Bruxelles – “Riteniamo necessario introdurre adeguati correttivi rispetto al sistema di scambio delle quote di emissione ETS al fine di evitare un ulteriore aggravio dei costi di produzione rispetto ai competitor internazionali”. A dichiararlo, il ministro italiano dell’ Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida, durante una sessione pubblica del Consiglio Agricoltura e pesca di oggi (26 maggio). “La crisi di Hormuz segna uno dei tanti elementi di criticità che il sistema mondiale subisce e a cui l’Europa non si trova pronta. Sui fertilizzanti chiediamo una strategia di carattere industriale e l’utilizzo del digestato, che è un elemento del tutto in linea con la sostenibilità ambientale”, ha aggiunto durante un briefing con la stampa. “Non è più il tempo dei ritardi, di un’eccessiva burocrazia, di attese infinite per avere delle risposte. L’abbiamo ribadito” e “devo dire che molte nazioni oggi hanno avuto la posizione di sintonia con questa nostra richiesta”, ha commentato il ministro.
Di fronte all’aumento del prezzo dei fertilizzanti, causato dalla guerra in Iran, il 19 maggio la Commissione ha adottato un piano d’azione per i concimi. Si tratta di un’iniziativa che punta a sostenere gli agricoltori, che fa fronte all’aumento dei costi e scarsità di fertilizzanti, puntando a rafforzare la produzione interna e ridurre la dipendenza europea dalle importazioni. Tra le diverse misure, il piano prevede che la Commissione fornisca un sostegno eccezionale attraverso gli strumenti esistenti nell’ambito della politica agricola dell’UE, mobiliti il bilancio dell’Unione per rafforzare la riserva agricola di un importo considerevole e adotti misure per sostenere l’industria nazionale dei fertilizzanti. Questa, secondo la Commissione, però, deve essere reinserito nel prossimo riesame del sistema di scambio di quote di emissione (ETS), il principale strumento europeo per la decarbonizzazione.
Riunitisi oggi, i ministri dell’Agricoltura europei hanno espresso le loro opinioni sul piano. La ministra dell’Agricoltura di Cipro – Paese che ricopre il semestre di presidenza del Consiglio UE – Maria Panayiotou – l’ha definito una “cassetta degli attrezzi, una tabella di marcia“. Ma sono state espresse delle riserve. Sul tema Lollobrigida ha osservato che “non è più tempo dei ritardi e di una eccessiva burocrazia, di attese infinite per avere delle risposte”, sottolineando che anche altre nazioni sono in sintonia con le richieste italiane.
Per il ministro Lollobrigida, lo stop ai dazi non basta. “Accolgo con favore l’iniziativa che porta alla sospensione di un anno dei dazi doganali sui principali fertilizzanti a base di azoto, anche se riteniamo sia assolutamente insufficiente“, ha spiegato. “Per questa ragione, a livello nazionale, siamo intervenuti a sostegno del settore con una misura temporanea volta a compensare l’incremento dei costi dei fertilizzanti utilizzati in agricoltura”, ha precisato ancora. Per il ministro, “il tema della disponibilità e dell’accessibilità economica dei fertilizzanti è oggi centrale per la sicurezza alimentare europea e per la competitività del nostro settore agricolo” e “le misure previste dalla Commissione nella comunicazione del 2022 devono essere adeguate al mutato contesto geopolitico, e rapidamente”, ha affermato.
In particolare, “nel breve periodo è necessario incentivare la produzione e l’immissione sul mercato di fertilizzanti innovativi, anche derivanti dal recupero di sottoprodotti, in linea con i principi dell’economia circolare”. Un percorso su cui “crediamo vada accelerato il processo”, ha aggiunto. Per Lollobrigida, “le alternative ai fertilizzanti chimici sono necessarie per perseguire la sostenibilità ambientale quale obiettivo comune”. Ma ciò “non può, a nostro avviso, mai prescindere dal garantire la vitalità e la resilienza economica e sociale dei sistemi agricoli e delle aree rurali”, ha proseguito. “In tale ottica, apprezziamo le priorità individuate dal Piano d’azione sui fertilizzanti, tra cui la circolarità dei nutrienti, la produzione nazionale di fertilizzanti e lo sviluppo di alternative di origine biologica”.


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