- L'Europa come non l'avete mai letta -
sabato, 18 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Economia » Dazi, dall’accordo con Trump l’UE rischia tra i 135mila e i 450mila posti di lavoro

    Dazi, dall’accordo con Trump l’UE rischia tra i 135mila e i 450mila posti di lavoro

    La Commissione europea stima le ricadute dell'intesa con gli Stati Uniti dal punto di vista occupazionale: colpite soprattutto Irlanda e Germania, settori farmaceutico e chimico con la più alta emorragia lavorativa

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    13 Ottobre 2025
    in Economia

    Bruxelles – L’accordo sui dazi tra Unione europea e Stati Uniti ha di buono che comunque ristabilisce prevedibilità, ma non sarà un’intesa indolore. Al contrario, da tariffe del 15 per cento sui beni venduti oltre Atlantico sarebbero a rischio tra 135mila e 450mila posti di lavoro nei Paesi membri. E’ quanto emerge dal rapporto annuale della Commissione europea sugli sviluppi del mercato del lavoro, che dedica alla questione tariffaria un paragrafo a parte contenente la stima di quello che ci si attende a Bruxelles.

    Dagli studi condotti dai servizi dell’esecutivo comunitario si prevede che il settore all’ingrosso subirà la maggiore perdita di posti di lavoro in assoluto, con un massimo di 24mila unità perse, seguito dal comparto macchinari e attrezzature (20mila), commercio al dettaglio (17mila) e industria automobilistica (12mila). Il grosso delle ricadute occupazione è concentrato qui, anche se la situazione non è omogenea, un po’ tutti i settori rischiano di risentire della situazione ma in modo sproporzionato tra Paesi.

    Guardando al tipo sistema Paese la Commissione europea rileva che il settore farmaceutico è particolarmente esposto in Irlanda, Danimarca, Slovenia, Finlandia, Austria e Germania, con possibili cali occupazionali, rispettivamente, fino al 2,6 per cento, 2,5 per cento, 2,4 per cento, 1,5 per cento e 1,4 per cento. Il trasporto aereo sarebbe colpito in modo sproporzionato dai dazi statunitensi in Danimarca e nei Paesi Bassi, con perdite di posti di lavoro del 2 per cento e dell’1,3 per cento. Ancora, nella produzione di computer, prodotti elettronici e ottici, a rimetterci in ricadute occupazione sarebbe sopratutto l’Estonia (-2,3 per cento). 

    La situazione sembra non promettere nulla di buono per l’Irlanda, dove si prevede che diversi settori subiranno significativi cali occupazionali, quali arredamento (-2,9 per cento), metalli di base (-2,3 per cento), macchinari e attrezzature (-1,6 per cento), settore informatico e informazione (1,6 per cento), prodotti in metallo lavorati (-1,5 per cento) e prodotti in carta (-1,4 per cento).

    In generale, comunque, l’UE può perdere fino allo 0,8 per cento della sua forza lavoro attualmente attiva, nello scenario, comunque ritenuto “improbabile”, di un completo stop alle esportazioni. Bruxelles stima comunque che mediamente ogni Stati membro possa perdere tra lo 0,1 e lo 0,3 per cento di occupazione a seguito dell’accordo dei dazi.  In termini percentuali si prevede che il settore farmaceutico registrerà il calo occupazionale relativo più significativo, pari fino all’1,3 per cento, seguito da quello chimico e da quello dei macchinari e delle attrezzature, con cali rispettivamente dell’1 per cento e dello 0,9 per cento.

    Tra gli Stati membri dell’Unione europea potenzialmente esposti ai maggiori cali occupazionali figurano Irlanda, Germania, Danimarca e Slovacchia. Ciò perché questi Paesi “presentano elevati livelli sia di esportazioni dirette che di integrazione indiretta nella catena del valore transatlantica, il che li rende più vulnerabili agli shock commerciali”. Per entità di impatto negativo potenziale sull’occupazione l’Italia risulta il settimo Paese UE più esposto.

    In questo contesto, secondo la Commissione europea, “il rafforzamento del mercato unico dei servizi, in particolare agevolando la fornitura di servizi transfrontalieri e rafforzando la concorrenza, può essere fondamentale per stimolare l’aumento della produttività”. La raccomandazione vale per tutti.

    Tags: automotivechimicacommerciocommissione europeadazidisoccupazionefarmaceuticalavoroUe-Stati Uniti

    Ti potrebbe piacere anche

    La presidente della Bce, Christine Lagarde, col suo predecessore, Mario Draghi [foto: Dirk Claus/ECB, via imagoeconomica]
    Economia

    “Col 2 per cento di commercio in più nel mercato unico si azzerano gli effetti dei dazi”. Lagarde spinge il rapporto Draghi

    30 Settembre 2025
    Ursula von der Leyen Donald Trump
    Economia

    Sui dazi l’Europa cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno

    21 Agosto 2025
    Economia

    Timido entusiasmo e preoccupazioni: l’accordo sui dazi emoziona fino a un certo punto imprese e sindacati

    29 Luglio 2025
    Donald Trump
    Economia

    Lagarde fa i conti con Trump: “In Europa in gioco 30 milioni di posti di lavoro”

    17 Giugno 2025

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Il presidente francese Emmanuel Macron, accompagnato dalla premier italiana Giorgia Meloni, dal primo ministro britannico Keir Starmer e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, arriva al Palazzo dell'Eliseo per una conferenza sull'iniziativa per la navigazione marittima nello Stretto di Hormuz il 17 aprile 2026 a Parigi, in Francia. Foto di Jeanne Accorsini/Pool/ABACAPRESS.COM. IPA Agency

    Hormuz riaperto, da Parigi i volenterosi pronti a missione pacifica

    di Giulia Torbidoni
    17 Aprile 2026

    Al vertice organizzato dai leader di Francia e Regno Unito, arriva e viene accolta con favore la notizia della riapertura...

    Seggi elettorali. Fonte: Sara Minelli via Imagoeconomica

    Dopo Ungheria, Bulgaria, Cipro, Svezia e Lettonia: le elezioni nell’UE nel 2026

    di Redazione eunewsit
    17 Aprile 2026

    Il centrodestra ad aprile 2026 guida 13 governi su 27, ai quali si aggiungono tre governi di destra (come quello di Giorgia Meloni...

    La commissaria europea al Mediterraneo, Dubravka Šuica, presenta il Patto Mediterraneo Piano d'Azione (17 aprile 2026). Fonte: EC - Audiovisual Service

    Trasformare le sfide attuali in opportunità: l’UE presenta il piano d’azione per il Mediterraneo

    di Annachiara Magenta annacmag
    17 Aprile 2026

    La commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica ha illustrato oggi i tre pilastri fondamentali: persone ed educazione, economia, sicurezza e...

    Terroristi, fondamentalisti [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]

    Il Medio Oriente preoccupa l’UE: “Occhi aperti sulla minaccia del terrorismo”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    17 Aprile 2026

    Il tema al centro dell'agenda dei ministri degli Esteri. Prevista conversazione col premier libanese e possibile finestra per le sanzioni...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione