Bruxelles – Per l’Italia, il tema delle politiche di coesione rimane sempre attuale, a maggior ragione oggi, (26 marzo), giorno in cui la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha annunciato la riprogrammazione di oltre 7 miliardi di euro in fondi di Coesione per il Bel Paese che saranno destinati “alla competitività delle imprese italiane, alle misure per realizzare alloggi a prezzi calmierati e agli interventi sul fronte idrico ed energetico”. Le Regioni esultano, ma con cautela: la preoccupazione per la struttura del prossimo bilancio 2028-2034 dell’Unione Europea è forte e immutata.
A Bruxelles, la Regione Toscana ha commentato come “positiva” la riprogrammazione dei fondi. Lo è “perché la nostra Regione, come tante altre in Italia, ha spazi diversi tra loro al suo interno e ha bisogno di fondi in grado di rispondere alle esigenze del territorio“, ha dichiarato la consigliera regionale Irene Galletti (M5s) parlando ai cronisti nella sede della Regione a Bruxelles. Il quesito cruciale su cui tutti sono allertati, però, è uno: come sarà il nuovo Quadro finanziario pluriennale a partire dal 2028? Alessandro Capecchi (FdI), consigliere regionale e membro della commissione Politiche UE e rapporti Internazionali, si dice “timoroso” per la proposta della Commissione europea di “incorporare i fondi tra il PAC e il Fondo sociale europeo. C’è un po’ di timore che ciò possa portare ad un forte taglio delle risorse trasferite al nostro Paese e alla regione toscana. Per questo motivo siamo tutti mobilitati”, ha spiegato.
Non solo la Toscana, ma anche la Lombardia si è espressa criticamente: il presidente Attilio Fontana ha definito “inaccettabile” la centralizzazione prevista dalla nuova Coesione in cantiere nell’esecutivo europeo, un giudizio che lo unisce alla grande maggioranza dei leader delle regioni europee. Intanto, il capodelegazione del Pd al Parlamento europeo, Nicola Zingaretti, ha reagito alle dichiarazioni di Fontana affermando che “è un bene che anche i presidenti di destra siano contro questo bilancio pluriennale. Il quadro finanziario pluriennale proposto da Consiglio e Commissione è sbagliato, non investe nel futuro e nazionalizza le scelte. Questa è una battaglia che come Pd e Socialisti conduciamo fin dal primo giorno. Ora alle parole segua la coerenza per cambiare” questo “Qfp o bocciarlo”.

![Raffaele Fitto [Credits: EU Commission]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/03/P-069374_00-03_01-ORIGINAL-336204-350x250.jpg)









