Bruxelles – Energia, nell’UE costa un po’ meno ma comunque ancora troppo. I dati Eurostat sulla produzione industriale di ciò che serve a imprese e famiglie per l’attività di tutti i giorni confermano una problematica ormai strutturale tutta europea, alla base anche dei problemi di competitività. A dicembre 2025, rileva l’istituto di statistica europeo, nel territorio dell’Unione europea i prezzi alla produzione industriale dell’energia sul mercato interno sono diminuiti dell’1,3 per cento rispetto al mese precedente e si sono ridotti del 7,7 per cento su scala annua, rispetto a dicembre 2024.
Quella che a prima vista può sembrare una buona notizia per l’UE e il suo tessuto produttivo e di consumi, è in realtà una piccola parte di una storia diversa per contenuti e costi. Considerando gli ultimi cinque anni, rileva ancora Eurostat, i prezzi alla produzione industriale dell’energia sono aumentati nel 2022, prima di entrare in un periodo di calo. Nel complesso, tuttavia, tra gennaio 2021 e dicembre 2025, i prezzi sono aumentati del 66,3% per cento.
Quest’ultima sottolineatura rilancia il tema al centro del vertice informale dei capi di Stato e di governo riuniti in Belgio per stabilire il modo di rilanciare la competitività dell’Unione. La riduzione dei prezzi dell’energia è un tema, è certamente un elemento dirimente per un’Europa desiderosa di essere davvero competitiva e forte sul mercato globale, ed è oggetto delle priorità politiche contenute nella strategia italo-belga-tedesca messa nero su bianco nel documento redatto in vista del summit dei leader.
La questione del caro-energia è considerata come sfida esistenziale da Mario Draghi nel suo rapporto sulla competitività – che Eunews ha interamente tradotto in italiano – laddove l’ex presidente della BCE ed ex presidente del Consiglio ricorda che “anche se i prezzi dell’energia sono diminuiti notevolmente rispetto ai loro picchi, le aziende dell’UE devono ancora affrontare prezzi dell’elettricità che sono 2-3 volte quelli degli Stati Uniti”, mentre “i prezzi del gas naturale pagati sono 4-5 volte superiori”. I dati Eurostat di oggi (12 febbraio) e aggiornati a fine 2025 confermano una volta di più questo aspetto: l’energia continua a costare ancora troppo, e questo gioca a sfavore di competitività.
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