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    Home » Cronaca » Lotta al terrorismo, l’Ue vieta le carte d’identità di carta

    Lotta al terrorismo, l’Ue vieta le carte d’identità di carta

    La misura fa parte di un pacchetto sull'Unione della Sicurezza che si prefigge di combattere terrorismo e reati economici, anche attraverso una maggiore facilità all'accesso dei dati finanziari transfrontalieri di chi commette reati e una limitazione su sostanze chimiche e armi da fuoco

    Caterina Tani</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/CTBRX" target="_blank">CTBRX</a> di Caterina Tani CTBRX
    18 Aprile 2018
    in Cronaca

    Bruxelles – Addio alle carte di identità cartacee, fra due anni saranno ammessi nell’Ue solo documenti con dati biometrici – ovvero immagini del volto e impronte digitali – contenute in un chip.

    Lo ha deciso la Commissione europea, che martedì a Strasburgo ha presentato un pacchetto di misure per ridurre la libertà d’azione dei terroristi in Europa, dopo gli attacchi degli ultimi due anni.

    Ad oggi, ha fatto sapere la Commissione, sono 80 milioni i cittadini europei in possesso di un documento di identità sprovvisto di dati biometrici – che può essere cartaceo, come in Italia, ma anche di plastica, come in tutti gli altri altri paesi.

    E dal momento che il sistema di controllo dei confini europei si basa su un sistema di dati biometrici, tale fenomeno può facilmente dar luogo all’uso di documenti falsi o “doppi” e all’ingresso illegali di terroristi nell’Ue.

    “In un’unione della sicurezza efficace e sostenibile le autorità devono essere in grado di fidarsi del fatto che il titolare di un documento sia chi dice di essere – ha spiegato il Commissario per gli Affari Interni Dimitris Avramopoulos a Strasburgo.

    “Dopo gli attacchi di Monaco, Londra, Parigi o Manchester, nessuno si celerà più dietro carte di identità cartacee”, ha aggiunto Avramopoulos.

    La proposta prevede l’eliminazione entro due anni delle carte di identità non “leggibili dai macchinari” (come quelle italiane), mentre, per per i documenti parzialmente conformi. è previsto un termine meno restrittivo di 5 anni.

    “Poi creeremo una banca dati condivisa a livello europeo” ha spiegato il Commissario per l’Unione della Sicurezza Julian King, sottolineando l’importanza di tali misure al fine di fare “un giro di vite sulle identità multiple o fasulle”.

    (Fonte della tabella ednHUB)

    Contro il finanziamento del terrorismo

    Con il pacchetto, l’esecutivo comunitario intende anche ostacolare il finanziamento del terrorismo e del cyberterrorismo e i reati economici tipo evasione ed elusione, attraverso misure che facilitino l’acquisizione di prove elettroniche transfrontaliere da parte delle forze dell’ordine – nonché l’accesso alle informazioni finanziarie.

    “L’85% degli indizi penali viene oggi da prove elettroniche – ha dichiarato la Commissaria per la Giustizia Vera Jourova – ma nonostante questo tutti i pubblici ministeri degli stati europei hanno problemi a ottenerle” celermente.

    “A livello transfrontaliero – ha spiegato Jourova – l’accesso alle prove richiede 120 giorni, mentre nei paesi terzi si arriva fino a 300 giorni di attesa tramite un’assistenza giudiziaria specifica”.

    Grazie al pacchetto, vi sarà una significativa diminuzione dei tempi richiesti, dal momento che “si potrà chiedere prove a uno stato membro in 10 giorni, che potrà essere ridotto a 6 ore per urgenza” il che, ha aggiunto Jourova, è una “vera rivoluzione”,

    A questo si sommeranno delle norme per facilitare l’accesso delle autorità giudiziarie alle informazioni finanziarie di criminali o terroristi, e un rafforzamento della cooperazione tra le forze ordine e l’unità intelligence finanziaria.

    “Dato che i criminali usano metodi del ventunesimo secolo per commettere crimini, ci servono autorità che utilizzino metodi del ventunesimo secolo per combattere il crimine” ha concluso Jourova.

    Positivo il commento alle misure dell’eurodeputato del Pd Brando Benifei, che ha spiegato a Eunews l’importanza di “combattere reati finanziari e riciclaggio e elusioni” che sono un vero e proprio “elemento di allarme sociale in Europa”, come dimostrato anche dalle “molte commissioni parlamentari che, come quella sui Panama Papers, hanno messo in atto la lotta contro l’evasione fiscale internazionale”.

    Benifei ha anche parlato dei rischi che fughe di “notizie di dati e informazioni sensibili” possono comportare, spiegando che c’è bisogno “che la sicurezza venga garantita”, ricordando anche recenti vicende come quella di Cambridge Analytica.

    Non “si deve avere paura” della violazione della privacy “quando si tratta strumenti per la sicurezza per il contrasto a terrorismo, reati finanziari o la falsificazione documenti” ha aggiunto Benifei, spiegando senz’altro bisogna “lavorare per mettere le giuste garanzie, ma senza avere un approccio di blocco rispetto a queste proposte” e senza intraprendere “crociate contrarie”,

    Secondo Europol, nel 2014 i crimine finanziario e il riciclaggio di denaro nell’Ue ha raggiunto  una cifra pari a quasi 180 miliardi di euro – della quale, tuttavia, il finanziamento del terrorismo costituisce solo una piccola percentuale.

    Esplosivi e armi

    Una terza misura presentata riguarda la limitazione delle armi e gli esplosivi.

    L’obiettivo, ha spiegato Avramopoulos, è quello di contrastare il confezionamento di esplosivi “fatti in casa” che poi servano a “fabbricare bombe nei garage che poi vengono utilizzati negli attacchi terroristici”.

    Le misure vieteranno l’acquisto online di alcune sostanze e prescriveranno il bisogno di una licenza per disporre dell’acquisizione, insieme a un controllo della fedina penale.

    La proposta è particolarmente importante in questi tempi, a pochi giorni dall’ “utilizzo del gas nervino sul suolo dell’Ue” ha detto King.

    Infine, anche le procedure per l’import e l’export delle armi da fuoco verranno ulteriormente limitate.

    Bisogna – ha spiegato King – far si che le armi “non cadano nelle mani sbagliate, tramite verifiche sistematiche di background e migliorando le informazioni”.

    Tags: Brando Benifeicarta d'identitàDimitris AvramopouloseuropolJourovaJulian Kingprivacysecurity unionsicurezzaterrorismo

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