Bruxelles – Per tenere sotto controllo le bollette dell’elettricità nel lungo periodo, bisogna aumentare la trasparenza, adottare un approccio sistemico al sistema elettrico e modernizzare le norme che regolano le connessioni alla rete. È la ricetta suggerita dal Comitato economico e sociale europeo (CESE) in un parere dal titolo “Rendere le bollette elettriche dell’UE a prova di futuro”, adottato durante la sessione plenaria di ottobre. Secondo il Comitato, adesso, le bollette dell’elettricità di famiglie e imprese sono in aumento a causa dell’impennata dei prezzi all’ingrosso del gas, delle tensioni geopolitiche (inclusi i conflitti in Medio Oriente) e della rapida crescita della domanda di energia elettrica da parte di data centers, infrastrutture per l’intelligenza artificiale e veicoli elettrici. Per superare tali dipendenze e combattere il cambiamento climatico, il CESE afferma che l’UE deve innanzitutto elettrificare la sua economia, ricorrendo a soluzioni “più decarbonizzate”, ma che una soluzione del genere “può realizzarsi solo attraverso un’energia elettrica sostenibile, di alta qualità e a prezzi accessibili”. Pertanto, il CESE raccomanda un approccio basato su tre principi.
Il primo è “migliorare la trasparenza“. Il Comitato ha evidenziato che i consumatori hanno diritto a maggior chiarezza in merito ai costi di trasmissione dell’energia elettrica. Il relatore del testo, Christophe Béguinet ha chiarito che “i consumatori devono sapere esattamente cosa stanno pagando e perché. Gli oneri di rete non sono una forma di tassazione, bensì una tariffa”.
Il secondo è “un approccio globale al sistema elettrico“, basato su dati affidabili e consolidati, disponibili “quasi in tempo reale”. Ciò garantirebbe l’efficienza complessiva del sistema e consentirebbe di ottenere il miglior prezzo possibile. Nel testo, il Comitato ha spiegato che “il sistema elettrico è estremamente complesso, poiché comporta vincoli fisici molto specifici che, combinati con meccanismi normativi di tipo liberale, lo rendono un mercato del tutto peculiare”. Al fine di passare con successo a un approccio sistemico, “i gestori dei sistemi di trasmissione (TSO) e i gestori dei sistemi di distribuzione (DSO) devono collaborare più strettamente”. Nel dettaglio il Comitato chiede che si inviino ai mercati chiari segnali in merito agli oneri di accesso alla rete, seguendo delle regole quali “riflettere i costi sostenuti dai gestori di rete nel modo più accurato possibile; introdurre tariffe orarie, stagionali o dinamiche, basate su una determinazione dei prezzi a livello locale; fissare i prezzi per la connessione alla rete in base ai costi, garantendo al contempo meccanismi alternativi per l’accesso all’energia, in particolare per le famiglie isolate o vulnerabili; promuovere una determinazione dei prezzi delle connessioni alla rete su base locale”.
L’ultimo principio è la revisione delle norme sulla connessione alla rete. Il CESE ritiene sia necessario adeguare le norme che disciplinano la gestione delle richieste di connessione alla rete e ha suggerito di introdurre nuove regole di priorità per le connessioni alla rete, in linea con l’obiettivo dell’elettrificazione.
Il parere del CESE arriva dopo che a luglio 2026 la Commissione europea ha presentato il suo Piano d’azione per l’elettrificazione e una proposta legislativa volta a rendere le bollette elettriche nell’UE “a prova di futuro”, riducendo i costi di sistema e promuovendo l’elettrificazione e la digitalizzazione. L’obiettivo è trasformare l’Europa nel primo continente al mondo “alimentato dall’elettricità”, portando il tasso di elettrificazione dal 23 per cento del consumo energetico – stima di oggi – al 46 per cento entro il 2040.











![[foto: Mattia Calaprice/imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/11/Imagoeconomica_2811366-120x86.jpg)
