Bruxelles – La Spagna ha sempre offerto “la sua solidarietà a ogni Stato membro dell’Unione” e si aspetta che le venga riservato lo stesso trattamento. È ciò che ha ribadito oggi (2 settembre) il ministro degli Affari Esteri, dell’Unione Europea e della cooperazione spagnolo, José Manuel Albares, in merito alla crisi migratoria di Ceuta – dove, tra il 30 e il 31 luglio, sono entrati circa 60 mila migranti provenienti dal Marocco. Durante un punto stampa in occasione del Gymnich – il meeting informale a cui partecipano i ministri degli Esteri dell’Unione europea – che si tiene oggi e domani a Wicklow (Irlanda), il ministro ha voluto trasmettere un messaggio a tutta l’Unione, ma soprattutto all’Italia.
A partire dal 1° agosto 2026, l’Italia ha sospeso temporaneamente l’accordo di Schengen per i collegamenti con la Spagna, scatenando una crisi diplomatica che ha spinto il governo di Madrid a introdurre controlli analoghi sugli arrivi dall’Italia. Per questo Albares ha ricordato tutte le volte in cui il suo governo ha fornito aiuto agli altri Stati membri e non solo. Ha menzionato ad esempio l’accoglienza riservata ai rifugiati ucraini dopo l’inizio della guerra contro la Russia, come l’aiuto fornito nel 2021, quando Aleksandr Lukashenko spinse migliaia di migranti verso i confini di Polonia, Lituania e Lettonia. Si è soffermato poi sul 2023, quando “a Lampedusa l’Italia era invasa dai migranti” e la Spagna si è impegnata a trasferire delle persone nel suo territorio.
Per questi motivi, la monarchia si aspetta solidarietà e sostegno politico dai suoi partner europei “quando si parla dei suoi confini terrestri a sud”, perchè tali frontiere “sono importanti quanto i confini a est, a nord e a ovest”, secondo il ministro. Oltre alla solidarietà politica, Albares ha esortato una “solidarietà finanziaria”, riferendosi al momento in cui si dovrà negoziare il prossimo quadro finanziario pluriennale – il piano di spesa a lungo termine dell’UE – per il periodo 2028-2034.
Il ministro ha spiegato infine che l’Unione deve affrontare le altre “minacce ibride” che la colpiscono, in particolare la disinformazione. Sul punto, si è dichiarato dispiaciuto nell’aver constato che, su Ceuta, anche “alcuni governi dell’UE l’hanno amplificata”. Pertanto, “non possiamo permettere che si insinui nelle nostre società”, ha concluso.













![Facciata d'ingresso della sede del Consiglio legislativo della Palestina [foto: Magister/Wikimedia Commons]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/09/PLC_buildibg-120x86.jpg)