciò non toglie il cambio di rotta.

    “Con l’attuale amministrazione Trump l’Unione europea dovrebbe gestire la questione della sicurezza da sola“, in perfetta autonomia, sottolinea il commissario per l’Economia, Valdis Dombrovskis. Il nodo è tutto questo. In attesa che la Commissione presenti le proposte per bloccare le regole del patto in modo mirato e controllato ecco una riforma dell’Iva anche per il settore, che ne beneficerà dal 2031. Sono i tempi dell’Europa.

    Tags: difesadigitalizzazioneesenzione ivafiscoivasicurezzatassazioneueValdis Dombrovskis

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