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    Home » Politica » Metsola, schiaffo a socialisti e liberali: “I numeri si ottengono dove si trovano”

    Metsola, schiaffo a socialisti e liberali: “I numeri si ottengono dove si trovano”

    La presidente del Parlamento europeo non chiude la porta alla destra. "La maggioranza dal centro verso l'esterno è il punto di partenza"

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    23 Ottobre 2025
    in Politica
    La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola [Bruxelles, 23 ottobre 2025 Foto: European Council]

    La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola [Bruxelles, 23 ottobre 2025 Foto: European Council]

    Bruxelles – La legislatura europea non sta procedendo proprio senza intoppi. Al contrario mostra limiti, fragilità e tensioni, come dimostra il mancato accordo sulla semplificazione in materia di due diligence, la trasparenza e la responsabilità aziendale. Solo l’ultimo episodio di una situazione divenuta insostenibile per molti, ma non per il Partito popolare (PPE), che tira dritto. “Il messaggio per i leader è: ottieni i numeri dove puoi trovarli“, taglia corto la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola (membro del Partito popolare), che lascia intendere come in nome del pragmatismo si procederà da qui in avanti.

    Prova anche mettere un freno a liti e litigi politico-istituzionali, Metsola, nella conferenza stampa tenuta dopo il consueto scambio con i capi di Stato e di governo dell’UE in occasione del vertice del Consiglio europeo. Il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, arriva a Bruxelles e bolla come “inaccettabile” il voto dell’Aula dell’europarlamento sulla due diligence, con Metsola che evita di rispondere frontalmente al leader tedesco senza tuttavia permettersi puntualizzazioni: “Non metto in questione la libertà e le prerogative del Parlamento europeo, ho spiegato che il voto di ieri dimostra che la proposta di compromesso era troppo per una parte dell’Aula, e troppo poco per un’altra“. Ciò detto, assicura, “il Parlamento europeo rimane impegnato per la semplificazione“.

    E’ qui però che si pone il problema tutto politico della questione, quello di un PPE che ormai non si pone più il problema di scontentare socialisti, liberali e anche verdi per spostarsi a destra. “La maggioranza dal centro verso l’esterno è il punto da cui si parte” per raggiungere i numeri necessari per l’approvazione dei dossier, insiste Metsola. Parole di sfida, che suonano da schiaffo sul volto degli alleati di una maggioranza Ursula che non c’è più ma perché già fragile fin dall’inizio.

    Il PPE, vera forza vincitrice delle elezioni europee, ormai usa questa forza per fare e disfare, forte di numeri che in Parlamento si possono trovare, e mette alle strette gli alleati incapaci di staccare la spina. Metsola rassicura i leader, confermando che in materia di trasparenza e responsabilità aziendale l’accordo si troverà, che il testo sarà votato nella sessione plenaria in programma a Bruxelles il 13 novembre, e che entro fine anno si avrà la semplificazione anche in questo ambito. Bisognerà vedere quale sarà la maggioranza per quella data, e come potrà andare avanti l’UE litigiosa e tesa di oggi.

    Tags: consiglio europeodue diligenceFriedrich Merzlegislatura europeamaggioranzaroberta metsolaue

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