- L'Europa come non l'avete mai letta -
venerdì, 18 Settembre 2026
No Result
View All Result
  • it ITA
  • en ENG
Eunews
  • Politica
  • Esteri
  • Economia
  • Cronaca
  • Difesa
  • Salute
  • Agrifood
  • Altre sezioni
    • Cultura
    • Diritti
    • Energia
    • Green Economy
    • Finanza e assicurazioni
    • Industria e Mercati
    • Media
    • Mobilità e logistica
    • Net & Tech
    • Sport
  • Le Newsletter di Eunews
  • Invasione russa in Ucraina
  • Energia
  • Israele
  • Usa
    Eunews
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • Sport
    No Result
    View All Result
    Eunews
    No Result
    View All Result

    Home » Cronaca » Concorsi UE: Non si può escludere l’italiano (e nemmeno altre lingue)

    Concorsi UE: Non si può escludere l’italiano (e nemmeno altre lingue)

    Due sentenze della Corte di giustizia confermano le decisioni del Tribunale contro due bandi emessi da Parlamento e Commissione. "Le più alte qualità di competenza, efficienza e integrità di un candidato sono indipendenti dalle conoscenze linguistiche"

    Ezio Baldari</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@eziobaldari" target="_blank">@eziobaldari</a> di Ezio Baldari @eziobaldari
    26 Marzo 2019
    in Cronaca
    Powered by powered by evolution group

    Bruxelles – Nelle procedure di selezione del personale delle istituzioni dell’Unione, le disparità di trattamento fondate sulla lingua non sono, in linea di principio, ammesse.

    Una disparità di trattamento di questo genere è ammissibile solo se risponda a reali esigenze del servizio, sia proporzionata a tali esigenze e sia motivata alla luce di criteri chiari, oggettivi e prevedibili. Lo ha stabilito oggi la Corte di Giustizia dell’Unione europea dando ragione a Italia e Spagna in due diversi ricorsi di Parlamento e Commissione contro sentenze del Tribunale UE che già aveva condannato le due istituzioni.

    Nella causa C 377/16, la Spagna ha chiesto alla Corte di giustizia di annullare, per discriminazione linguistica, l’invito alla presentazione di candidature pubblicato dal Parlamento europeo nel 2016 ai fini della costituzione di una base di dati di candidati per lo svolgimento di mansioni di autista. Il modulo di iscrizione era disponibile soltanto nelle lingue inglese, francese e tedesca. I candidati dovevano possedere, oltre ad una conoscenza approfondita di una delle 24 lingue ufficiali dell’Unione come “lingua 1” della procedura di selezione, anche una conoscenza soddisfacente dell’inglese, del francese o del tedesco come “lingua 2”. Il Parlamento motivò la limitazione della scelta della “lingua 2” con “l’interesse del servizio, secondo cui il personale neoassunto deve essere immediatamente operativo e capace di comunicare in modo efficace nel lavoro quotidiano”.

    Nella causa C 621/16 P, la Commissione ha presentato dinanzi alla Corte un’impugnazione intesa ad ottenere l’annullamento della sentenza del Tribunale dell’Unione europea mediante la quale quest’ultimo, a seguito di ricorsi proposti dall’Italia, aveva annullato due bandi di concorso generale dell’Ufficio europeo di selezione del personale (EPSO) a motivo dell’illegittimità della limitazione della scelta della “lingua 2” del concorso all’inglese, al francese e al tedesco, nonché in ragione della limitazione a queste tre lingue della scelta della lingua di comunicazione tra i candidati e l’EPSO.

    Con le sentenze di oggi, la Corte, nella causa C 377/16, annulla l’invito a manifestazione di interesse, nonché la base di dati costituita in virtù di tale invito, e, nella causa C 621/16 P, quella promossa dall’Italia nel 2017, respinge l’impugnazione della Commissione.

    La Corte ricorda che lo Statuto dei funzionari vieta qualsiasi discriminazione, comprese quelle fondate sulla lingua, fermo restando che delle differenze di trattamento fondate sulla lingua possono essere autorizzate qualora siano giustificate da un obiettivo legittimo di interesse generale, come l’interesse del servizio, o persino le reali esigenze relative alle funzioni che le persone assunte saranno chiamate ad esercitare (ad esempio, per un interprete). A questo proposito, la Corte sottolinea che, in una procedura di selezione, le istituzioni dispongono di un ampio margine di discrezionalità per valutare le qualifiche e i meriti dei candidati da prendere in considerazione. Tuttavia, esse sono tenute non soltanto ad assicurare che qualsiasi disparità di trattamento fondata sulla lingua sia idonea a rispondere all’interesse del servizio e proporzionata rispetto a quest’ultimo, ma anche a motivare la disparità sulla scorta di “criteri chiari, oggettivi e prevedibili”, che permettano ai candidati di comprenderne le ragioni e ai giudici dell’Unione di verificarne la legittimità.

    Per quanto riguarda la causa C 377/16, la Corte osserva che, in mancanza di qualsiasi indicazione riguardo al fatto che il modulo d’iscrizione, disponibile unicamente in inglese, francese e tedesco, poteva essere compilato in una qualsiasi delle lingue ufficiali dell’Unione, i candidati hanno ragionevolmente potuto supporre che il modulo dovesse obbligatoriamente essere compilato in una di queste tre lingue. Da ciò consegue una disparità di trattamento fondata sulla lingua, in linea di principio vietata. Il Parlamento non ha dimostrato l’esistenza di un obiettivo legittimo di interesse generale che giustificasse una disparità di trattamento.

    La Corte rileva poi che anche la limitazione della scelta della “lingua 2” alle sole lingue inglese, francese e tedesca costituisce una disparità di trattamento fondata sulla lingua, in linea di principio vietata. L’invito a presentare candidature pubblicato dal Parlamento non giustifica una limitazione in rapporto alle concrete esigenze linguistiche relative alle mansioni che gli autisti assunti saranno chiamati ad esercitare. La Corte osserva che né la circostanza che gli autisti debbano svolgere le loro mansioni in città francofone o germanofone, né il fatto che le persone trasportate utilizzino perlopiù la lingua inglese, sono idonei a giustificare la limitazione della scelta della “lingua 2” alle sole lingue inglese, francese e tedesca. E il Parlamento non ha dimostrato in che modo ciascuna di queste lingue presenterebbe un’utilità particolare per l’esercizio delle mansioni di autista e per quale ragione quella scelta non potrebbe cadere su altre lingue ufficiali potenzialmente pertinenti per tali mansioni. Inoltre, secondo i giudici, spiegano alla Corte, “laddove il Parlamento non abbia adottato regole interne in merito al proprio regime linguistico, non si può affermare che queste tre lingue siano necessariamente le lingue più utili per tutte le funzioni da svolgere presso tale istituzione”.

    Per quanto riguarda la causa promossa dall’Italia, la Corte constata, anzitutto, che un bando di concorso definisce la cornice normativa di uno specifico concorso. Ciascun bando di concorso produce dunque autonomi effetti giuridici vincolanti ed è di conseguenza suscettibile di formare l’oggetto autonomo di un ricorso. Pertanto, giustamente il Tribunale ha giudicato ricevibili i ricorsi proposti dall’Italia.

    La Corte rileva poi che il Tribunale ha correttamente statuito che le più alte qualità di competenza, efficienza e integrità di un candidato sono indipendenti dalle conoscenze linguistiche, dato che quest’ultime sono il mezzo per dimostrare le prime. Di conseguenza, il Tribunale non ha commesso un errore ritenendo che l’obiettivo di assumere funzionari in possesso di queste alte qualità non giustificasse una disparità di trattamento fondata sulla lingua.

    La Corte osserva, inoltre, che giustamente il Tribunale ha esaminato la questione se vi fossero “indicazioni concrete” atte a dimostrare, in modo oggettivo, l’esistenza di un interesse del servizio che giustificava la limitazione della scelta della “lingua 2” del concorso. La Corte sottolinea poi che il Tribunale non ha sostituito la propria valutazione a quella dell’EPSO, bensì si è giustamente limitato a controllare la fondatezza delle giustificazioni fornite da tale ufficio in merito alla limitazione della scelta della “lingua 2” del concorso.

    Infine, la Corte rileva che, sebbene i bandi di concorso debbano essere pubblicati integralmente nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea in tutte le lingue ufficiali dell’Unione, l’EPSO non è obbligato, nell’ambito di un concorso, a comunicare con un candidato in una lingua liberamente scelta da quest’ultimo. Tuttavia, la limitazione della scelta della lingua di comunicazione tra i candidati e l’EPSO ad un numero ristretto di lingue ufficiali indicate da quest’ultimo “deve essere giustificata”, ma, nella specie, nessuna giustificazione è stata fornita dall’EPSO.

    Tags: commissione europeaconcorsicorte di giustizialingueparlamento europeoue

    Eunews Newsletter

    Ti potrebbe piacere anche

    Maros Sefcovic
    Le Brevi

    UE, Šefčovič sente il suo omologo cinese Wang Wentao: il dialogo con Pechino dia esiti credibili

    17 Settembre 2026
    Da sinistra a destra, la vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Crediti: Commissione europea
    Net & Tech

    Minori online, arriva la Legge UE sui bambini per proteggerli dai rischi digitali

    17 Settembre 2026
    alluvioni Valencia Inondazioni UE
    Le Brevi

    Alluvioni e inondazioni di inizio anno: la Commissione propone di destinare 489 milioni a Portogallo, Spagna, Italia e Malta

    17 Settembre 2026
    Il primo ministro canadese, Mark Carney, accolto questa mattina (17 settembre) dalla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. Source: EU Parliament
    Politica Estera

    Carney al Parlamento rilancia: “Un’alleanza tra Canada e UE è un faro per le altre democrazie”

    17 Settembre 2026
    Sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo di luglio 2026. Crediti: Parlamento europeo - SALUTE - PARLAMENTO UE - CANCRO - PPE
    Salute

    Il PPE si allarma sul piano contro il cancro: non coerente con la linea del Parlamento

    17 Settembre 2026
    Image by ubert from Pixabay
    Le Brevi

    L’Olio dei Colli di Bologna diventa Indicazione Geografica Protetta (IGP)

    16 Settembre 2026

    TUTTI GLI EVENTI CONNACT

    Il Rapporto Draghi in italiano

    di Redazione eunewsit
    9 Settembre 2024
    CondividiTweetCondividiSendCondividiSendCondividi
    Made with Flourish
    Maros Sefcovic

    UE, Šefčovič sente il suo omologo cinese Wang Wentao: il dialogo con Pechino dia esiti credibili

    di Redazione eunewsit
    17 Settembre 2026

    Bruxelles - È durata oltre un'ora e ha fatto il punto sul lavoro "ampio" svolto a livello di alti funzionari...

    Da sinistra a destra, la vicepresidente esecutiva per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, Henna Virkkunen, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. Crediti: Commissione europea

    Minori online, arriva la Legge UE sui bambini per proteggerli dai rischi digitali

    di Iolanda Cuomo
    17 Settembre 2026

    A presentarla a margine della plenaria dell'Eurocamera la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, e la vice presidente, Henna...

    IRIS² Corea del Sud

    UE e Corea del Sud firmano l’intesa sui satelliti: verso una cooperazione su IRIS²

    di Annachiara Magenta annacmag
    17 Settembre 2026

    Bruxelles - L’UE e la Corea del Sud rafforzano la cooperazione sulla connettività satellitare sicura e aprono alla possibilità di...

    Caro bollette - luce, acqua, gas [foto: Marco Cremonesi/imagoeconomica]

    Caro-energia, l’aumento dei prezzi torna a preoccupare l’Eurogruppo

    di Emanuele Bonini emanuelebonini
    17 Settembre 2026

    Fonti UE confermano che "la questione" c'è e sarà affrontata dai ministri

    • Editoriali
    • Eventi
    • Opinioni
    • Risultati Europee 2024
    • Chi siamo
    • Contatti
    • Privacy Policy
    • Cookie policy

    Eunews è una testata giornalistica registrata
    Registro Stampa del Tribunale di Torino n° 27

    Copyright © 2025 - WITHUB S.p.a., Via Savona 127/B, 20144 Milano
    Partita IVA: 10067080969 - Numero di registrazione al ROC n.30628
    Capitale sociale interamente versato 50.000,00€

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    No Result
    View All Result
    • it ITA
    • en ENG
    • Politica
    • Esteri
    • Economia
    • Cronaca
    • Difesa e Sicurezza
    • Salute
    • Agrifood
    • Altre sezioni
      • Cultura
      • Diritti
      • Energia
      • Green Economy
      • Gallery
      • Finanza e assicurazioni
      • Industria e Mercati
      • Media
      • Mobilità e logistica
      • Net & Tech
      • News
      • Opinioni
      • Sport
    • Editoriali
    • Podcast / L’Europa come non l’avete mai ascoltata
    • Report Draghi
    • Risultati Europee 2024
    • Eventi
    • Le Newsletter di Eunews

    Attenzione