Bruxelles – Almeno 200 miliardi di euro in più, da mettere fuori bilancio e lasciare intaccate le priorità di finanziamento dell’agenda a dodoci stelle. Il Parlamento europeo accende dibattito e confronto sul prossimo budget pluriennale dell’UE (MFF 2028-2034) con una proposta di posizione negoziale destinata a far discutere. “La nostra posizione è de facto un 10 per cento in più per i beneficiari rispetto alla proposta della Commissione“, scandisce Siegried Muresan (PPE), co-relatore del provvedimento sul bilancio e membro della commissione Bilanci del Parlamento. L’esecutivo comunitario nella sua proposta di luglio proponeva duemila miliardi, e un incremento del 10 per cento implica il dover trovare risorse per ulteriori 200 miliardi, per un bilancio settennale da 2.200 miliardi di euro.
La richiesta che giunge dal Parlamento europeo si lega a una delle sfide dell’Unione europea, vale a dire il rimborso dei prestiti effettuati sui mercati per finanziare NextGenerationEU, il piano di ripresa post-pandemico da 750 miliardi di euro sostenuto dal Recovery Fund. Si calcola che circa 150 miliardi di euro dovranno servire per coprire i prestiti, e il Parlamento europeo vuole evitare che si tolgano dalla proposta complessiva da duemila miliardi della Commissione europea. Gli eurodeputati chiedono quindi che NGEU sia ripagato “ben oltre i tetti previsti”, vale a dire al di fuori del bilancio.
È questa probabilmente la richiesta più dirimente, visto che in Consiglio più governi hanno già messo in chiaro che duemila miliardi di euro per il bilancio comune sono troppi, e diventa difficile immaginare che si possa acconsentire alle richieste del Parlamento. Germania, Paesi Bassi, Finlandia e Svezia non intendono aumentare i contributi nazionali, ma l’Eurocamera tira dritto: domani (15 aprile) la commissione Bilanci voterà la proposta di posizione negoziale, e l’Aula si esprimerà in occasione della sessione plenaria di fine mese (27-30 aprile). “Saremo la prima istituzione a definire la propria posizione”, sottolinea Muresan.
Si attenderà dunque reazione e posizione del Consiglio. Intanto tra le richieste del Parlamento al voto da domani il mantenimento dei livelli di spesa per politica agricola comune (PAC) e coesione, da lasciare invariati rispetto ai livelli dell’attuale bilancio MFF 2021-2027 (rispettivamente 386,6 miliardi e 392 miliardi di euro) e la reintroduzione del programma per le regioni ultra-periferiche, che la Commissione europea aveva eliminato nella sua proposta, perché, spiega ancora Muresan, “nell’attuale contesto geopolitico questi territori assumono una rinnovata importanza”. Le regioni ultra-periferiche dell’UE sono territori appartenenti a Francia (Guyana francese, Guadalupa, Mayotte, Martinica, Réunion, Saint-Martin), Portogallo (Azzorre e Madeira) e Spagna (isole Canarie).



![Paolo De Castro [foto: Saverio De Giglio/imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2025/10/Imagoeconomica_2541642-350x250.jpg)








