Bruxelles – Sì a 285 milioni di euro a favore delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura italiane. La Commissione europea ha approvato oggi (28 agosto) un regime di aiuti di Stato per sostenere i settori colpiti dall’aumento dei prezzi dei carburanti e dei fertilizzanti, causati dalla crisi in Medio Oriente – dovuta alla guerra di Stati Uniti e Israele in Iran e la successiva chiusura delle stretto di Hormuz. Il regime è stato approvato nell’ambito del Quadro temporaneo di aiuti di Stato per la crisi mediorientale (METSAF), uno strumento adottato dall’esecutivo lo scorso 29 aprile per consentire agli Stati membri di sostenere le imprese colpite dall’impennata dei prezzi di energia, carburanti e fertilizzanti.
Il regime resterà in vigore fino al 31 dicembre 2026 e gli aiuti assumeranno la forma di sovvenzioni dirette e agevolazioni fiscali. Per i tre settori, l’importo sarà determinato sulla base delle stime relative al consumo di carburante e, nel caso dell’agricoltura, anche di quelle dei fertilizzanti. Nelle sue comunicazioni ufficiali, palazzo Berlaymont ha sottolineato che, prima di approvare gli aiuti, ha valutato la validità del regime ai sensi delle leggi comunitarie. Le norme di riferimento sono state il Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, che nell’articolo 107, paragrafo 3, lettera c consente agli Stati membri di sostenere lo sviluppo di determinate attività economiche, a determinate condizioni, nonchè le sezioni 1 e 2.1 dello stesso METSAF. L’esecutivo ha concluso definendo il regime “necessario, adeguato e proporzionato”, in quanto favorisce “lo sviluppo di un’attività economica e non incide negativamente sulle condizioni degli scambi in misura contraria all’interesse comune”.
Il METSAF consente agli Stati membri di erogare aiuti alle imprese dei settori dell’agricoltura, della pesca e dei trasporti (trasporto stradale, ferroviario, per vie navigabili interne e trasporto marittimo a corto raggio all’interno dell’UE): fino al 70 per cento dei costi aggiuntivi dovuti all’aumento dei prezzi del carburante e dei fertilizzanti causato dalla crisi, verificati a “livello del beneficiario senza un limite massimo”; fino a 50.000 euro per i costi aggiuntivi del carburante, che possono essere stimati anche sulla base di indicatori pertinenti al calcolo.

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