Bruxelles – Per dipanare l’intricata matassa del bilancio pluriennale dell’UE (MFF 2028-2034) verosimilmente servirà una riunione dei capi di Stato e di governo in più. Un summit straordinario a cui ragiona il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, che nell’agenda di lavoro dei leader ha aggiunto un meeting in più, fissato per i giorni 26 e 27 novembre. Il tema, secondo la bozza di programma ancora non confermato, è proprio il bilancio comune per i prossimi sette anni.
“Non aspettative lunghe conclusioni su questo tema”, confidano fonti europee ben informate. Tradotto: il vertice del Consiglio europeo di questa settimana (15 e 16 ottobre) non sarà poi così risolutivo come precedentemente lasciato intendere, e dunque “il vertice straordinario del Consiglio europeo probabilmente si farà“, confidano le stesse fonti.
Del resto la base negoziale di partenza è la proposta della presidenza irlandese, che però piace a pochi, e dunque serve lavoro ulteriore. “L’obiettivo rimane un accordo entro fine anno”, assicurano a Bruxelles, ma per un appuntamento di ottobre che si preannuncia poveri di conclusioni e, quindi, di risultati, una nuova riunione si rende necessaria, anche per non appesantire la riunione di dicembre.
E’ intenzione di Costa raccogliere le reazioni di tutti i capi di Stato e di governo alla proposta irlandese, per poi “guidare lui stesso i negoziati da qui a fine anno”. Insomma, la bozza di bilancio messa a punto a Dublino è solo un passaggio di un percorso lontano dall’essere esaurito e la riunione di questa settimana si tramuta in un ‘passaggio di consegne’ tra presidenza e presidente.
Anche perché c’è un tassello tuttora mancante, nel non semplice negoziato sul bilancio pluriennale a dodici stelle: le nuove risorse proprie, le fonti di introiti diretti per la Commissione. “Le risorse proprie rappresentano una parte importante dell’equazione” finale, sottolineano nella capitale dell’Unione europea, dove “abbiamo visto i richiami a contenere i contributi nazionali per il bilancio, e per questo servono risorse proprie”. Per queste fonti di risorse “mancano i dettagli, e questi speriamo di averli una volta che Costa assumerà le redini del negoziato”.
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