Bruxelles – Fenomeni meteorologici estremi e assicurazioni, un problema che in realtà è un rompicapo. La Banca centrale europea continua nel suo ragionamento su correlazioni tra cambiamenti climatici e andamento economico, attraverso uno studio d’analisi che mette in luce il nodo assicurativo: da una parte ci si assicura poco, dall’altra parte assicurarsi potrebbe essere sempre più costoso scoraggiando imprese e famiglie a sottoscrivere polizze, comunque utili.
I tecnici della BCE avvertono: “È probabile che il riscaldamento globale aumenti la frequenza e la gravità degli eventi meteorologici e climatici estremi“. Questo implica sempre più danni, e sempre più salati. Tuttavia la percezione del problema e della necessità di correre ai ripari non è la stessa all’interno dell’UE e della sua eurozona. “La copertura assicurativa per le catastrofi è frammentaria e attualmente si registra un divario sostanziale nella protezione”, denuncia la Banca centrale europea. Ad esempio, “meno di un quarto dei danni causati da catastrofi naturali nell’UE è attualmente assicurato e in diversi paesi questa quota è inferiore al 5 per cento”.
Questo rappresenta un fardello per crescita e competitività a dodici stelle. Dati in miliardi di euro non vengono forniti però, al fine di far comprendere la portata del fenomeno, si stima che una catastrofe che causi danni pari all’1 del Prodotto interno lordo riduca la crescita del PIL di circa 0,2 punti percentuali nel trimestre dell’impatto. A meno che non si sia assicurati. “Se un’elevata quota di danni fosse coperta da assicurazione, il calo iniziale del PIL potrebbe essere evitato”.
I tecnici non hanno dubbi: “Oltre agli sforzi di adattamento e alle misure di mitigazione per la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio e quindi limitare l’entità del riscaldamento globale, l’assicurazione ha anche un ruolo fondamentale da svolgere nel mitigare l’impatto macroeconomico di future catastrofi” naturali prodotte dai cambiamenti climatici e da clima ‘pazzo’.
Però… C’è un grande però legato ai cambiamenti climatici. Sono imprevedibili e, al tempo stesso, considerati in crescita. Questo aumenta il costo dell’assicurazione, e quindi “è possibile che il mercato assicurativo per determinati eventi legati al clima diventi non sostenibile se la volontà o la capacità delle famiglie e delle imprese di pagare l’assicurazione è inferiore al premio al quale gli assicuratori sono disposti o in grado di accettare il trasferimento del rischio”.
Che fare dunque? La risposta alla domanda diventa l’obiettivo di lavoro per la politica e per le istituzioni di credito. Dalla BCE giunge il consiglio a esplorare la possibilità di “incentivi” pubblici all’assicurazione. Un’altra possibilità è “l’obbligo di sottoscrivere un’assicurazione nei partenariati pubblico-privati“. strumento che “può contribuire ad attenuare sia l’azzardo morale che i problemi di selezione avversa”.

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