Bruxelles – Fin qui l’Unione europea è stata a guardare. Quella con l’Iran è la guerra di altri, Stati Uniti e Israele, e i Ventisette l’hanno chiarito subito e senza dubbi. Ma in prospettiva l’UE avrà un ruolo da ricoprire, e già si prepara per quel momento. “Quando la guerra finirà la regione non sarà più la stessa“, sostiene l’Alta rappresentante per la politica estera e di sicurezza dell’UE, Kaja Kallas, a margine dei lavori del consiglio Affari esteri dedicato alla difesa. L’Unione europea, spiega, sta già intessendo relazioni con i Paesi del Medio Oriente e ancor più con quelli del Golfo Persico per un nuovo capitolo diplomatico, di ricostruzione e stabilità. “I Paesi del Golfo ci hanno detto che vedono il ruolo dell’Europa“, assicura l’Alta rappresentante. Quindi “nel lungo periodo c’è spazio per noi“.
Adesso tutto è nella mani degli Stati Uniti e del suo presidente, Donald Trump, che fa e disfa a suo piacimento. Se gli USA ‘lavorano’ militarmente, l’UE intende farlo in via diplomatica e in nome della prosperità globale. Per questo la missione navale Aspides torna nell’agenda dei lavori. Lanciata a febbraio 2024 in risposta ai disordini in Yemen, ed in particolare alle azioni di guerriglia del gruppo degli Houti, Aspides era considerata come impossibile da estendere allo stretto di Hormuz, ma qualcosa attorno al tavolo sembra essere cambiato, perché ci si inizia a ragionare.
Nel dibattito sul Medio Oriente che i ministri della Difesa hanno a Bruxelles, spiega ancora Kallas, un argomento riguarda il Libano e “l’altro argomento è ovviamente lo Stretto di Hormuz e l’operazione navale Aspides”. Per l’Alta rappresentante, “dobbiamo solo modificare il piano operativo di quel mandato, quindi possiamo effettivamente procedere abbastanza bene se gli Stati membri lo rafforzano, forniscono più navi e ha già tutte le strutture necessarie“. Insomma, adesso immaginare Aspides nel Golfo Persico non è più un tabù. Anche perché i malumori per le ricadute economiche da guerra in Iran e blocco navale nello Stretto di Hormuz iniziano a crescere. Più di un cessate il fuoco “vorremmo una fine dei problemi tra Stati Uniti e Israele e Iran“, auspica il ministro della Difesa dell’Irlanda, Thomas Byrne. “Una fine del conflitto permetterebbe all’economia di prosperare”.
Intanto la Romania annuncia di voler partecipare alla coalizione internazionale per la messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz. Ma “dopo la fine del conflitto”, scandisce il ministro della Difesa di Bucarest, Radu-Dinel Miruta.


![Il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa [Doha, 15 aprile 2026]. Fonte: EuNews](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/04/costa-260415-350x250.png)









