Bruxelles – Competitività europea, crisi migratoria a Ceuta, incendi: sono alcuni dei temi principali che i gruppi politici dell’Eurocamera si aspettano che Ursula von der Leyen sviluppi domani (16 settembre) nel suo discorso sullo stato dell’Unione – il cosiddetto SOTEU, dall’inglese State of the Union – e che la plenaria dell’Aula affronti nei giorni di lavoro che la attende. Lo hanno spiegato oggi (15 settembre) i presidenti dei gruppi durante le tradizionali conferenze stampa che tengono all’inizio di ogni sessione plenaria. A tutti questi temi, si aggiungono il discorso che terrà giovedì il primo ministro canadese Mark Carney – consolidando una vicinanza del partner nord americano all’Unione in parte motivata dalla riottosità del vicino meridionale a stelle e strisce – e la protezione dell’Unione europea dalle interferenze straniere e dalla disinformazione.
La plenaria di settembre segna più di altri eventi il ritorno al lavoro della politica europea e il discorso sullo stato dell’Unione è un appuntamento imprescindibile perché detta l’agenda di lavoro dei prossimi mesi e anni. La presidente dei socialisti (S&D), Iratxe García Pérez, ha ricordato che le priorità del suo gruppo sono “la sovranità europea e l’accessibilità economica, ovvero come l’Europa possa rispondere ai problemi che i cittadini affrontano oggi”. Quest’ultima include “l’alimentazione, l’abitazione, l’energia a prezzi accessibili, posti di lavoro di qualità, l’ambizione climatica e una maggiore sovranità”, ha precisato. Pérez ha lamentato che negli ultimi due anni la Commissione ha avuto invece “un’unica priorità: la deregolamentazione”, definita dall’eurodeputata “un’ossessione del Partito Popolare Europeo e dell’estrema destra”. Questo sarà, dunque, il tema che solleverà nel dibattito successivo al SOTEU insieme alla questione del “bisogno di un’agenda di lotta al cambiamento climatico“. Non si tratta solo di promuovere “un’agenda di adattamento, ma anche di mitigazione”, ha avvertito la spagnola. Il motivo risiede nelle gravi conseguenze degli incendi scoppiati quest’estate “che non riguardano solo i Paesi del sud Europa” e per cui “anche la nostra economia ne sta risentendo”, ha aggiunto.
D’accordo sulla questione, i Verdi. La co-presidente dei Verdi, Terry Reintke, ha annunciato che domani il suo gruppo “eserciterà pressioni soprattutto perché la Commissione è rimasta fin troppo silenziosa durante l’estate” – in questo contesto va ricordato che la famiglia verde aveva già questa estate “chiesto la convocazione di un vertice d’emergenza affinché i leader dichiarassero concretamente le loro intenzioni” in materia di cambiamento climatico e adattamento. Scontento viene invece sottolineato rispetto al dibattito sullo scandalo dei PFAS in Croazia che i Verdi hanno richiesto ottenendolo “per giovedì pomeriggio”. Una collocazione che per il gruppo non è quella “di rilievo che avrebbe meritato”. Altro tema su cui Reintke promette battaglia è quello dei 160 attivisti LGBTQIA+ arrestati in Turchia. Su questo tema ha dichiarato che “eserciterà pressioni sulla Commissione affinché agisca nei confronti” delle persone arrestate per le quali ieri la plenaria del Parlamento europeo ha modificato il proprio ordine del giorno inserendo un dibattito d’urgenza sul tema.
Tra le file della destra dell’Eurocamera, le idee differiscono. Il co-presidente dei Conservatori e riformisti (ECR), Nicola Procaccini, si aspetta che domani “von der Leyen concentri il suo intervento sul clima e sul cambiamento climatico e sulla necessità di decarbonizzazione”. Tuttavia, “se ci concentriamo esclusivamente sulla decarbonizzazione, commettiamo un grave errore, sia per l’economia europea – dato che non disponiamo delle risorse necessarie per l’adattamento – sia per il clima, poiché non riusciamo a dare un contributo efficace mentre il resto del mondo si muove in una direzione diversa”, ha spiegato l’eurodeputato. Procaccini ha, poi, ricordato di aver “già segnalato” all’inquilina di Palazzo Berlaymont “la questione delle materie prime critiche” la cui carenza non si sta “affrontando nel mondo giusto”. Lamentando che il tema non venga analizzato come una “priorità strategica”, Procaccini ha dichiarato che “l’Europa sta commettendo esattamente gli stessi errori degli ultimi dieci anni” con altre dipendenze, come quella energetica. Infine, rispetto al dibattito sulla situazione delle persone migranti a Ceuta, l’altro co-presidente dei Conservatori e riformisti, Patrick Jaky, ha espresso “una richiesta personale al primo ministro spagnolo” affinché si dimetta, accusandolo di aver favorito l’ingresso di immigrati illegali sul suolo europeo.
Da Renew Europe, la presidente, Valérie Hayer, ha sottolineato che “l‘Europa deve essere il luogo ideale per trasformare una buona idea in un’impresa di successo” e che “ciò significa un mercato unico senza barriere”, investire “in tecnologie e competenze per i lavori del futuro”, nonché “unione dei mercati dei capitali, incentivi per le imprese, competitività”. Per questo, il suo gruppo richiede l’istituzione “di una task force per l’applicazione del mercato unico per eliminare” le barriere. Tale opportunità dovrebbe anche includere “nuove alleanze con partner che la pensano allo stesso modo in materia di commercio, difesa, materie prime”, come ad esempio il Canada. In questo contesto, il discorso del primo ministro canadese, Mark Carney – invitato a questa plenaria dalla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, lo scorso maggio – “rappresenta un’opportunità storica per approfondire le relazioni tra l’UE e il Canada”. Perciò, “chiediamo un forte consolidamento dei legami economici, politici e di sicurezza”, nonché “il completamento della ratifica del CETA” – accordo commerciale tra l’Unione europea e il Canada che è applicato ancora in via provvisoria.
Infine, il co-presidente de’ La Sinistra, Martin Schirdewan, ha evidenziato quelle che – secondo lui – saranno “le grandi assenze del SOTEU”. Tra queste figurano “le politiche sociali” come ad esempio la riduzione dei “prezzi dell’energia per le famiglie o alla pompa di benzina” o come “rendere più accessibili gli affitti”. Per il tedesco servirebbero, invece, “tasse sugli extraprofitti per le grandi aziende del settore degli armamenti, attualmente coccolate con denaro pubblico”, nonché ” una tassa europea sul digitale per i grandi colossi tecnologici”, ha concluso.









![Immigrati a Ceuta [foto: imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/09/Imagoeconomica_2796011-120x86.jpg)


