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    Home » Le Brevi » Trasparenza: per il Parlamento Ue la proposta della Commissione è “insoddisfacente”

    Trasparenza: per il Parlamento Ue la proposta della Commissione è “insoddisfacente”

    Approvata una risoluzione che lamenta che il documento dell'Esecutivo "non propone la creazione di un vero e proprio organismo indipendente"

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    12 Luglio 2023
    in Le Brevi, Politica
    net-zero seggi

    Bruxelles – “Manca di ambizione”. Il Parlamento europeo ha fatto il punto sulla proposta della Commissione UE di creare un organismo etico indipendente per le istituzioni europee, e ha mostrato tutta la sua delusione.

    In una risoluzione non legislativa adottata con 365 voti a favore, 270 contrari e 20 astensioni, i deputati definiscono la proposta “insoddisfacente e non sufficientemente ambiziosa, poiché non propone la creazione di un vero e proprio organismo indipendente” come proposto dal Parlamento già due anni fa.

    In particolare l’Aula di Strasburgo stigmatizza il fatto che la Commissione “abbia proposto che solo cinque esperti indipendenti facciano parte dell’organismo (uno per istituzione dell’Ue) e solo in qualità di osservatori, anziché un organismo di nove persone composto da esperti etici indipendenti come precedentemente richiesto dai deputati”.

    I deputati poi insistono sul fatto che l’organismo etico “dovrebbe essere in grado di indagare su presunte violazioni delle norme etiche e avere anche il potere di richiedere documenti amministrativi (nel rispetto dell’immunità e della libertà di mandato dei deputati)”. Dovrebbe poi avere l’autorità di indagare di propria iniziativa su presunte violazioni delle norme etiche e di occuparsi di casi individuali se un’istituzione partecipante o uno dei suoi membri lo richiedono. I deputati sottolineano inoltre che l’organismo dovrebbe “essere in grado di emettere raccomandazioni sulle sanzioni, che dovrebbero essere rese pubbliche insieme alla decisione presa dalla rispettiva istituzione o dopo una scadenza”.

    Altri punti chiave sollevati nella risoluzione riguardano la possibilità per gli esperti indipendenti che si occupano dei singoli casi di lavorare insieme al membro dell’organismo che rappresenta l’istituzione interessata, la capacità dell’organismo di ricevere e valutare le dichiarazioni di interessi e patrimoniali e il suo ruolo di sensibilizzazione e orientamento.

    I deputati si rammaricano inoltre che la proposta non riguardi il personale delle istituzioni, che è già soggetto a obblighi comuni e sottolinea la necessità che l’organismo tuteli gli informatori, in particolare fra i funzionari pubblici europei.

    Cosa fa il Parlamento al suo interno

    Per quanto riguarda gli impegni del Parlamento verso una maggiore trasparenza, integrità e responsabilità, i deputati sottolineano che l’istituzione “sta attualmente rivedendo il proprio regolamento interno al fine di rafforzare le procedure su come affrontare le violazioni delle sue regole (in particolare il Codice di condotta), definire meglio ciò che rientra nell’elenco delle sanzioni e riformare strutturalmente il comitato consultivo pertinente”.

    I deputati sottolineano che nelle recenti accuse di corruzione, le ONG sembrano essere state utilizzate come vettori di interferenze straniere e chiedono una revisione urgente delle regole esistenti per aumentarne la trasparenza e la responsabilità.

    Alle entità e agli individui che devono iscriversi nel Registro per la trasparenza dell’Ue dovrebbe essere richiesto un controllo finanziario globale, i casi di “porte girevoli” che coinvolgono ONG dovrebbero essere ulteriormente studiati in termini di conflitti di interesse e “i futuri membri dell’organismo etico dovrebbero autosospondersi dal lavorare sui fascicoli relativi alle ONG da cui hanno ricevuto una remunerazione”, sottolineano i deputati.

    Prossime tappe

    Il Parlamento parteciperà ai negoziati con il Consiglio e la Commissione con la Presidente Roberta Metsola in testa, con l’obiettivo di concluderli entro la fine del 2023 e utilizzando la sua risoluzione del 2021 come base della posizione negoziale del Parlamento.

    Tags: eticaparlamentotrasparenza

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