Bruxelles – Gli stipendi nell’Unione europea continuano a crescere, ma l’Italia fatica a tenere il passo. Nel 2025 la retribuzione annua media lorda per i lavoratori dipendenti a tempo pieno ha raggiunto i 41.500 euro nell’UE, in aumento del 4,3 per cento rispetto ai 39.800 euro del 2024. In Italia, invece, la media si è fermata a 34.213 euro, contro i 33.523 dell’anno precedente: un incremento di appena il 2,1 per cento, meno della metà di quello europeo.
È quanto emerge dagli ultimi dati pubblicati da Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione europea, che confermano le difficoltà del mercato del lavoro italiano sul fronte delle retribuzioni. Il divario con la media europea rimane significativo: nel 2025 un lavoratore italiano ha guadagnato in media oltre 7.200 euro lordi in meno rispetto alla media comunitaria.
E non migliora la posizione rispetto agli altri Paesi mediterranei. La Spagna, che già nel 2024 aveva superato l’Italia con una retribuzione media di 33.700 euro contro i 33.523 italiani, consolida il vantaggio. Nel 2025 gli stipendi spagnoli hanno raggiunto i 35.125 euro, con una crescita di circa il 4,2 per cento. Anche Malta, con 35.003 euro, si colloca davanti all’Italia, che perde così ulteriore terreno nel confronto con i partner dell’Europa meridionale.
In cima alla classifica europea si confermano il Lussemburgo, con 85.600 euro, la Danimarca (73.500) e l’Irlanda (64.400). Il Belgio si attesta a 61.984 euro, mentre Germania e Francia registrano rispettivamente 56.360 e 44.734 euro. All’estremo opposto si trovano Bulgaria (16.200 euro), Grecia (18.800) e Ungheria (20.100).
La fotografia restituisce anche una forte disparità tra gli Stati membri: il salario medio lussemburghese è quasi cinque volte quello bulgaro.












