- L'Europa come non l'avete mai letta -
domenica, 19 Aprile 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Newsletter
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Politica » Energia, competitività, Ucraina e Iran: il vertice dei leader UE è un grande punto interrogativo

    Energia, competitività, Ucraina e Iran: il vertice dei leader UE è un grande punto interrogativo

    La guerra in Iran con le sue ricadute interferisce sulle discussioni dei capi di Stato e di governo, con il meccanismo anti-emissioni ETS al centro di un confronto sul cui esito non ci si sbilancia. I ventisette cercano anche una linea comune sul conflitto in Medio Oriente

    Emanuele Bonini</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/emanuelebonini" target="_blank">emanuelebonini</a> di Emanuele Bonini emanuelebonini
    17 Marzo 2026
    in Politica
    [foto: European Council]

    [foto: European Council]

    Bruxelles – Cosa fare o come farlo: prima ancora che con gli avvenimenti esterni che la influenzano, l’Unione europea è alle prese con sé stessa e le sue divisioni. Perché non c’è dubbio che la guerra in Ucraina continua a essere un problema esistenziale anche per l’UE (lo è innanzitutto per gli ucraini, è bene ricordarlo), e non c’è dubbio che lo sia anche la guerra in Iran con le sue ripercussioni, soprattutto energetiche, che poi hanno un impatto sulla competitività. Ma su tutto questo – di cui i capi di Stato e di governo dei Paesi dell’UE discuteranno nel summit di giovedì (19 marzo) – i leader si presentano confusi e divisi.

    Il tema principale del vertice europeo sarebbe la competitività, e la necessità di tradurre in pratica gli impegni e le riflessioni che gli stessi leader hanno prodotto in occasione della riunione informale di febbraio e terminata con l’agenda della Commissione europea che ora dovrebbe ricevere il benestare dei Ventisette. Il condizionale è però d’obbligo poiché il caro-energia, che sta derivando dal conflitto israelo-americano in Iran, rischia di ribaltare l’ordine delle priorità da affrontare e si presenta come il principale nodo da sciogliere per un’Europa che rischia la figuraccia.

    “La diagnosi comune del problema è che l’energia costa troppo, ora si tratta di capire come ridurlo”, spiegano fonti bene informate. Parole che sembrano ovvie, ma che nascondono un problema tutto europeo: quello, cioè, di un progetto comunitario che – in un momento come quello attuale – sconta l’architettura confederale per una federazione mai veramente cercata. Risultato: intervenire è praticamente impossibile. Il prezzo finale dell’energia elettrica dipende da più componenti (costo in sé, tasse, accise, costi di distribuzione, balzello ETS in forza del meccanismo Ue anti-emissioni), “il cui peso è diverso anche da Paese a Paese”, ricordano le stesse fonti europee, e non a caso. Praticamente ogni Stato ha la sua bolletta, con livelli di tasse, accise, costo di distruzione e quota ETS diversa. Difficile immaginare una risposta unica e univoca.

    Iran, il caro-energia torna a spaventare l’UE. Il tema sul tavolo dei leader

    “Ci sono diverse idee su come affrontare il prezzo dell’energia”, riconoscono a Bruxelles, e si tratta di quello che può fare l’Europa per un problema comune, ma comunque nazionale. Allentamento delle regole sugli aiuti di Stato e diritto di compensazione per costi indiretti sono due opzioni al vaglio e su cui i leader dovranno esprimersi. E poi c’è l’ETS, tema che si prevede sia quello di cui si parlerà di più, anche perché quello veramente europeo. L’Italia vorrebbe sospenderlo, ma la maggioranza degli altri membri UE non intende metterlo in discussione perché viene riconosciuto come meccanismo che “svolge un ruolo fondamentale per strategie industriali, e non solo per questioni di emissioni”. Ed è dunque centrale per l’agenda di competitività.

    A proposito di competitività, cosa indicheranno i leader non è chiaro: “Le decisioni concrete saranno nelle conclusioni”, assicurano a Bruxelles, senza però sbilanciarsi su quali saranno tali decisioni. Ancora meno ci si avventura sull’energia: qui si ammette che potrebbe esserci anche il rischio di non averle neppure le conclusioni, e dunque si va verso formulazioni vaghe per provare a salvare la faccia. Quel che è certo è che “nel medio periodo lo sviluppo di rinnovabili resta la via maestra“, soprattutto alla luce della guerra in Iran, ricordano ancora a Bruxelles. Non è, dunque, escluso un riferimento in tal senso. “Ma c’è anche la questione delle reti” e il richiamo a completare l’unione dell’energia. Risposte ai problemi di medio termine, perché a quelle di breve periodo l’UE rischia di perdersi tra interessi e sistemi diversi.

    Nel non semplice dibattito su energia e competitività si inserisce il sempre più complicato scambio sull’Ucraina. Qui c’è l’impegno a fornire assistenza a Kiev, che però è arenato a causa del veto ungherese. Sul prestito da 90 miliardi stabilito a dicembre “non ci sarà discussione” perché è inutile farla, sostengono funzionari europei. “Gli impegni sono presi, e non ci dovrebbe essere bisogno di riparlarne”, perché, questa la spiegazione, “l’intesa non cambia, rimane lì, non si tratta di doverla rinegoziare“. In altre parole, si tratta di attuarla. Ma i soldi sono bloccati e bisogna convincere l’Ungheria – che appare insoddisfatta del via libera di Kiev al sostegno tecnico e finanziario di Bruxelles per ripristinare l’operatività dell’oleodotto di Druzhba – a rimuovere il suo veto. Ma come farlo non è chiaro, e anche di fronte a una situazione per cui ha già la risposta pronta, l’UE non sa come renderla operativa.

    Da definire poi la linea sul conflitto in Iran. “Il dibattito sarà molto concreto”, garantiscono a Bruxelles. Ma concreta dovrà essere anche una risposta tutta da trovare. “Serve impegno per mitigare il conflitto e le sue conseguenze, che sono diverse”, spiegano. Non c’è solo la tenuta economica, con il rischio di una nuova spirale inflattiva e il caro-energia, ma pure lo spettro di crisi alimentare e nuova ondata migratoria. “Ci attendiamo coordinamento concreto tra i 27 sul contributo utile a ridurre le tensioni e ritorno alla diplomazia e il rispetto del diritto internazionale da entrambe le parti”, confidano le fonti UE. Un altro punto interrogativo per cui l’UE dovrà cercare una quadra che non c’è.

    Tags: antonio costaconsiglio europeoenergiaIranMedio Orienteucrainauevertice dei leader

    Ti potrebbe piacere anche

    Energia

    Scontro sull’ETS prima del Consiglio europeo: ‘no’ di otto governi UE alla proposta di sospensione

    12 Marzo 2026
    [credits: Dietmar Rabich / Wikimedia Commons / “Münster, Stadtweinhaus, Beflaggung Ukraine und EU -- 2022 -- 0219” / CC BY-SA 4.0]
    Politica Estera

    È scontro UE-Ungheria su allargamento. Il Parlamento: “Avanti con l’Ucraina”. Il ‘no’ di Budapest

    11 Marzo 2026
    Politica Estera

    Dombrovskis: “In un modo o nell’altro daremo i 90 miliardi di euro all’Ucraina”

    10 Marzo 2026
    Photo: European Commission Audiovisual Service, Dati Bendo
    Energia

    Verso il Consiglio Europeo: Italia, Germania e Belgio convocano un pre-vertice su semplificazione e caro energia

    10 Marzo 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Il presidente francese Emmanuel Macron, accompagnato dalla premier italiana Giorgia Meloni, dal primo ministro britannico Keir Starmer e dal cancelliere tedesco Friedrich Merz, arriva al Palazzo dell'Eliseo per una conferenza sull'iniziativa per la navigazione marittima nello Stretto di Hormuz il 17 aprile 2026 a Parigi, in Francia. Foto di Jeanne Accorsini/Pool/ABACAPRESS.COM. IPA Agency

    Hormuz riaperto, da Parigi i volenterosi pronti a missione pacifica

    di Giulia Torbidoni
    17 Aprile 2026

    Al vertice organizzato dai leader di Francia e Regno Unito, arriva e viene accolta con favore la notizia della riapertura...

    Seggi elettorali. Fonte: Sara Minelli via Imagoeconomica

    Dopo Ungheria, Bulgaria, Cipro, Svezia e Lettonia: le elezioni nell’UE nel 2026

    di Redazione eunewsit
    17 Aprile 2026

    Il centrodestra ad aprile 2026 guida 13 governi su 27, ai quali si aggiungono tre governi di destra (come quello di Giorgia Meloni...

    La commissaria europea al Mediterraneo, Dubravka Šuica, presenta il Patto Mediterraneo Piano d'Azione (17 aprile 2026). Fonte: EC - Audiovisual Service

    Trasformare le sfide attuali in opportunità: l’UE presenta il piano d’azione per il Mediterraneo

    di Annachiara Magenta annacmag
    17 Aprile 2026

    La commissaria per il Mediterraneo Dubravka Šuica ha illustrato oggi i tre pilastri fondamentali: persone ed educazione, economia, sicurezza e...

    Terroristi, fondamentalisti [foto: Carlo Carino/imagoeconomica, via IA]

    Il Medio Oriente preoccupa l’UE: “Occhi aperti sulla minaccia del terrorismo”

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    17 Aprile 2026

    Il tema al centro dell'agenda dei ministri degli Esteri. Prevista conversazione col premier libanese e possibile finestra per le sanzioni...

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Rubens 19 - 20148 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione