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    Home » Difesa e Sicurezza » SAFE, per l’Italia in arrivo prestiti da 14,9 miliardi di euro per rilanciare la difesa

    SAFE, per l’Italia in arrivo prestiti da 14,9 miliardi di euro per rilanciare la difesa

    La Commissione presenta la proposta di distribuzione dello speciale fondo da 150 miliardi. Per il governo Meloni il quinto contributo più alto. Bruxelles attende i piani dettagliati entro fine novembre

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    9 Settembre 2025
    in Difesa e Sicurezza
    Una fabbrica di armi [foto: imagoeconomica]

    Una fabbrica di armi [foto: imagoeconomica]

    Bruxelles – Sicurezza e difesa, per l’Italia in arrivo 14,9 miliardi di euro di prestiti UE per potenziare l’industria nazionale delle difesa e, di conseguenza, la risposta comune alle sfide per la sicurezza. La Commissione europea presenta la proposta di allocazione dei 150 miliardi di euro previsti dallo speciale fondo SAFE per la difesa. Un totale di 19 governi – incluso quello guidato da Giorgia Meloni – hanno manifestato l’interesse a fare uso delle risorse messa a disposizioni dall’esecutivo comunitario, che ha quindi redistribuito tra tutti i partecipanti i soldi messi sul tavolo.

    Si tratta di cifre provvisorie, per il cui libera definitivo si attendono i piani dettagliati che gli Stati dovranno presentare entro novembre. Per l’Italia si tratta comunque del quinto contributo più sostanzioso, dopo quelli offerti a Polonia (43,7 miliardi), Romania (16,8 miliardi), Francia e Ungheria (16,2 miliardi per ciascuno). Per ottenere i fondi tutti i governi dovranno descrivere l’uso della possibile assistenza finanziaria, concessa a tassi “competitivi”, sottolinea l’esecutivo comunitario, ma comunque da rimborsare in dieci anni.

    Ci sono due categorie di interventi finanziati dalla Commissione UE attraverso il fondo SAFE: la prima categoria comprende produzione e investimenti in munizioni e missili, sistemi di artiglieria, capacità di combattimento terrestre e relativi sistemi di supporto (inclusi equipaggiamento per soldati e armi di fanteria), piccoli droni (classe NATO 1) e sistemi anti-drone, protezione delle infrastrutture critiche, mobilità militare; la seconda categoria comprende invece sistemi di difesa aerea e missilistica, capacità marittime di superficie e subacquee, droni diversi dai piccoli droni (classe NATO 2 e 3) e relativi sistemi anti-drone, abilitatori strategici quali trasporto aereo strategico o rifornimento in volo, protezione delle risorse spaziali, intelligenza artificiale e guerra elettronica.

    “Stiamo diventando una vera e propria banca della difesa“, sottolinea il commissario per la Difesa, Andrius Kubilius, nel corso della conferenza stampa tenuta per l’occasione. La ripartizione dei fondi, spiega, “si basa sulle richieste dei Paesi, non c’è alcun parametro” se non quello degli interesse manifestati dalle capitali. “Questa quantità significativa contribuirà a scoraggiare i nostri nemici e a rafforzare la difesa europea”, sostiene.

    “Questa Commissione prende il riarmamento dell’Europa sul serio”, gli fa eco Henna Virkkunen, vicepresidente esecutiva per la Sicurezza e la democrazia. Lo dimostra il fatto che nella proposta di nuovo quadro pluriennale (MFF 2028-2034), dove con 131 miliardi di euro complessivi “abbiamo aumentato di cinque volte le risorse per la difesa”. E’ la nuova Unione europea che si prepara al peggio.

    Tags: Andrius Kubiliusfondi uegoverno melonihenna virkkunenitaliaprestitisafeue

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