Bruxelles – “Testamento morale per l’umanità” e “monito permanente“. Questo, secondo le parole usate dalla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, è il ricordo di una della pagine più buie della storia dell’umanità, quella di un odio partito da insulti, degenerato in discriminazioni e persecuzioni, e sfociato nell’Olocausto. Il momento storico si lega a regimi autoritari, alla sovversione di logiche, e alla negazione di valori. L’amico che diventa nemico, la risorsa che diventa un problema, e l’uomo che sposa progetti che gli si ritorcono contro.
Nella giornata della memoria i nomi e le storie da ricordare sarebbero tante. Una è quella di Renato Sacerdoti. Chi fu mai costui? Un fascista convinto, uno di quelli che prese parte alla marcia su Roma, e che aiutò Benito Mussolini nella riforma del sistema calcio nazionale. Il regime fascista voleva meno squadre amatoriali e più formazioni professioniste. Nel nuovo quadro Roma doveva avere una squadra con il nome e i colori dell’Urbe, e Renato Sacerdoti si spese in prima persona per convincere Alba, Roman e Fortitudo a fondersi per dare vita all’Associazione Sportiva Roma, di cui divenne presidente.
E’ il 1927, e l’Italia Mussoliniana conserva ancora un volto umano. Ma è un qualcosa che dura poco. L’avvicinamento dell’Italia fascista alla Germania nazista non resta senza conseguenze: l’antisemitismo arriva anche in Italia, e lui, Renato Sacerdoti, ebreo, vi finisce nel mezzo. A nulla serve la sua conversione al cattolicesimo: è un ebreo, oltretutto troppo ‘ingombrante’ per il governo dell’Italia fascista. E’ lui che ha fatto costruire campo Testaccio, il primo vero stadio della Roma, disegnato da un architetto di nome Silvio Sensi, papà di quel Franco artefice del terzo scudetto giallorosso.
Non importa che Sacerdoti fosse ‘fascistissimo’, era ebreo in un’Italia che aveva smesso di accettare e tollerare la diversità, a differenza dell’Unione europea di oggi. Banchiere, venne accusato di aver portato capitali all’estero, riciclaggio di denaro, e aver agito contro gli interessi nazionali. E’ l’inizio di una persecuzione che costringere dapprima ad abbandonare la presidenza della Roma, nel 1935, e poi a conoscere l’arresto e addirittura a vivere da perseguitato. Nel 1938 le leggi razziali fanno di lui un criminale. Viene incarcerato e addirittura mandato al confino.
La caduta di Mussolini e l’avvento di Pietro Badoglio alla guida del governo permettono a Sacerdoti di approfittare del momento e scappare. Sacerdoti si salva dalle deportazioni dell’occupante nazista rifugiandosi dai frati nella chiesa di San Pietro in Montorio al Gianicolo, facendosi passare per frate e conducendo vita di povertà e contrizione.
Al pari di Ferdinando Valletti è di quelli che ce la farà, Renato Sacerdoti. Con la propria personale storia ricorda gli errori e orrori dell’uomo e del genere umano, che valori e regole possono cambiare, che le amicizie possono essere momentanee e tutt’altro che solide, e che ognuno è solo e precario di fronte alla vita. E che anche soluzioni politiche sembrano affascinanti possono essere meno di ciò che appaiono.
![Renato Sacerdoti [foto: Wikimedia Commons]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/01/sacerdoti.png)











