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    Home » Difesa e Sicurezza » Costa: “27 eserciti nazionali non sono il modo migliore di investire in difesa”

    Costa: “27 eserciti nazionali non sono il modo migliore di investire in difesa”

    Il presidente del Consiglio europeo esorta i governi a concentrarsi su progetti comuni Ue con risorse comuni europee

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    21 Maggio 2025
    in Difesa e Sicurezza, Politica
    Costa

    Antonio Costa, presidente del Consiglio europeo, alla Conferenza annuale sul Budget Ue

    Bruxelles – L’Unione europea dovrebbe investire in sistemi di difesa comune, con risorse comuni, ed evitare di sostenere singolarmente le diverse forze armate nazionali. Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, non parla apertamente di esercito europeo, ma certo le indicazioni che si sente di dare agli Stati membri dell’Ue vanno in quella direzione. “Vogliamo 27 grandi eserciti nazionali o rafforzare la nostra capacità di risposta collettiva?“, la domanda che pone alla platea della conferenza annuale sul bilancio dell’Unione europea. Per Costa la risposta è l’opzione numero due.

    “Ventisette grandi eserciti nazionali potrebbero non essere il miglior modo di garantire la pace”, e allo stesso tempo, sottolinea il presidente del Consiglio europeo, “non credo che 27 grandi eserciti nazionali rappresenti il modo migliore di investire” soldi. Parlando di bilancio dell’Unione europea, anche Costa ha qualcosa da dire su budget e difesa: “Più che di beni nazionali abbiamo bisogno di beni comuni europei, e per questo abbiamo bisogno di un finanziamento comune europeo“.

    Le parole di Costa si prestano ad una lettura che può suggerire la strade dell’esercito europeo e di eurobond, e allora il presidente del Consiglio europeo deve chiarire. Chiarimenti necessari, visto che l’idea di debito comune per finanziare la difesa del resto continua a dividere gli Stati. Invita a fare ricorso dell’Agenzia europea di difesa (Eda) per progetti comuni e saluta il raggiungimento dell’accordo sullo strumento Safe per finanziare con 150 miliardi di euro di prestiti progetti nel settore. Progetti comuni con appalti congiunti, con risorse di bilancio, dunque. Un primo passo.

    La Commissione europea dovrà presentare le sue idee nei prossimi mesi (la prima bozza dovrebbe essere pronta per il 16 luglio), ma intanto anche Costa offre il suo contributo per ciò che riguarda quella che è divenuta la priorità politica dell’Unione europea.

    Tags: antonio costadifesaDifesa europeaedainvestimentisicurezzaue

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