Bruxelles – La Commissione europea vuole mettere al sicuro fertilizzanti e agricoltura. Per questo all’interno del collegio dei commissari “si sono intensificati i lavori per la stesura di un piano d’azione, che sarà presentato nelle prossime settimane“. Il commissario per l’Agricoltura, Christophe Hansen, assicura e rassicura: l’esecutivo comunitario non resta a guardare di fronte alla crisi prodotta dalla guerra di Stati Uniti e Israele in Iran, con la chiusura delle stretto di Hormuz e il rischio di ricadute in termini di sicurezza alimentare globale.
Il piano allo studio, continua Hansen, “contemplerà misure a breve e medio termine mirate al rafforzamento della capacità produttiva dell’UE e alla riduzione delle dipendenze strategiche ad alto rischio, per garantire agli agricoltori dell’Unione la disponibilità, l’accessibilità economica e la stabilità dell’approvvigionamento dei fertilizzanti”. Oltre al piano allo studio, continua il commissario per l’Agricoltura, la Commissione europea “mantiene il suo impegno a condurre una valutazione costante della situazione ed è pronta ad agire, se del caso anche applicando gli strumenti a sua disposizione nell’ambito del diritto della concorrenza”.
Non finisce qui. Il team von der Leyen, di fronte al rischio per il mercato dei fertilizzanti e le conseguenti ripercussioni agricole, sta anche “valutando se siano necessari ulteriori meccanismi di sostegno a breve termine per gli agricoltori, attingendo agli strumenti disponibili nel quadro della politica agricola comune”.
La strategia dell’UE viene offerta da Hansen su richiesta del gruppo dei socialisti in Parlamento europeo (S&D), che incalza l’esecutivo comunitario in un’interrogazione che vede tra i firmatari anche gli esponenti del PD Dario Nardella, Stefano Bonaccini, Camilla Laureti. Tutti sono preoccupati per l’impatto della crisi in Medio Oriente sulle catene di approvvigionamento e la produzione agricola. Un timore che agita anche l’esecutivo comunitario che, sulla base di questo, lavora alla sua strategia.
“La Commissione riconosce la notevole pressione che gli agricoltori dell’UE si trovano ad affrontare a causa dell’aumento dei prezzi dell’energia e dei fertilizzanti, esacerbato dalle attuali tensioni geopolitiche in Medio Oriente”, continua Hansen, secondo cui “le conseguenti perturbazioni delle catene d approvvigionamento mondiali sottolineano l’assoluta necessità di rafforzare l’autonomia strategica dell’UE”.
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