Bruxelles – Appalti pubblici, la proposta di riforma piace a lavoratori e imprese. Bisogna attendere tutto il processo decisionale e poi ancora quello attuativo, ma almeno nella forma presentata a Bruxelles dalla Commissione europea sembra mettere tutti d’accordo, a cominciare dalla Confederazione europea dei sindacati (ETUC), la prima a commentare. La nuova proposta di norme UE sugli appalti pubblici “rappresenta un’opportunità fondamentale per garantire che il denaro pubblico promuova posti di lavoro di qualità e la contrattazione collettiva”, sostiene la segretaria confederale, Ester Lynch, secondo cui ora “il Parlamento e il Consiglio devono rafforzare la proposta della Commissione e trasformarla in un successo per i lavoratori”.
Per i sindacati l’iniziativa dell’esecutivo comunitario “riconosce che l’approccio europeo basato sull’aggiudicazione degli appalti pubblici al minor prezzo si è rivelato disastroso per la qualità di beni e servizi, nonché per i milioni di lavoratori che tentano di fornirli disponendo di risorse estremamente limitate”. Partendo da qui, continua, “le disposizioni sul subappalto devono essere rafforzate per contrastare gli abusi, anche limitando la lunghezza delle catene di subappalto”. Nel negoziato inter-istituzionale che verrà, inoltre, “il riferimento alla contrattazione collettiva deve essere rafforzato dagli eurodeputati per introdurre condizionalità sociali obbligatorie”.
Soddisfazione parziale viene espresso dal mondo delle imprese: “La spinta verso la digitalizzazione, un miglioramento della raccolta dati e la trasparenza rappresenta un passo positivo che sosteniamo”, scandisce Markus Beyrer, direttore di BusinessEurope, l’associazione delle confidustrie europee. Tuttavia, aggiunge, “gli appalti pubblici non sono la panacea per tutte le sfide strategiche che l’Europa deve affrontare”. Il che vuole dire che “dobbiamo concentrarci sul rafforzamento della concorrenza e sullo sblocco definitivo di un mercato transfrontaliero degli appalti che funzioni correttamente”. Al pari dei sindacati, anche le imprese guardano all’iter di approvazione delle nuove norme: “Attendiamo con interesse di collaborare con le istituzioni dell’UE per garantire che le norme definitive delineino un panorama europeo degli appalti competitivo, accessibile ed efficiente”.
Accoglienza positiva alle proposta di riforma degli appalti pubblici viene riservata anche dal mondo agricolo: “Per gli agricoltori e le cooperative agricole, questa riforma potrebbe offrire un modo concreto per rafforzare l’autonomia strategica dell’Europa e garantire che il denaro dei contribuenti europei sostenga la capacità produttiva del continente, dopo anni di pratiche di approvvigionamento incentrate principalmente sul prezzo più basso”, il commento di Copa-Cogeca, la sigla che riunisce le organizzazioni dei produttori agricolo di tutta l’UE. Certo, “alcuni elementi della proposta presentata oggi richiedono ancora ulteriori chiarimenti”, e quindi anche il settore primario attende il processo che si apre.
Plaude anche il think tank italiano per il clima, Ecco. “La nuova normativa della Commissione Europea sugli appalti pubblici rappresenta un passo avanti positivo, poiché supera la logica del prezzo più basso introducendo criteri basati sulla qualità”, ha dichiarato Marta Lovisolo, Senior Advocacy Advisor di ECCO, il think tank italiano dedicato al cambiamento climatico. “Tuttavia, i parametri utilizzati per valutare la ‘qualità’ di un appalto possono variare notevolmente, spaziando dai benefici ambientali, climatici e sociali a considerazioni legate alla sicurezza, alla resilienza e alla provenienza europea (made-in-Europe)”, ha aggiunto sottolineando che “la performance climatica rimane solo una delle tante opzioni”. Perciò, “affinché gli appalti pubblici possano sostenere concretamente la decarbonizzazione e la competitività dell’industria europea, sono necessari criteri a basse emissioni di carbonio che siano chiari, comuni e progressivamente più ambiziosi”, ha sottolineato Lovisolo.
![Cantiere ferroviario [foto: Sara Minelli/imagoeconomica]](https://www.eunews.it/wp-content/uploads/2026/09/Imagoeconomica_2782912-750x375.jpg)






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