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Il Consiglio UE vara la riforma dell'IVA. Aliquote ridotte dal 5 per cento o 'zero' per determinati beni

Il Consiglio UE vara la riforma dell'IVA. Aliquote ridotte dal 5 per cento o 'zero' per determinati beni

Riviste e aggiornate le categorie per trattamenti agevolati. Nuovi regime dall'1 gennaio 2025. Scelgono gli Stati dove intervenire. La tampon tax può scomparire

Bruxelles – Riforma dell’IVA, avanti tutta. I ministri dell’Economia e delle finanze dell’Ue trovano l’accordo sulla proposta di riforma del sistema fiscale mettendo fine ad un lavoro che si trascinava da oltre tre anni. Ci sono volute sette presidenze di turno del Consiglio per trovare la quadra, e alla fine gli sloveni portano a casa il risultato. Con le nuove modifiche si potranno applicare aliquote ridotte o addirittura zero per tutta una serie di prodotti.

La principale novità è proprio questa. Le modifiche introdotte alla direttiva sul sistema comune d’imposta al valore aggiunto, riconoscono agli Stati membri la possibilità di applicare due aliquote ridotte a partire dal 5 per cento a beni e servizi in un massimo di 24 categorie delle 29 contenute nella lista rivista e aggiornata, invece del 15 per cento di adesso. Spiccano, tra le varie, preservativi, assorbenti, giornali, libri e quotidiani. Le nuove misure scatteranno dall’1 gennaio 2025, lasciando tutto questo tempo ai governi e ai parlamenti nazionali di recepire le nuove regole negli ordinamenti nazionali.

Oltre alla possibilità di introduzione di aliquote minime, agli Stati è concessa la possibilità di un’aliquota anche inferiore al 5% e addirittura un’esenzione (“aliquota zero”) a un massimo di sette categorie nell’elenco che si ritiene coprano i bisogni di base, come generi alimentari, medicinali o prodotti farmaceutici.

A queste disposizioni generale fanno eccezione pesticidi chimici e fertilizzanti chimici. Per questi prodotti la possibilità di Iva ridotta è temporanea, prevista fino all’1 gennaio 2032. Una disposizione che riguarda in particolare i piccoli agricoltori.

Previste altre eccezioni. Le aliquote ridotte o le esenzioni sui combustibili fossili, su altri beni aventi un impatto in termini di emissioni di gas a effetto serra, come la torba, e sulla legna da ardere cessano di essere applicate entro l’1 gennaio 2030.

Agevolazioni anche per green e digitale
La riforma dell’IVA viene rimodulata sulla base delle politiche di sostenibilità e transizione digitale dell’Unione europea. Si può applicare un’aliquota minima agevolate per biciclette, biciclette elettriche, sistemi di riscaldamento ecologici e pannelli solari installati nelle abitazioni private e negli edifici pubblici. Ancora, servizi per smaltimento di acque di scarico, pulizia delle strade pubbliche, rimozione dei rifiuti domestici.

Sul fronte tecnologico, si includono servizi digitali che in precedenza non potevano beneficiare di tariffe ridotte come l’accesso a Internet e la diretta streaming di eventi culturali e sportivi.

Soddisfatto il commissario per l’Economia e la fiscalità, Paolo Gentiloni, che parla di “risultato importante”. Ancor più raggiante il ministro dell’Economia sloveno, Andrej Sirceli, presidente di turno del consiglio Ecofin. “Questo fascicolo è stato discusso a lungo in Consiglio e sono lieto che abbiamo trovato un modo per portarlo a conclusione”. Un risultato da rivendicare con orgoglio visto che l’esame della proposta si è svolto durante le presidenze austriaca, rumena, finlandese, croata, tedesca e portoghese. Un dossier lasciato in eredità a troppe presidenze, con quella slovena a mettere la ciliegina sulla torta.

Si tratta di un tassello importate di riforma fiscale, sulla scia di quello varato nel 2017 per vendite trans-frontaliere, e delle modifiche in termini di e-book introdotte nel 2018.

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