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    Home » Cronaca » Soldi buttati: le centinaia di milioni che l’Italia paga in multe all’Ue per violazioni di norme sui rifiuti

    Soldi buttati: le centinaia di milioni che l’Italia paga in multe all’Ue per violazioni di norme sui rifiuti

    Dal 2014 in totale sono già 285.000.000 di euro, di cui 107 solo per la Campania. Ma la situazione migliora e le sanzioni si riducono

    Lorenzo Consoli</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LorenzoConsoli" target="_blank">@LorenzoConsoli</a> di Lorenzo Consoli @LorenzoConsoli
    10 Gennaio 2018
    in Cronaca
    rifiuti discariche multe italia
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    Bruxelles – La nuova emergenza rifiuti a Roma fa tornare in mente la crisi dei rifiuti in Campania del 2008, che il quarto governo Berlusconi, entrato in funzione a maggio di quell’anno, si affrettò a dichiarare risolta; una tesi che fu clamorosamente smentita dalla Corte europea di Giustizia con due sentenze: la prima, del 4 marzo 2010, per violazione delle norme Ue sullo smaltimento dei rifiuti; e la seconda, il 16 luglio 2015, per non esecuzione della prima sentenza. In quest’ultimo caso, l’Italia fu condannata a pagare una multa forfettaria di 20 milioni di euro e una giornaliera di 120.00 euro, che continua a pesare ancora oggi, ogni giorno, sui contribuenti della Penisola. Dal luglio 2015, il totale delle multe giornaliere pagate è arrivato oggi a 87 milioni di euro.
    In generale, hanno riferito a Bruxelles fonti della Commissione europea, la somma totale di quanto l’Italia ha dovuto pagare finora per la propria inadempienza rispetto alla legislazione europea sui rifiuti (che mira innanzitutto, va ricordato, ad assicurare che il loro smaltimento avvenga senza pericoli per la salute dei cittadini e senza arrecare danni all’ambiente), è di ben 285 milioni di euro perché, oltre ai 107 milioni pagati per la Campania, c’è anche tutto il dossier delle discariche irregolari o abusive, che andavano messe a norma o chiuse, e che sono invece ancora attive sul territorio nazionale.

    Anche sulle discariche irregolari c’è stata una sentenza della Corte europea di Giustizia, nel dicembre 2014. La Corte ha condannato l’Italia a pagare una somma forfettaria di 40 milioni di euro e, in più, una multa semestrale per ogni sito abusivo ancora aperto, per un ammontare di 200.000 euro ciascuna per le discariche con rifiuti non pericolosi e 400.000 ciascuna per quelle con rifiuti pericolosi. Queste multe, tuttavia, stanno lentamente riducendosi, man mano che vengono chiuse o messe a norma le discariche abusive. All’epoca della sentenza erano più di 200, oggi sono state drasticamente ridotte a 77. Comunque, il totale delle multe semestrali già pagate è di 138 milioni di euro.

    C’è da aggiungere, infine, che la Commissione ha deciso nel maggio scorso il deferimento dell’Italia alla Corte europea di Giustizia per non aver bonificato o chiuso 44 discariche di rifiuti non a norma in cinque regioni: Abruzzo (11 discariche), Basilicata (23), Campania (2), Friuli-Venezia Giulia (5) e Puglia (5). In questo caso, le discariche nel mirino di Bruxelles non sono quelle abusive, ma quelle cosiddette “pre-esistenti”: autorizzate e già in funzione prima del 16 luglio 2001, tutte queste discariche avrebbero dovuto essere chiuse o adeguate alle nuove norme di sicurezza Ue introdotte nel 1999 (direttiva 1999/31/Ce), ma 18 anni dopo l’Italia non è ancora riuscita a farlo.

    Lorenzo Consoli per Askanews.

    Tags: discaricheitaliamulterifiutiroma

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