Bruxelles – Dazi USA, che fare? L’Unione europea si interroga, si inquieta, e si prepara anche al peggio. La sentenza con cui la Corte suprema degli Stati Uniti ha bocciato le tariffe volute unilateralmente dal presidente statunitense, Donald Trump, rischia di aprire scenari tutti nuovi, resi ancor meno chiari dalle minacce dello stesso Trump di nuovi dazi. A Bruxelles si lavora su più fronti, innanzitutto quello diplomatico: l’impostazione UE non cambia, e la soluzione amichevole resta quella preferita.
Il commissario per il Commercio, Maros Sefcovic, ha passato il fine settimana a dialogare direttamente con il segretario al Commercio americano, Howard Lutnick, e il rappresentante per il Commercio USA, Jamieson Greer, al fine di trovare una quadra ad una situazione resa ancor più complicata e tutta da chiarire. Poi, però, la Commissione europea ha diramato una nota dai toni duri, da cui emerge irritazione e anche l’avvertimento di uno scontro commerciale.
“Un accordo è un accordo“, tuona l’esecutivo comunitario. “In qualità di principale partner commerciale degli Stati Uniti, l’UE si aspetta che gli Stati Uniti rispettino gli impegni stabiliti nella Dichiarazione Congiunta, così come l’UE rispetta i propri impegni”. In particolare, mette in chiaro Bruxelles, “i prodotti dell’UE devono continuare a beneficiare del trattamento più competitivo, senza aumenti tariffari oltre il tetto massimo chiaro e onnicomprensivo precedentemente concordato”. Quindi, la minaccia per l’amministrazione Trump: “Le aziende e gli esportatori dell’UE devono beneficiare di un trattamento equo”, e da questo punto di vista “la Commissione garantirà sempre la piena tutela degli interessi dell’Unione europea“.
È questo il passaggio dove viene detto che l’UE è pronta al braccio di ferro, quello vero, fatto di misure di risposta. L’UE ha pronta una lista di prodotti ‘made in USA’ da colpire con contro-dazi fino a 93 miliardi di euro. Questi contro-dazi sono stati messi a punto a luglio, quando sembrava che un’intesa non fosse più raggiungibile, e congelata una volta trovata l’intesa per una regime al 15 per cento. La Commissione lascia intendere che può proporre di ‘risvegliare’ la lista. Poi, se le cose si mettessero male, ci sarebbe anche l’opzione dello strumento anti-coercizione, che consente all’UE di varare limitazioni alle esportazioni, dazi sui servizi o l’esclusione delle imprese straniere dagli appalti pubblici. Le aziende tecnologiche statunitensi potrebbero essere tra le principali interessate.
Clarity and legal certainty are needed before any further steps are taken.
At our extra meeting tomorrow, I will therefore propose to the EP-negotiating team putting legislative work on hold until we have a proper legal assessment and clear commitments from the US side. (3/3)— Bernd Lange (@berndlange) February 22, 2026
Levata di scudi anche in Parlamento europeo, dove il presidente della commissione Commercio internazionale, il socialdemocratico tedesco Bernd Lange, annuncia l’intenzione di mettere in stand-by l’accordo sui dazi con gli Stati Uniti finché non si capirà quali saranno le reali intenzioni degli Stati Uniti. “Puro caos tariffario da parte dell’amministrazione statunitense”, critica via X. “Nessuno riesce più a capirci niente: solo interrogativi aperti e crescente incertezza per l’UE e gli altri partner commerciali degli Stati Uniti”.
Lange ha convocato una riunione straordinaria di commissione per la giornata di oggi e domani (23 e 24 febbario) per discutere delle implicazioni del verdetto della Corte Suprema degli Stati Uniti, ma, alla luce delle dichiarazioni di Trump su nuovi dazi, ha scelto di usare la riunione per rinviare il voto sui provvedimenti attuativi dell’intesa UE-USA di luglio.
Il rappresentante al Commercio degli Stati Uniti, Greer, intervistato alla CBS sostiene che la Casa Bianca prevede di “sostenere” gli accordi commerciali firmati con i suoi partner, e che quindi l’intesa per dazi al 15 per cento con l’UE non verrà rimessa in discussione, ma a quanto pare non ci si fida. L’UE attende, e nel mentre lavora a tutti gli scenari.


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