Bruxelles – Dialogare per trovare garanzie, intese e chiarezza, e allo stesso tempo mettere pressione. Sulla questione dazi, l’Unione Europea gioca su due tavoli: da una parte la Commissione che negozia, dall’altra parte il Parlamento che rinvia a data da destinarsi il voto sui testi giuridici attuativi dell’intesa raggiunta a luglio scorso. Le istituzioni comunitarie procedono ciascuno lungo la propria direzione, solo all’apparenza diversa e contraddittoria. All’amministrazione Trump si dimostra decisione e fermezza, e disponibilità però non scontata.
“È nostra intenzione rispettare l’accordo raggiunto con gli Stati Uniti e continuare ad attuarlo“, sottolinea Olof Gill, il portavoce della Commissione europea responsabile per le questioni commerciali, il primo a esprimersi nella capitale dell’UE in ordine di tempo. Tuttavia, aggiunge, “serve più chiarezza” circa la situazione in atto. Il pronunciamento della Corte Suprema degli Stati Uniti, che ha bocciato le tariffe all’import voluto dal presidente USA, e le nuove dichiarazioni dello stesso Donald Trump su nuovi dazi, fanno sì che la situazione sia confusa. “Ci serve di più per avere una visione chiara” dello stato dell’arte, continua il portavoce. “Chiarezza piena è il minimo per noi per poter fare una valutazione della situazione”, insiste.
Proprio per questo il commissario per il Commercio, Maros Sefcovic, lavora senza sosta e a tutto campo per produrre una risposta ordinata a quanto accaduto in materia di dazi. Oggi (23 febbraio) ha intrattenuto colloqui con i ministri degli Stati membri, e domani (24 febbraio) incontrerà i componenti della commissione Commercio internazionale del Parlamento europeo, che date le circostanze sceglie di non fare concessioni all’interlocutore d’oltre oceano mettendo in stand-by la ratifica dell’accordo con gli Stati Uniti.
Now official: EP work on EU-US deal is on hold until further notice!
Our negotiating team just decided to put on hold @ep_trade legal implementation of Turnberry deal&postone vote foreseen for tomorrow.
Clarity&legal certainty are needed before any further steps can be taken— Bernd Lange (@berndlange) February 23, 2026
“I lavori sull’accordo UE-USA sono sospesi fino a nuovo ordine“, annuncia quindi il presidente della commissione parlamentare, il socialista tedesco Bernd Lange. Non significa un rigetto dell’intesa, ma solo un posticiparne l’iter legislativo. Un messaggio politico forte per gli Stati Uniti di Donald Trump, invitati ora a fornire garanzie ed elementi utili ad uscire dall’impasse politico-giuridica di matrice interamente a stelle e strisce. “Prima di poter compiere ulteriori passi servono necessarie chiarezza e certezza giuridica”, ribadisce anche l’europarlamentare.
“Non potremo votare sull’accordo finché non potremo aspettarci di ottenere in cambio una reale prevedibilità“, gli fa eco Karin Karlsbro, vicepresidente della stessa commissione e coordinatrice dei liberali europei (RE) in commissione. “Questo livello di caos non è grave”, ma ciò non toglie che “gli Stati Uniti devono rimettere in ordine la loro politica commerciale”. La capo-negoziatrice del PPE, Željana Zovko, invita però a non fare della decisione un boomergan: “Un rinvio breve e strettamente tecnico potrebbe essere accettabile per garantire la piena chiarezza giuridica”, sottolinea. Tuttavia, “ciò non deve diventare un pretesto per riaprire la sostanza dell’accordo o per prolungare l’incertezza per le nostre imprese e i nostri cittadini”, precisa. Tradotto: l’UE preferisce tornare all’accordo di dazi al 15 per cento a scontri commerciali o nuovi negoziati.
Per una Commissione che dialoga e un Parlamento che frena c’è un Consiglio che ragiona su come gestire la situazione. Una riunione straordinaria degli ambasciatori degli Stati membri viene convocata proprio per discutere di relazioni commerciali con gli USA e dazi. L’obiettivo resta duplice: difendere un accordo voluto dalle capitali ad ogni costo, anche quello di minare l’immagine della presidente della Commissione europea, ed evitare di procedere in modo disordinato.
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