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    Home » Politica » Europarlamento più avanti contro la crisi. Sui recovery fund mancano ancora i finanziamenti diretti

    Europarlamento più avanti contro la crisi. Sui recovery fund mancano ancora i finanziamenti diretti

    Confronto tra governo ed europarlamentari italiani sulle sfide per la ripresa. L'Europa ha reagito grazie alla spinta dell'Eurocamera. Lega e Fratelli d'Italia non condividono gli entusiasmi.

    Nicola Corda</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@NicolaCorda" target="_blank">@NicolaCorda</a> di Nicola Corda @NicolaCorda
    20 Maggio 2020
    in Politica, Economia

    Roma – Senza lo stimolo del Parlamento europeo forse non avremo abbastanza strumenti per affrontare la crisi economica provocata dal Covid. Si può fare ancora di più ma certo la risoluzione approvata a grande maggioranza quando ancora la Commissione europea aveva fatto timidi e insufficienti passi, è servita da apripista. Il dato è emerso durante il confronto tra gli europarlamentari italiani incentrato sul Quadro finanziario pluriennale e il piano di Recovery fund. Sul piatto anche il contributo di Germania e Francia avanzato due giorni fa, l’attesa per la proposta della Commissione e più in generale il quadro delle risorse di cui potranno disporre i 27 Stati membri completato dal pacchetto approvato dall’Eurogruppo e il piano d’acquisti della BCE.

    Ancora non basta, “mancano i finanziamenti a fondo perduto – ha detto nei saluti iniziali Carlo Corazza, responsabile del Parlamento europeo in Italia – perché i prestiti non risolvono”, in quanto i paesi “con più spazio fiscale possono fare di più per far fronte alla crisi” e mettendo a rischio il level playing field. Criticità ancora tutte in piedi considerato che “il Parlamento chiedeva un pacchetto vicino ai 2 mila miliardi” e che il QFP che dovrà sostenere il Recovery fund dovrà crescere sul capitolo delle risorse proprie per non pesare su nuovi contributi.

    La sottosegretaria agli Affari europei Laura Agea, ha messo in evidenza la necessità di “fare il massimo possibile in questa fase” aspettandosi dalla Commissione un progetto ambizioso. “Spero che il 27 ci possa stupire con un piano che comprenda principalmente trasferimenti, che preveda risorse proprie e abbia il coraggio di avanzare cambiamenti nella fiscalità, in quei meccanismi che non hanno fatto bene a molti Paesi europei”.

    Rivendica il primato di aver portato il Parlamento in una posizione molto avanzata, la presidente della commissione Affari economici, Irene Tinagli. Fin dal principio “avevamo avvertito che l’impatto sarebbe stato molto potente e serviva un intervento robusto”. Così  “abbiamo costruito una maggioranza politica forte, spingendo su condivisione e solidarietà e per evitare che le risorse aumentino il divario tra i Paesi”. Ora siamo arrivati fino al Recovery e Tinagli sottolinea la rilevanza della posizione della Germania che ora si è spostata su una posizione di “strumenti finanziari comuni che non era immaginabile fino a poche settimane fa”.

    Passi in avanti notevoli non scontati anche per i tempi di reazione della politica europea, fa notare Nicola Danti di Italia Viva che ora invita il governo e i parlamentari italiani di maggioranza a “non giocare più in difesa ma anche in attacco” magari nei punti più critici delle fiscalità di vantaggio di cui godono coloro che non vogliono interventi sotto forma di finanziamenti come nel caso dei Paesi Bassi.

    Commenti critici invece da Carlo Fidanza di Fratelli d’Italia che “non condivide l’entusiasmo in Italia per la proposta franco-tedesca che e al ribasso rispetto alle indicazioni iniziali e diventerà alla fine del negoziato ancor più peggiorativa”. Negativo anche il giudizio di Marco Campomenosi della Lega, secondo cui “è sbagliato far credere che saranno finanziamenti a fondo perduto, mentre saranno spese condizionate, ci diranno come dobbiamo spenderle, nulla di diverso da come è stato concepito il MES”. Per la Lega la strada maestra resta l’autofinaziamento patriottico, con la BCE che deve acquistare ancora di più di quanto ha fatto finora.

    Tags: Carlo CorazzaCarlo fidanzaIrene Tinaglilaura ageamarco campomenosinicola dantiparlamento europeo in ItaliaProposta franco-tedescaquadro finanziario pluriennalerecovery fund

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