Bruxelles – “L’Ungheria ha scelto l’Europa“. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, riassume così il voto che ha chiuso un’era, quella di Viktor Orbán a capo del governo ungherese. Il commento affidato ai canali social segna le speranza di un corso tutto nuovo anche nelle relazioni tra Bruxelles e Budapest. “L’Europa ha sempre scelto l’Ungheria”, aggiunge von der Leyen. Parole non casuali, visto lo scandalo dello spionaggio delle autorità ungheresi ai danni delle istituzioni UE e il collaborazionismo del governo Orban con la Russia in un momento in cui l’UE ha tagliato tutti i ponti con Mosca. Non sorprende, dunque, che von der Leyen affermi che “un Paese riprende il proprio cammino europeo”, e che in virtù di ciò “l’Unione si rafforza”.
Non sorprende, dunque, che a Bruxelles il giorno dopo le elezioni che pongono uno stop all’era Orbán (è presto per parlare di ‘fine’) il clima sia di festa. “Non vedo l’ora di lavorare a stretto contatto con Peter Magyar per rendere l’Europa più forte e prospera”, ammette il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, animato dalla possibilità di un’Ungheria all’insegna di meno veti e più cooperazione. Stessi auspici quelli di Roberta Metsola, il cui commento è un tutt’altro che di circostanza: “Il posto dell’Ungheria è al cuore dell’Europa“, sostiene la presidente del Parlamento europeo nel congratularsi con il vincitore delle elezioni. Parole, quelle di Metsola, che ribadiscono una volta di più come con Orbán l’Ungheria fosse meno euro-centrica nelle sue posizioni.
“Gli ungheresi confermano che la nostra politica di centro-destra, incentrata sulle persone, vince le elezioni“, scandisce Manfred Weber, presidente del Partito popolare europeo (PPE) e del gruppo parlamentare PPE. A livello europeo a esultare è soprattutto il PPE, e non potrebbe essere diversamente. Tisza, il partito di Magyar, è affiliato proprio al PPE, e la sua affermazione assegna ai popolari un leader in più in seno al Consiglio europeo, ora 11 su 27 (Austria, Croazia, Finlandia, Germania, Grecia, Lettonia, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Svezia, Ungheria), consolidando ulteriormente peso e ruolo del PPE nel solco delle legislatura a dodici stelle. “I cittadini ungheresi indicano con il voto la volontà di una Europa più forte“, sottolinea anche Marco Falcone, vicecapo delegazione di Forza Italia nel Gruppo PPE al Parlamento europeo.
Per i liberali europei (RE) il voto di ieri (12 aprile) “è la fine di un ciclo politico che per anni ha messo in discussione i principi fondamentali della democrazia europea”, e l’esito elettorale è dunque “una svolta per l’UE“, commenta l’europarlamentare Sandro Gozi. Alla luce della fine dell’era Orbán, sottolinea la presidente di RE, Valerie Hayer, dalla nuova Ungheria “abbiamo aspettative chiare: una nuova leadership deve ricostruire le istituzioni democratiche, attuare autentiche riforme dello Stato di diritto, istituire solidi meccanismi anti-corruzione e sostenere l’Ucraina“.
Esultano anche i verdi europei: “L’Ungheria è tornata”, il commento della co-presidente del gruppo, Terry Reintke. “Dopo sedici lunghi anni, il popolo ungherese ha scelto la democrazia e l’Europa anziché l’autocrazia e la Russia“. Dai banchi dei socialisti è il capodelegazione Pd al Parlamento europeo, Nicola Zingaretti, a esultare, declinando il voto ungherese in chiave nazionale: “L’anti-europeismo di Giorgia Meloni e Matteo Salvini è sempre più isolato e sconfitto, questa volta grazie al voto degli ungheresi”.
Congratulazioni per la chiara vittoria elettorale a Peter Magyar, al quale il governo italiano augura buon lavoro. Ringrazio il mio amico Viktor Orban per l’intensa collaborazione di questi anni, e so che anche dall’opposizione continuerà a servire la sua Nazione. Italia e…
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) April 12, 2026
Dalla presidente del Consiglio arrivano i ringraziamenti allo sconfitto leader di Fidesz “per l’intensa collaborazione di questi anni“. Giorgia Meloni, nel messaggio pubblicato su X ricorda che Orbán resta “mio amico”, e si dice pronta a lavorare col nuovo capo di governo. “Italia e Ungheria sono nazioni legate da un profondo legame di amicizia e sono certa che continueremo a collaborare con spirito costruttivo nell’interesse dei nostri popoli e delle comuni sfide a livello europeo e internazionale.
Se l’UE prova a tirare un sospiro di sollievo nell’UE c’è chi già lascia intendere di voler raccogliere l’eredità di Orban: Robert Fico, primo ministro slovacco, fa sapere che “gli obiettivi del governo della Slovacchia non cambiano”, a cominciare dalla “protezione degli interessi energetici” che passano per “il ripristino del gasdotto di Druzba. Kiev e l’Europa sono avvertite: anche con Orbán che esce di scena i vecchi problemi non saranno del tutto superati.
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