Bruxelles – “Se non si vota a favore della mozione di censura restano due opzioni: o l’astensione o votare contro, e noi valuteremo“. Il giorno dopo il dibattito che ha segnato una inedita situazione di debolezza del Ppe e dell’Ue che i popolari guidano, la presidente dei socialisti in Parlamento europeo (S&D), Iratxe Garcia Pérez tocca un punto un fondamentale: la fiducia nella sfiducia. Per i socialisti il vaso è colmo: non si vuole affossare l’esecutivo comunitario per almeno due ragioni, una è dovuta alla necessità di avere un’Ue pienamente operativa in un momento di grande incertezza e instabilità, l’altra è il non voler votare con la destra. Ed è su questi due punti che si insiste per spiegare la linea di gruppo: “Non voteremo contro la Commissione, ma non perché siamo convinti al 100 per cento“.
Quello di cui, tra le fila socialiste, non si è contenti è l’operato dell’esecutivo comunitario, della sua presidente Ursula von der Leyen, e del principale partito europeo, il Ppe. “La Commissione deve cambiare direzione“, scandisce Pérez, e “questo spetta al presidente del Ppe, Manfred Weber, e a von der Leyen”. La direzione è una piattaforma politica chiara, che veda il Ppe legato a socialisti, liberali e verdi, chiudendo alla destra così da porre fine al “doppio gioco” dei popolari divenuto indigesto e non più sopportabile.
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I socialisti vogliono mandare un segnale chiaro, e sono pronti anche all’astensione. Una decisione in tal senso ancora non è stata presa, si cercherà di stabilire la linea nella riunione di domani (9 luglio), ma non è da escludere che alla fine il gruppo non voterà come gruppo. La delegazione tedesca dell’Spd minaccia l’astensione, per quella che si configura come un’estensione in Germania, dove Spd è in coalizione di governo con la Cdu e Csu, della frizione socialisti-popolari.
“Il Ppe è isolato“, insiste ancora la presidente del gruppo S&D. “Il Ppe è attaccato dalla destra, e anche liberali e verdi hanno chiesto di decidere da che parte stare”, ricorda. “Spero che Weber abbia colto il messaggio e che non si limiti a guardare i numeri finale del voto” di giovedi (10 luglio).
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