Bruxelles – “L‘Europa partecipa alla corsa per la leadership nel campo dell’intelligenza artificiale“. Il commissario per l’Economia, Valdis Dombrovskis, vuole rassicurare. Parla alla platea del Brussels Economic Forum, ma si rivolge soprattutto alle imprese e agli investitori. Vuol convincere che l’UE ce la può fare a uscire trionfante dalla competizione “che definirà il XXI secolo”, perché è vero che il club a dodici stelle non ha la risorse finanziarie di attori come gli Stati Uniti, ma, tiene a precisare, “la buona notizia è che il talento scientifico, la capacità industriale e il know-how produttivo dell’Europa ci offrono alcuni vantaggi fondamentali”.
L’UE non parte da zero. Al contrario, in materia di nuove tecnologie e intelligenza artificiale l’Unione europea ha già le idee più chiare di quanto non si immagini. “Potrebbe sorprendervi sapere che l’UE produce il 22 per cento degli articoli scientifici pubblicati a livello globale sulle riviste di ricerca sull’intelligenza artificiale, rispetto al 17 per cento prodotto da ricercatori statunitensi”, ricorda Dombrovskis. Un articolo su cinque è frutto del lavoro di un ricercatore europeo. Non solo: “I produttori mondiali di chip dipendono dai sistemi di litografia ultravioletta di ASML, realizzati proprio qui in Europa“.
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Le premesse per fare bene dunque ci sono. Ora la partita è politica. Come spiega il commissario per l’Economia, “la sfida per i responsabili politici europei adesso è determinare il ruolo che possiamo svolgere per competere efficacemente nella corsa alla leadership nell’intelligenza artificiale, massimizzare i benefici di questa transizione e minimizzarne gli effetti negativi”. Già, perché qualcosa si rischia, soprattutto da un punto di vista occupazionale.
“Abbiamo preoccupazioni per la perdita occupazionale che la transizione potrebbe produrre“, ammette Dombrovskis. Vuol dire che l’interrogativo che a Bruxelles ci si era posti due Commissione europee fa non ha ancora avuto risposta. Era il 2018 quando l’allora commissario per la Crescita e gli investimenti, Jyrki Katainen, ammetteva di non sapere quale potesse e potrà essere l’impatto delle nuove tecnologie per i posti di lavoro. Si è consapevoli solo del fatto che “viviamo in un’epoca in cui ogni dipendenza rappresenta una vulnerabilità e ogni vantaggio viene sfruttato”, e Dombrovskis vuole dirlo chiaramente.
L’UE non può permettersi di perdere questa corsa alla robotica e all’intelligenza artificiale e restare indietro rispetto a Stati Uniti e Cina, e l’attenzione è tutto su questo elemento. “Permettere che si crei un ‘divario nell’intelligenza artificiale’ con i nostri concorrenti e rivali internazionali avrebbe gravi conseguenze per la nostra prosperità e sicurezza”, ammonisce il commissario per l’Economia, che invita a non avere paura: “Dobbiamo gestire questa transizione in modo appropriato. Se fatta bene, ne trarremo grandi benefici”.
![Il commissario per l'Economia, Valdis Dombrovskis, al Brussels Economic Forum [Bruxelles, 7 maggio 2026]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/05/dombro-bef.png)
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