Bruxelles – Gli Stati membri dell’Unione Europea sono incoraggiati “a prepararsi tempestivamente in previsione di un’interruzione potenzialmente prolungata” delle forniture di energia. Il commissario europeo per l’Energia e gli alloggi, Dan Jørgensen, lo scrive in una lettera inviata a tutti i ministri dell’Energia dell’Unione europea chiedendo di “compiere preparativi tempestivi e coordinati” per garantire l’approvvigionamento di petrolio e prodotti petroliferi raffinati nell’Unione. L’invito è una conseguenza diretta della volatilità dei mercati legata al conflitto in Medio Oriente e alla chiusura dello stretto di Hormuz. Secondo il commissario, “L’Unione europea affronta questo periodo da una posizione di relativa preparazione, dato l’obbligo per gli Stati membri di mantenere scorte di petrolio e di disporre di piani di emergenza in risposta a incidenti che compromettano la sicurezza degli approvvigionamenti”, precisa.
“Per attenuare l’impatto immediato, i membri dell’Agenzia internazionale per l’energia (AIE) – (32 membri e 13 associati) – avevano già concordato di immettere sul mercato oltre 400 milioni di barili provenienti dalle scorte di emergenza, con gli Stati membri dell’UE che rappresentano circa il 20 per cento di tale contributo”, ricorda Jørgensen nella lettera. Oltre al rilascio delle riserve strategiche, il commissario sottolinea come le misure volontarie di riduzione della domanda rappresentino uno strumento fondamentale di risposta, richiamando il Piano in 10 punti dell’AIE per ridurre il consumo di petrolio. Alla luce della situazione attuale, gli Stati membri sono invitati a “valutare la promozione di misure di riduzione della domanda, in conformità con i propri piani di emergenza, prestando particolare attenzione al settore dei trasporti”.
Jørgensen suggerisce inoltre di avvalersi del “Gruppo di coordinamento petrolifero, insieme alla Task Force ‘Sicurezza’ dell’Unione dell’energia” per rafforzare il coordinamento e favorire una pianificazione congiunta in grado di “ottimizzare l’equilibrio tra domanda e offerta nel lungo periodo”. Per evitare di aggravare le difficoltà di approvvigionamento, gli Stati membri dovrebbero astenersi dall’adottare misure che possano “aumentare il consumo di carburante, limitare la libera circolazione dei prodotti petroliferi o disincentivare la produzione delle raffinerie dell’UE”. È inoltre raccomandato intensificare il dialogo con i Paesi confinanti e con la Commissione europea per “preservare la coerenza a livello dell’UE e il funzionamento del mercato interno”.
Per salvaguardare la disponibilità di prodotti petroliferi sul mercato europeo, il commissario invita infine a “rinviare qualsiasi intervento di manutenzione non urgente nelle raffinerie”. Allo stesso tempo, un maggiore utilizzo dei biocarburanti potrebbe “contribuire a sostituire i prodotti petroliferi fossili e ad alleviare la pressione sul mercato”.



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