Bruxelles – Meta e TikTok “offrono servizi altamente dannosi”, che “creano dipendenza per i nostri bambini e le persone”. Non solo, “continuano a guadagnare a spese del benessere dei nostri cittadini e non lo tollereremo”. L’ha ribadito oggi (3 settembre) il portavoce della Commissione europea, Thomas Reigner, durante il briefing quotidiano con la stampa.
Ieri l’eurodeputata francese di Renew Stéphanie Yon-Courtin e altri 51 europarlamentari hanno inviato una lettera alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, riguardo il recente accordo tra Meta e 48 Stati americani nel processo che ha visto il gruppo californiano accusato di aver progettato deliberatamente le sue piattaforme social in modo da creare dipendenza negli adolescenti. Secondo quanto riportato da alcune agenzie di stampa, i firmatari ritengono che i tribunali statunitensi siano stati più veloci nell’ottenere maggiori garanzie rispetto all’Unione e pertanto l’esecutivo deve esaminare “senza ulteriori indugi” l’indagine del 2024 – il procedimento formale avviato il 16 maggio 2024 per indagare sulla conformità di Meta alla legge sui servizi digitali, la normativa europea creata per rendere lo spazio online più sicuro, trasparente e responsabile. Alla luce di ciò, avrebbero chiesto all’inquilina di Palazzo Berlaymont di agire più rapidamente e in modo più assertivo, ad esempio con una decisione di non conformità o delle sanzioni.
Il portavoce ha confermato che l’esecutivo ha ricevuto la lettera e ha affermato che nonostante Meta “offra determinate misure di sicurezza ai bambini negli Stati Uniti” e “Tiktok faccia lo stesso con la Cina”, restano due aziende che “offrono servizi altamente dannosi”, quando si parla di dipendenza dei minori. È questo il motivo che ha spinto Palazzo Berlaymont a “istituire il DSA” e che oggi lo sprona a portare avanti le indagini relative alla conformità delle piattaforme alle sue norme. “Certo, si potrebbe obiettare che le nostre indagini sono lente”, ha aggiunto il portavoce, ma ha osservato che non si può accusare la Commissione di lentezza quando il caso oltreoceano “è durato tre anni” e “si concretizzerà in dieci“. Come Unione europea “siamo giunti alle stesse conclusioni preliminari in soli due anni, ai sensi del DSA”, ha evidenziato.
Dunque, la Commissione non accetterà “un accordo con una o due misure di sicurezza” perchè non rappresenta il motivo per cui “è stato creato il DSA”. Il portavoce ha precisato che la legge “si propone di affrontare, e sta già affrontando, le caratteristiche di design che creano dipendenza di queste piattaforme”, come lo scorrimento infinito, la riproduzione automatica e le notifiche push – riferendosi alle conclusioni raggiunte dalla Commissione quando, lo scorso luglio, ha stabilito che il design di Meta creava dipendenza da Instagram e da Facebook e violava il DSA. “Meta e Tiktok hanno ancora la possibilità di assumersi degli impegni per proteggere i nostri cittadini“, ha poi chiarito. Di conseguenza, non si può accusare Bruxelles di inazione dopo che “ha fatto della protezione dei minori online una delle sue priorità assolute”.
“Cinque ore al giorno trascorse davanti ai social media per i nostri figli, cioè 20 anni della loro vita è tantissimo“, ha rimarcato Reigner, definendola una “situazione che deve cambiare”. È stato menzionato, inoltre, che la presidente ha già annunciato che “se le piattaforme non integrano funzionalità di sicurezza fin dalla progettazione nei loro sistemi, dovremo fare di più”. Per tale motivo, l’esecutivo europeo sta lavorando “a una proposta per una sospensione dei social media, che verrà presentata in futuro”. Ciò che è certo è che “non abbiamo nulla di soddisfacente sul tavolo che ci permetta di chiudere il caso”, ha concluso.
Avviato nel 2024, il procedimento formale per indagare sulla conformità di Meta al DSA si basa su un’indagine approfondita che include un’analisi delle relazioni di valutazione del rischio dell’azienda, dati, documenti interni e le risposte alle numerose richieste di informazioni fornite da Meta stessa. Le presunte violazioni riguardano le politiche e le pratiche di Meta relative alla pubblicità ingannevole e ai contenuti politici sui suoi servizi.




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