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    Home » Politica Estera » Cipro: Dalla presidenza dell’Ue al salvataggio russo

    Cipro: Dalla presidenza dell’Ue al salvataggio russo

    Dopo meno di un mese dalla conclusione del Presidenza del Consiglio dell'Unione Europea, Cipro viene guardata con sospetto dai partner.

    Redazione</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/eunewsit" target="_blank">eunewsit</a> di Redazione eunewsit
    1 Febbraio 2013
    in Politica Estera

    Per sei mesi ha guidato i lavori dell’Unione, ma ora che chiede aiuto è guardata con sospetto
    Per la Germania le sue banche non sono di “importanza sistemica”. Mosca offre 2,5 miliardi

    Dopo meno di un mese dalla conclusione del Presidenza del Consiglio dell’Unione Europea, Cipro viene guardata con sospetto dai partner.

    Nel 2012, il governo di sinistra di Nicosia ha annunciato che avrebbe avuto bisogno di aiuto internazionale per mantenere il paese a galla, dopo che l’agenzia di rating Fitch aveva abbassato il rating di credito di Cipro allo status di spazzatura. Fitch giustificò la decisione con la forte esposizione delle banche cipriote al cattivo debito greco.

    E qui sta il problema. Gran parte del piano di salvataggio che Cipro chiede da parte dell’Unione europea e del Fondo monetario internazionale (FMI) sarebbe stato utilizzato per ricapitalizzare le sue banche, quasi 11 miliardi sui 17 del pacchetto di aiuti di cui il paese ha bisogno. Potenziali creditori del nord Europa, in particolare Germania, sono recalcitranti all’idea. Il problema, secondo un rapporto confidenziale redatto dal servizio segreto esterno della Germania, il Bundesnachrichtendienst (BND), citato lo scorso novembre dai media tedeschi, affermerebbe che i cittadini russi avevano depositi per 26 miliardi nelle banche cipriote, più del PIL del paese. Secondo il rapporto, Cipro facilita il riciclaggio di denaro e generosamente concede la cittadinanza agli stranieri ricchi. Fino a 80 oligarchi russi hanno accesso al mercato comune europeo in questo modo, sosterrebbe il BND.

    Cipro respinge con veemenza queste accuse, sottolineando che tutta la legislazione europea sui regolamenti bancari e sugli affari è stara recepita nella legislazione cipriota. Martedì 22 gennaio, Panicos Demetriades, governatore della Banca centrale di Cipro, ha insistito in un editoriale sul Financial Times che il suo paese ha più misure contro il riciclaggio di denaro di molte altre nazioni dell’Eurozona.

    Un piano di salvataggio UE può essere previsto, ha dichiarato il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble a Bruxelles, se vi è “un pericolo per la stabilità della zona euro nel suo complesso. Questo deve essere chiaro. Vedremo”. Si tratta di un dubbio condiviso da parte dei leader europei, e infatti il 22 gennaio una riunione dei ministri delle Finanze della zona euro ha rinviato qualsiasi decisione su un piano di salvataggio fino a marzo.

    Il capo della Banca centrale europea (BCE) si è scontrato con il ministro delle Finanze tedesco su Cipro, sostenendo che il mancato salvataggio della piccola isola potrebbe mettere in pericolo la zona euro, come ha riferito il settimanale Spiegel domenica 27 gennaio. Il presidente della Bce Mario Draghi ha contestato la posizione di Schaeuble, secondo cui Cipro non è “di importanza sistemica” e che il suo fallimento non rappresenta una minaccia per la sopravvivenza della zona euro, scrive Spiegel senza citare le fonti delle sue informazioni. Draghi avrebbe detto a Schaeuble nel corso di una riunione dei ministri delle Finanze dell’euro che le due più grandi banche di Cipro hanno una vasta rete di filiali in Grecia e le preoccupazione che i clienti hanno sulla sicurezza dei loro depositi potrebbe rapidamente distruggere una calma fragile e precipitare il paese nella crisi. “Il fallimento cipriota porterebbe ad annullare le notizie positive che di recente hanno portato un poco di calma nella zona euro”, avrebbe detto Draghi.

    Come sempre, non c’è un’alternativa a un piano di salvataggio. “E essenziale che tutti si rendono conto che un default disordinato di Cipro potrebbe portare ad un’uscita di Cipro dalla zona euro”, ha dichiarato Olli Rehn, commissario europeo per gli Affari economici e monetari. “Sarebbe molto stupido di prendere qualsiasi rischio di tale natura”, ha aggiunto. Quel che un comunicato stampa non può dire è che Draghi, lo zar del fondo salvastati Klaus Regling (ESM), e Rehn avevano formato un triumvirato coalizzato contro Schaeuble.

    Nel frattempo, le elezioni generali a Cipro il 17 febbraio potrebbero portare a un cambio di governo, i sondaggi suggeriscono che il partito comunista AKEL potrebbe passare la presidenza al centro-destra del Partito Democratico. Il suo leader, Nicos Anastasiades, dovrebbe quindi negoziare le condizioni di salvataggio.

    Ieri l’agenzia Reuter ha riferito che il presidente cipriota Demetris Christofias ha dichiarato che l’isola ha avuto rassicurazioni dalla Russia che era pronta ad aiutare un piano di salvataggio dell’Unione europea. L’aiuto potrebbe venire in forma di un prestito 2,5 miliardi a 5 anni. Il 15 gennaio, un funzionario tedesco affermò che “la posizione del governo tedesco è che la Russia sarebbe la benvenuta se offrisse il suo aiuto a Cipro, come ha fatto in passato”. La Russia già contribuito per evitare il fallimento di Cipro nel 2011 con un prestito di 2,5 miliardi per le sue banche, che hanno dovuto sopportare enormi perdite sui prestiti alla Grecia. Un altro contributo russo o una proroga del termine di rimborso del prestito 2011 farebbe abbassare la somma che Cipro deve prendere in prestito dai paesi della zona euro.

    La fortuna Cipro, tuttavia, è la sua posizione geografica. E l’isola più orientale del Mediterraneo ed è di notevole importanza strategica. E’ come una portaerei enorme situata di fronte a Turchia, Siria, Libano, Israele ed Egitto. Inoltre, enormi giacimenti offshore di petrolio e, forse, gas, sono stati recentemente scoperti in acque territoriali cipriote.

    Cipro è anche il luogo fisico dove la Primavera Araba incontra l’Eurocrisi. Il porto siriano di Tartus ospita attualmente l’unica base navale russa nel Mediterraneo. La caduta imminente del regime di Assad in Siria sta costringendo il presidente russo Vladimir Putin a cercare un’alternativa a Tartus, lasciandolo con una sola opzione: Cipro.

    Politicamente ed economicamente, Russia e Cipro sono già a stretto contatto. Il presidente Christofias è il leader del partito comunista cipriota. Ha incontrato la moglie durante i suoi studi presso l’Accademia Russa delle Scienze a Mosca nel 1960. Quando la Russia è diventata “capitalista”, i legami tra i due paesi sono diventati ancora più forti. Migliaia di ricchi russi hanno messo la loro “denaro nero” nelle banche cipriote. Anche se Cipro è entrata alla zona euro nel 2008, le banche non hanno quasi nessun cliente di altri paesi dell’UE. Con l’eccezione della Grecia, con la quale i greco-ciprioti hanno stretti legami culturali e storici, le banche cipriote servono quasi esclusivamente oligarchi russi. Di conseguenza, la piccola Cipro è il più grande investitore estero della Russia.

    Paolo Raffone

    Tags: bailoutciprocyprus

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