dall’inviata a Strasburgo – Italia e Spagna mettono fine alla disputa sui controlli alle frontiere e si preparano a ripristinare la libera circolazione nei collegamenti aerei e marittimi tra i due Paesi. A sancire la distensione è stato il “cordiale colloquio telefonico” tra il ministro dell’Interno italiano, Matteo Piantedosi, e il suo omologo spagnolo, Fernando Grande-Marlaska, come riferisce il comunicato diffuso oggi (22 ottobre) dal Viminale. I due governi hanno concordato di non prorogare ulteriormente le rispettive sospensioni temporanee delle regole di Schengen, dopo aver valutato la situazione.
La decisione sarà accompagnata da un rafforzamento dello scambio di informazioni tra le autorità per garantire la sicurezza dello spazio comune europeo, si legge nella nota italiana. Il ministero dell’Interno spagnolo ha confermato che Madrid non prolungherà i controlli introdotti lo scorso agosto sui voli e sui collegamenti marittimi provenienti dall’Italia, in risposta alle misure adottate da Roma. La proroga spagnola scadeva proprio oggi, 22 ottobre.
L’intesa era stata preparata a Bruxelles, a margine del Consiglio europeo del 15 e 16 ottobre, durante un incontro tra la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il presidente del governo spagnolo, Pedro Sánchez. I due leader avevano concordato di lavorare a una soluzione condivisa, affidando ai rispettivi ministri dell’Interno il compito di valutare strumenti alternativi di cooperazione sulla sicurezza e sulla gestione dei flussi migratori. In quell’occasione, Roma aveva deciso di limitare a soli sette giorni l’ultima proroga dei controlli, per favorire il coordinamento con Madrid.
La crisi era esplosa tra il 30 e il 31 luglio, quando tra le 70mila e le 80mila persone erano entrate a Ceuta, l’exclave spagnola in Nord Africa, dal Marocco. Il primo agosto, l’Italia aveva ripristinato i controlli temporanei sui passeggeri provenienti dalla Spagna via aerea e marittima, motivando la scelta con i rischi per la sicurezza interna e la possibilità di infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori.
Madrid aveva risposto l’8 agosto con verifiche analoghe sui viaggiatori in arrivo dall’Italia, giustificando la misura con la pressione migratoria e il principio di reciprocità. La contrapposizione aveva così trasformato una crisi migratoria in una disputa diplomatica tra i Paesi membri dell’Unione europea, con successive proroghe delle restrizioni da entrambe le parti. Le misure riguardavano i collegamenti aerei e marittimi.
Il ripristino della normalità riporta quindi all’attuazione delle regole Schengen, che consentono la libera circolazione senza controlli sistematici alle frontiere interne. Il codice frontiere Schengen permette tuttavia agli Stati membri di reintrodurre verifiche temporanee in presenza di gravi minacce all’ordine pubblico o alla sicurezza interna, come misura eccezionale e proporzionata. Con la scelta di non procedere a nuove proroghe, Roma e Madrid puntano ora a gestire le preoccupazioni comuni attraverso una maggiore collaborazione, senza prolungare la sospensione dei normali collegamenti.

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