Bruxelles – La malapolitica costa circa 87 milioni di euro l’anno, per un prezzo complessivo che vale miliardi. Tanto ha dovuto pagare l’Italia per le multe inflitte dall’Unione europea per il mancato rispetto delle norme comunitarie. Multe scaricate inevitabilmente sui cittadini, in materia di risorse pubbliche distolte da altre tipi di investimento. Scuola, sanità, sicurezza sul lavoro, formazione: quale che possa essere la scelta di servizi al cittadino i soldi non ci sono perchè il Paese ha dilapidato una cifra mostruosa.
“Dal 2012 l’Italia ha versato 1,2 miliardi di euro a seguito di sentenze della Corte di giustizia dell’Unione europea in procedure di infrazione che hanno applicato sanzioni pecuniarie nei confronti dell’Italia”, fa sapere Valdis Dombrovskis, commissario all’Economia che offre le cifre frutto dei limiti tricolori rispondendo a un’interrogazione parlamentare presentata dall’esponente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Antoci.
Il sistema Paese e la sua classe politica hanno in sostanza dilapidato un patrimonio altrimenti utile per rilanciare funzionalità e competitività nazionali, anche per via di problematiche strutturali come la gestione dei rifiuti. Il conto salato per gli inadempimenti italiani rischia seriamente di diventare anche più salato, poiché “attualmente – ricorda sempre Dombrovskis – ci sono 69 procedure di infrazione aperte nei confronti dell’Italia“. Tanti procedimenti pendenti che possono voler dire deferimenti alla Corte di giustizia dell’UE con il conseguente rischio multe. Perchè sia chiario, “lo Stato membro è l’unico responsabile del rispetto degli obblighi derivanti dal diritto dell’Unione”, ricorda il commissario per l’Economia. Tradotto: non cercare alibi né colpevoli.
Nel sistema Paese esistono diverse realtà, tutte specifiche e tutte regionali. Una di queste è quella siciliana. Nella sua interrogazione Antoci chiede conto di quali siano i dossier aperti a Bruxelles a carico della Regione a statuto speciale, e qui Dombrovskis è meno specifico: “Le procedure di infrazione in corso sfociate in decisioni recenti che coinvolgono la regione Sicilia riguardano l’attuazione del telepedaggio, e la gestione
della diffusione delle specie esotiche invasive“. A questo va aggiunta la maxi-multa della Corte di giustizia per ritardi e irregolarità nella gestione delle acque di scarico a livello nazionale, che vedono anche tre agglomerati siciliani oggetto delle contestazioni.

![La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni [foto: imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2025/12/Imagoeconomica_2600173-350x250.jpg)











