Bruxelles – Sulla sicurezza energetica, la priorità è mantenere vivi i flussi energetici, in particolare la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz. Sul fronte ucraino, non è il momento di allentare la pressione sul Cremlino. Lo scrivono congiuntamente, su X, la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, dopo la videoconferenza tra i leader del G7, organizzata dalla presidenza francese e presieduta da Emmanuel Macron, per discutere delle conseguenze economiche della guerra in Medio Oriente, in particolare della situazione energetica.
“Grazie Emmanuel Macron per aver organizzato una chiamata con i partner del G7 per discutere una risposta coordinata alla preoccupante situazione in Iran e in Medio Oriente. Ci concentriamo sulla riduzione al minimo dell’impatto sulla sicurezza e sul mercato energetico globale“, scrivono von der Leyen e Costa.
“Il presidente del Consiglio europeo e io abbiamo ricordato che la priorità immediata è mantenere in movimento i flussi energetici, in particolare la navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz, fondamentale per l’economia globale”, mentre “l’applicazione del tetto massimo al prezzo del petrolio contribuirà a stabilizzare i mercati e a limitare le entrate della Russia”, spiegano. “Questo non è il momento di allentare le sanzioni contro la Russia. Abbiamo entrambi accolto con favore la decisione odierna dell’Agenzia internazionale dell’energia (IEA) di mettere a disposizione 400 milioni di barili di petrolio di riserva di emergenza per allentare le tensioni nell’approvvigionamento energetico globale. Abbiamo concordato di collaborare strettamente con i partner della regione per impedire l’allargamento del conflitto e ripristinare la stabilità”, dettagliano von der Leyen e Costa.
In una dichiarazione al termine della video-riunione dei leader del G7, Macron ha spiegato che le capacità militari dell’Iran non sono state “ridotte a zero” dagli attacchi di Stati Uniti e Israele e ha invitato il presidente USA, Donald Trump, a “chiarire sia gli obiettivi finali sia il ritmo che intende dare alle operazioni” militari.
“Ci sono già oggi danni considerevoli inflitti alle capacità balistiche militari dell’Iran, ma continua ad aggredire diversi Paesi della regione e quindi le sue capacità non sono ridotte a zero”, ha evidenziato Macron. Oltre a ciò, però, per il presidente francese, lo Stretto di Hormuz è diventato “un teatro di guerra” e “tre aree chiave“ sono quelle su cui sono concentrati i Paesi del G7: “Presenza nel Mediterraneo orientale, libertà di navigazione nel Mar Rosso e necessità di stabilire uno sforzo coordinato che coinvolga diverse marine militari per diverse settimane per fornire scorte quando necessario e garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz”, ha affermato, specificando che “le condizioni non sono attualmente soddisfatte” e che “questo lavoro deve essere organizzato”. Mentre, rispetto all’altro fronte di guerra, quello in Ucraina, il capo dell’Eliseo ha chiarito che “il G7 ha convenuto che la situazione non giustifica la revoca delle sanzioni contro la Russia”.

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