Bruxelles – Nuova accelerazione dell’inflazione nell’Eurozona, spinta soprattutto dal caro energia. A settembre il tasso annuo nell’area euro è salito al 3,8 per cento, dal 3,2 per cento registrato ad agosto. È quanto emerge dalla stima flash pubblicata oggi (2 ottobre) da Eurostat, l’Ufficio statistico dell’Unione europea. Il dato segna un nuovo aumento dopo il 2,9 per cento di luglio e il 3,2 per cento di agosto, riportando l’inflazione su livelli significativamente superiori all’obiettivo del 2 per cento della Banca centrale europea.
A spingere verso l’alto il dato è soprattutto l’energia, il cui tasso annuo è passato dal 14,3 per cento di agosto al 18,8 per cento di settembre. È di gran lunga la componente con l’incremento più marcato: su base mensile i prezzi dell’energia sono saliti del 3,9 per cento. Seguono i servizi, con un’inflazione al 3,2 per cento, in aumento dal 3 per cento di agosto, mentre i prezzi dei beni industriali non energetici rallentano leggermente, dall’1,2 per cento all’1,1 per cento.
Accelera anche l’inflazione per alimentari, alcol e tabacco, che passa dall’1,1 per cento all’1,4 per cento. All’interno della componente, tuttavia, l’andamento è molto diverso: i prodotti alimentari non lavorati registrano un aumento annuo del 4 per cento, contro il 2,7 per cento di agosto, mentre per alimentari lavorati, alcol e tabacco il tasso scende dallo 0,5 per cento allo 0,4 per cento.
Il dato complessivo, inoltre, resta significativamente più alto se si escludono energia e alimentari non lavorati: l’inflazione sottostante, depurata dalle componenti più volatili, si attesta al 2,5 per cento, appena sopra il 2,4 per cento di agosto. Escludendo invece soltanto l’energia, il tasso passa dal 2,1 per cento al 2,3 per cento. L’accelerazione di settembre appare quindi fortemente legata alla componente energetica, anche se alcuni segnali di pressione sui prezzi restano presenti nei servizi e negli alimentari.
A livello nazionale, l’inflazione accelera in quasi tutti i principali Paesi dell’area euro. In Italia il tasso raggiunge il 4,1 per cento a settembre, contro il 3,2 per cento di agosto e il 2,9 per cento di luglio. Il dato italiano è quindi superiore alla media dell’Eurozona. In Germania l’inflazione sale al 3,3 per cento, dal 2,9 per cento di agosto, mentre in Francia passa dal 2,6 per cento al 3,4 per cento. Più marcata l’accelerazione in Spagna, dove il tasso raggiunge il 5 per cento, dal 4,6 per cento di agosto, e in Grecia, dove arriva al 5,1 per cento dal 3,7 per cento.
Proprio sugli effetti del caro energia sull’inflazione, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha scritto alla presidente dell’esecutivo UE, Ursula von der Leyen, chiedendo la possibilità di avere una “flessibilità aggiuntiva per sostenere famiglie e imprese” alle prese con l’aumento dei prezzi energetici. Ma da Palazzo Berlaymont arriva il fermo: pur sottolineando che “terranno d’occhio la lettera” e che faranno sapere “se la situazione dovesse cambiare”, hanno evidenziato di aver già messo in campo misure di flessibilità.
Tra i Paesi dell’area euro, l’aumento più elevato rispetto ad agosto si registra in Grecia, seguita da Italia e Spagna, mentre alcuni Stati mostrano una dinamica più contenuta. In Francia, per esempio, il tasso mensile dei prezzi è negativo (-0,4 per cento), così come a Malta e Cipro.
La nuova fiammata arriva dopo mesi nei quali l’inflazione europea aveva ripreso a salire gradualmente: dal 2,8 per cento di giugno era passata al 2,9 per cento di luglio e quindi al 3,2 per cento di agosto. Il salto di settembre è però particolarmente netto, con sei decimi di punto in più in un solo mese.










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