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    Home » Politica Estera » La Turchia perde lo slancio per l’adesione all’UE “a causa dell’arretramento democratico”

    La Turchia perde lo slancio per l’adesione all’UE “a causa dell’arretramento democratico”

    A definirlo è la commissione per gli Affari esteri al Parlamento europeo, con una relazione adottata con 44 voti a favore, 10 contro e 17 astensioni. Il relatore del testo, il socialista spagnolo Sancho Nachez Amor: "Non vediamo motivo per riprendere processo di adesione, ma esiste una finestra di opportunità"

    Annachiara Magenta</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/annacmag" target="_blank">annacmag</a> di Annachiara Magenta annacmag
    15 Aprile 2026
    in Politica Estera
    Le bandiere dell'UE e della Turchia. Fonte: Parlamento europeo

    Le bandiere dell'UE e della Turchia. Fonte: Parlamento europeo

    Bruxelles – La Turchia non avanza nel percorso verso l’Unione europea. Di più: al momento, il Paese guidato da Recep Tayyip Erdoğan non “sta guadagnando slancio verso l’adesione all’UE a causa dell’arretramento democratico“. A definirlo è la commissione per gli Affari esteri al Parlamento europeo, con una relazione – adottata oggi (15 aprile) con 44 voti a favore, 10 contro e 17 astensioni – che da un lato invita Ankara ad agire sul fronte delle riforme democratiche e, dall’altro, critica la “risposta limitata di altre istituzioni europee” agli sviluppi deludenti del Paese, esortandole ad “assumere una posizione più forte ed esplicita in difesa degli standard democratici e dello Stato di diritto in Turchia”.

    L’opinione del Parlamento europeo sul cammino di Ankara verso l’UE non ha subito cambiamenti negli ultimi anni. Già nel luglio 2023, la commissione Affari esteri era stata chiamata a esprimersi sullo stesso quesito — l’ingresso della Turchia nell’UE: sì o no? — e l’esito era stato identico. Di fatto, la Turchia si trova in uno stallo nel processo di adesione dal 2018, anno in cui i negoziati per l’accesso sono stati congelati per il peggioramento dello Stato di diritto, dei diritti fondamentali e della democrazia. Con la conseguenza che l’UE ha considerato la Turchia incompatibile con i criteri di adesione.

    La domanda di entrare a far parte dell’Unione è stata presentata per la prima volta nel 1987, quando ancora c’era la Comunità economica europea (CEE) composta da 12 Stati membri. Oggi, 39 anni dopo, permangono problemi strutturali che ostacolano l’adesione di Ankara. La commissione al Parlamento europeo chiede alla Turchia di “affrontare le persistenti carenze nei settori dello Stato di diritto, dei diritti umani, degli standard democratici, della libertà di stampa e di altre libertà fondamentali, nonché di rispettare le relazioni di buon vicinato e il diritto internazionale”. Viene dato particolare spazio alla necessità di “rafforzare l’indipendenza della magistratura, salvaguardare la libertà di espressione, proteggere i giornalisti e i diritti delle autorità locali e porre fine ai processi motivati politicamente”.

    Nonostante tutto, la Turchia rimane un Paese di importanza strategica per l’Unione europea, oltre che un alleato NATO, e i deputati sottolineano la sua rilevanza per via della “crescente presenza e influenza in settori critici per la sicurezza internazionale e gli interessi strategici dell’UE, come la regione del Mar Nero, che comprende l’Ucraina, il Caucaso meridionale e il Medio Oriente”. Per queste ragioni, “la relazione sottolinea l’importanza di rafforzare la cooperazione UE-Turchia in materia di sicurezza regionale, in particolare alla luce dell’evoluzione del panorama geopolitico”. Gli eurodeputati chiedono inoltre la “modernizzazione dell’unione doganale” e sottolineano l’importanza che “la Turchia rispetti i parametri di riferimento in sospeso per riavviare il processo di liberalizzazione dei visti“. In più, il documento invita l’UE e gli Stati membri a mantenere e, se possibile, ad aumentare “l’assistenza finanziaria, intensificando il sostegno alla società civile turca e alle organizzazioni guidate dai rifugiati”.

    Uno spiraglio di opportunità per una più forte cooperazione esiste e resiste ancora. Il relatore del testo, il socialista spagnolo Sancho Nachez Amor, spiega che “sebbene non vediamo alcun motivo per riprendere il processo di adesione, dato il deterioramento degli standard democratici e la crescente repressione dell’opposizione e delle voci critiche, esiste una finestra di opportunità per compiere progressi sul resto dell’agenda settoriale bilaterale”. Tale apertura comprenderebbe “una più stretta cooperazione in politica estera per realizzare ulteriori progressi in materia di sicurezza e difesa vedere progressi nell’iniziativa in corso ‘Turchia libera dal terrorismo’, ma ciò richiede determinazione e volontà di correre rischi”.

    Ora la palla passa dalla commissione Affari esteri alla plenaria dell’Eurocamera: appuntamento, dunque, a una delle prossime sessioni a Strasburgo dove tutta l’Aula esprimerà il suo voto sulla relazione.

    Tags: allargamentoankaraErdoganprocesso adesioneRecep Tayyip Erdoğanturchiaue

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