Bruxelles – “I trattati hanno dato alla Banca centrale europea l’indipendenza giuridica, ma le crisi le hanno dato l’autorità che in precedenza mancava per esercitare quell’indipendenza in modo efficace”. Per la presidente della BCE, Christine Lagarde, questa è “la lezione chiave” della storia, che si intreccia con un presente irto di sfide. Sceglie il 28esimo incontro dei governatori della banche centrali dei Paesi francofoni per sottolineare l’importanza di indipendenza e credibilità per navigare attraverso le acque più agitate, come quelle attuali: “Oggi il quadro in cui operiamo è diventato più impegnativo”, avverte Lagarde.
Cita forse l’esempio più emblematico, lo scontro tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il governatore della banca centrale USA, Jerome Powell. Uno scontro senza precedenti per un Paese considerato il faro della democrazia e dei suoi funzionamenti, con il governo federale che disse alla Federal Reserve cosa fare. “Quando il presidente della Federal Reserve ha difeso pubblicamente l’indipendenza dell’istituzione, la capacità di contenere le pressioni politiche è stata possibile grazie al sostegno pubblico accumulato nel corso degli anni attraverso il processo decisionale indipendente della Fed“, sottolinea Lagarde.
Certo, Powell ha tenuto il punto e tenuto testa a Trump, aggiudicandosi il round. Ma “la questione non è risolta”, e perciò, continua la presidente della BCE, “possiamo vedere chiaramente il meccanismo in gioco: dove esiste la credibilità, difendere l’indipendenza non cade sulle sole spalle della banca centrale“.
Lagarde incentra il suo intervento su questo tema non per caso. Certo, il richiamo alla credibilità potrebbe essere declinato anche in un invito ai governi nazionali per le riforme visto che, e lo ricorda, “le pressioni di bilancio derivanti dalle esigenze di difesa, transizione climatica, transizione digitale e l’invecchiamento della popolazione stanno restringendo i margini di spesa”. Ma in realtà il vero problema, denuncia, è che “negli ultimi dieci anni, l’indipendenza di fatto è peggiorata in quasi la metà delle banche centrali nei Paesi che rappresentano il 75 per cento del PIL globale“.
Da qui l’invito per tutti a seguire quelle che Lagarde ritiene le tre condizioni chiave per salvaguardare credibilità e quindi indipendenza della banche centrali. In primo luogo, spiega, serve “chiarezza del mandato, come inteso dalla stessa banca centrale”. Questo vuol dire che “la stabilità dei prezzi deve rimanere l’obiettivo primario, e deve essere difeso anche se c’è un costo reale, immediato”. Seconda condizione, pratica: “Comunicazione diretta con i cittadini”. Da ultimo, occorre “preservare lo spazio di manovra della politica monetaria”.
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