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    Home » Difesa e Sicurezza » Difesa, Tajani: “Obiettivo finale è l’esercito comune”

    Difesa, Tajani: “Obiettivo finale è l’esercito comune”

    Il ministro degli Esteri rilancia il progetto di forze armate europee. "Ci vorranno decenni, ma serve più Europa"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    20 Marzo 2025
    in Difesa e Sicurezza, In Evidenza
    Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani [Bruxelles, 20 marzo 2025. Foto: Emanuele Bonini per Eunews]

    Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani [Bruxelles, 20 marzo 2025. Foto: Emanuele Bonini per Eunews]

    Bruxelles – “Ci vorranno decenni, ma l’obiettivo finale è avere un esercito comune“. Per il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, quando si parla di difesa non si può non parlare di integrazione militare, men che meno in questo momento storico. “Abbiamo bisogno di più Europa. E’ nell’interesse dell’Italia e di ogni cittadino”, scandisce  dopo aver partecipato alla riunione del Partito popolare europeo (Ppe) che precede il vertice dei capi di Stato e di governo dell’Ue.

    Il segretario nazionale di Forza Italia vede la necessità di andare avanti con l’iniziativa di un programma di rilancio dell’industria delle difesa, anche se il piano RearmEu della Commissione europea porta con sé rischi di ulteriore indebitamento. “Non è un rischio troppo grande un progetto europeo per il rafforzamento della difesa“. Certo, il governo farà attenzione, ribadisce, e ne approfitta in tal senso per confermare una volta di più che la maggioranza “non userà” i fondi di coesione destinati alle regioni per finanziare il rilancio dell’industria della difesa. Però, bisogna andare avanti.

    Su questo è tutto Il Ppe a voler procedere, e non solo per un sostegno a Ursula von der Leyen, esponente popolare. “Serve uno scudo orientale” di difesa, sottolinea il presidente del Partito popolare, Manfred Weber, in riferimento al rafforzamento del confine condiviso con la Russia. Ma soprattutto occorre investire di più. “Ottocento miliardi sono un buon inizio, ma non sono abbastanza” per le necessità europee, scandisce.

    Su questo Tajani si mostra d’accordo. Il ministro degli Esteri conferma che il budget concepito nella strategia della Commissione non è sufficiente quando chiarisce che “ottocento miliardi sono un effetto leva”, per mobilitarne di più. Perché gli sforzi di finanziamento sono enormi, tali da giustificare un ragionamento su nuovo debito comune. “Credo che servano eurobond per la difesa”, continua ancora il titolare della Farnesina. Che accende i riflettori sul versante meridionale. A Weber che chiede uno scudo orientale Tajani replica con “l’importanza di guardare a sud”. Come spiega, in Africa ci sono tante minacce. Una di queste è quella terroristica, e poi “sono presenti russi e iraniani”.

    Di questi e altri temi legati alla Difesa si parlerà il 15 aprile a Roma nell’evento della serie Connact “Difesa comune europea: finanziamenti e integrazione industriale“.

    Tags: antonio tajanidifesaesercito europeoinvestimentiitaliamanfred weberppesicurezzaue

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