Bruxelles – “Sono davvero impressionanti” le cifre dei prezzi delle case e gli aumenti “di oltre il 60 per cento tra il 2013 e 2024″ per gli affitti. Le preoccupazioni della vice presidente della Commissione europea, responsabile della Concorrenza e della Transizione, Teresa Ribera, sono state sollevate durante una conferenza stampa alla Commissione europea a fianco ai sindaci europei della Housing Alliance. “Gli affitti sono aumentati del 20 per cento e i permessi di costruzione sono diminuiti di oltre il 22 per cento dal 2021 – ha continuato Ribera – quella dell’edilizia abitativa è diventata una delle principali preoccupazioni per molti europei ed è nostra responsabilità comune affrontare questo problema e trovare delle soluzioni”.
Per muoversi in quella direzione, il prossimo passo dell’esecutivo europeo è quello di “preparare la legge sull’edilizia abitativa a prezzi accessibili – Affordable Housing Plan – e lavorare insieme ai sindaci per poter fornire risposte chiare per rendere disponibili soluzioni”. Proprio oggi (30 aprile), i sindaci di Parigi, Roma, Amsterdam, Nicosia, Barcellona e altre città europee, alcuni dei primi cittadini dei venti membri della Housing Alliance, si sono riuniti a Bruxelles per condividere con la Commissione UE le proprie istanze. Jaume Collboni Cuadrado, sindaco di Barcellona, ha spiegato in conferenza stampa che “nel corso dell’ultimo mese, le venti città che fanno parte dell’Alleanza hanno lavorato per elaborare i nostri contributi al Quadro finanziario pluriennale (QFP) e per la legge sull’edilizia abitativa”. Il primo cittadino ha poi concluso precisando che “oggi presento a Bruxelles queste proposte. Si concentrano su sei aree distinte: aree a rischio abitativo, finanziamenti, governance, senzatetto e gruppi vulnerabili, speculazione e affitti a breve termine”.
Anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, ha condiviso i propri timori e le proprie visioni strategiche, affermando che “l’edilizia abitativa è una delle questioni chiave e riteniamo che questo sia il momento in cui l’Europa può intervenire e dimostrare che può dare risultati concreti, sostenendo le città e i governi nel cambiamento, per migliorare la nostra governance e le nostre politiche. Perché l’edilizia abitativa é un pilastro fondamentale del modello sociale europeo”. Gualtieri ha inoltre suggerito di inserire “risorse aggiuntive per il Quadro Finanziario Pluriennale che potrebbero essere utilizzate per sostenere e finanziare un piano abitativo più ampio”. Per il sindaco di Roma sono urgenti “stanziamenti urbani obbligatori nei piani nazionali di partenariato regionale, perché è fondamentale che la dimensione urbana sia presente nella governance e nella definizione, sotto forma di allegati ai bilanci UE, e che un capitolo urbano obbligatorio nei piani nazionali regionali garantisca alle città un ruolo diretto nella progettazione e nell’erogazione degli investimenti”.
Teresa Ribera ha risposto alle istanze dei sindaci confermando che la Commissione intende elaborare un intervento “sull’edilizia a prezzi accessibili” per fornire risposte chiare e “strumenti concreti”. La vicepresidente ha aggiunto che la collaborazione “è fondamentale per fornire soluzioni efficaci” e che il principio di sussidiarietà sarà rispettato, riconoscendo che una soluzione “universale” non è fattibile. Tuttavia, ha avvertito che l’entità degli investimenti necessari “è immensa” e per questo motivo si stanno mobilitando gli strumenti dell’UE, convinta che gli investimenti nell’edilizia abitativa meritino una seria considerazione nel prossimo dibattito sul bilancio comunitario. L’obiettivo generale dichiarato è quello di “garantire che il diritto a un alloggio a prezzi accessibili sia pienamente rispettato in tutta l’Unione europea attraverso una piattaforma multilivello che fornisca risposte concrete ai cittadini”.
Il piano della Commissione europea per affrontare la crisi abitativa era stato presentato a dicembre 2025, da Dan Jørgensen, commissario con delega all’Energia e l’Emergenza abitativa. Secondo i dati della Commissione, oggi in UE si costruiscono circa 1,6 milioni di nuove unità all’anno, ma la stima per il futuro è drastica: “Nei prossimi 10 anni saranno necessari circa 650 mila alloggi in più all’anno“, con un costo in termini di investimenti pubblici e privati di “150 miliardi di euro all’anno”.









![Sala riunione della BCE [foto: Carlo Carino/imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2025/12/Imagoeconomica_258360-120x86.jpg)


