Bruxelles – Trasformare le sfide del turismo in opportunità per aumentare la competitività, la sostenibilità e la resilienza del settore in tutta l’Unione europea. È questa l’ambizione con cui oggi (4 novembre) la Commissione europea ha presentato la nuova Strategia UE per il turismo sostenibile. “Si tratta del quadro politico europeo per il turismo più ambizioso, completo e olistico mai elaborato finora”, ha precisato il commissario europeo per i Trasporti Apostolos Tzitzikostas, in una conferenza stampa dopo l’approvazione della Strategia da parte del Collegio dei commissari. Il vicepresidente esecutivo per la Coesione e le riforme, Raffaele Fitto, in conferenza con Tzitzikostas, ha evidenziato che “il Parlamento europeo, il Consiglio, le altre istituzioni dell’UE, nonchè gli operatori del settore turistico hanno chiesto alla Commissione una risposta coordinata a livello europeo alle diverse sfide che il settore si trova ad affrontare”. Dunque, oggi Palazzo Berlyamont sta “fornendo strumenti, parametri di riferimento e linee guida europei che gli Stati membri, le regioni e le autorità locali possono utilizzare su base volontaria, adattandoli alle loro esigenze e priorità specifiche”, ha chiarito.
Competitività
Tzitzikostas ha spiegato che la strategia si articola su tre pilastri principali. Il primo è “la competitività”. Secondo il commissario, la “carenza di competenze e manodopera è tra le maggiori sfide che il turismo si trova ad affrontare oggi”, mettendo in difficoltà molte piccole e medie imprese (PMI). Pertanto la Commissione ha deciso di istituire una “Accademia europea del turismo”, con lo scopo di “fornire formazione essenziale, aiutare le imprese e le destinazioni a sviluppare le competenze adeguate, attrarre talenti verso le professioni turistiche e migliorare le condizioni di lavoro nel settore”, ha illustrato il commissario. Tra le diverse azioni figura anche un maggior sostegno alle PMI “attraverso un contesto più favorevole alle imprese, con meno oneri superflui, anche grazie a un’iniziativa di semplificazione dell’UE che coinvolge gli Stati membri e il settore stesso”. Inoltre Palazzo Berlaymont aiuterà “le imprese a finanziare le loro transizioni verso un futuro più pulito e digitale” attraverso l’istituzione di un “Osservatorio del turismo dell’UE” per implementare la raccolta dati sul settore in tutta l’Unione.
Sostenibilità
Il secondo pilastro è “sostenibilità e resilienza”. Il commissario ha evidenziato che oggi “molte destinazioni popolari faticano a gestire i flussi di visitatori, soprattutto in estate”, precisando che “il 13 per cento delle regioni europee ospita il 50 per cento di tutti i pernottamenti in Europa”. Secondo Tzitzikostas, più che sui numeri, bisogna concentrarsi “sul valore duraturo, sulla tutela della qualità della vita dei cittadini e dei residenti e sul sostegno alle comunità e alle imprese locali”. Per tal ragione, la Commissione si impegnerà a sviluppare “un modello UE per la gestione sostenibile del turismo, una raccomandazione del Consiglio” sul tema e una “cassetta degli attrezzi dell’UE“, al fine di “aiutare i nostri Stati membri e le nostre destinazioni”. Tali iniziative verranno “discusse con gli Stati membri affinché siano pronte per la prossima stagione estiva”, ha precisato l’esecutivo comunitario in un documento di lavoro.
Per turismo sostenibile, Bruxelles intende “un approccio in cui i flussi turistici sono in equilibrio con la disponibilità e la capacità di una destinazione di accoglierli”, spiega il documento. Ciò significa che il turismo non ha un impatto sproporzionato sulle infrastrutture fisiche, sull’ambiente o sul benessere delle comunità locali. In questi contesto, la cosiddetta “cassetta degli attrezzi”, aiuterà le destinazioni, sulla base delle migliori pratiche adottate in tutta l’Unione e di soluzioni concrete, a trovare il giusto equilibrio tra la domanda dei visitatori in un determinato luogo e momento e la capacità ricettiva della destinazione.
In questa capitolo rientra anche il turismo crocieristico poichè “l’arrivo contemporaneo di un gran numero di passeggeri può esercitare una forte pressione sulle infrastrutture locali, sull’ambiente e sui residenti”, si legge nel documento. Per questo motivo la Commissione avvierà un “Dialogo di cooperazione sulle crociere”, che riunirà gli Stati membri, le autorità regionali e locali, i soggetti interessati del settore e la società civile.
Per quanto riguarda la resilienza, si sono tenute in considerazione le crisi geopolitiche e il modo in cui esse possano “incidere in modo disomogeneo sulla fiducia dei viaggiatori, sulla connettività internazionale, sui costi di trasporto e sui flussi turistici”. Nonostante il turismo europeo abbia dimostrato una notevole resilienza, è stata sottolineata la necessità di una maggiore preparazione e adattabilità. Dunque la strategia propone una Rete di coordinamento delle crisi per migliorare il coordinamento tra le autorità turistiche nella risposta alle crisi.
L’attrattività dell’UE
“L’Europa rimane la principale destinazione turistica a livello globale, ma non possiamo – e non vogliamo – dare questa posizione per scontata”, ha constatato Tzitzikostas. Allora, Palazzo Berlaymont mette sul tavolo l’approccio ‘Destinazione Europa’, con cui “puntiamo a consolidare il nostro prestigio internazionale, affiancando ai marchi nazionali e regionali un messaggio coerente e unitario. Il documento di lavoro lo definisce “un quadro comune di branding che accresce la visibilità e l’attrattiva dell’Europa nel suo complesso agli occhi dei viaggiatori internazionali, valorizzando la diversità del continente, che rappresenta uno dei suoi maggiori punti di forza”. Esso affianca la promozione nazionale e regionale anziché sostituirla, basandosi su analisi di mercato esistenti, campagne passate e in corso e sui risultati ottenuti dalle Capitali europee del turismo.
Oltre a ‘Destinazione Europa’, Tzitzikostas ha annunciato che la Commissione europea intensificherà i partenariati e il dialogo sul settore con diversi partner, “tra cui Giappone e India, e molto presto anche con i Paesi del Golfo”. Entro la fine dell’anno, firmerà anche un nuovo Quadro di cooperazione con l’agenzia delle Nazioni Unite per il turismo (UN Tourism) “per promuovere la competitività, la sostenibilità e la resilienza del settore”. Al fine di “incoraggiare i visitatori a scoprire una parte più ampia dell’Europa, esplorando nuove località e viaggiando durante tutto l’anno”, proporrà l’istituzione del premio ‘Capitali europee del turismo’, destinato a “riconoscere le località che promuovono un turismo sostenibile, equilibrato e innovativo, adottando al contempo iniziative per attirare visitatori verso mete meno note e migliorare la loro esperienza”.
Infine, Fitto ha rilevato che “turismo e alloggi a prezzi accessibili sono priorità complementari” e che la Strategia adottata oggi e il Piano casa, adottato di recente e criticato dal Parlamento europeo, “condividono lo stesso obiettivo: rendere il turismo più sostenibile, più equilibrato e più vantaggioso per le persone che vivono e lavorano nei nostri territori” ha aggiunto. “Stiamo dando messaggi molto chiari. Ad esempio, con la revisione dell’attuale programma di politica regionale con la revisione di medio termine” della politica di coesione, “abbiamo inserito l’edilizia abitativa come una delle cinque nuove priorità e abbiamo stanziato 35 miliardi di euro per le cinque priorità, di cui 3,6 miliardi per l’edilizia abitativa”. Il vicepresidente ha anche portato l’esempio dell’Italia ricordando che il Paese “ha presentato una proposta molto positiva, poiché 1,1 miliardi dei 3,6 miliardi destinati all’edilizia abitativa provenivano da una proposta del governo italiano, che la Commissione europea ha adottato“. Questa strategia per il turismo “dimostra quanto sia importante avere anche un collegamento tra le diverse strategie” ha concluso.
Secondo le stime riportate dalla Commissione europea, il settore del turismo contribuisce al 10 per cento del PIL dell’UE, supporta più di 20 milioni di posti di lavoro e comprende 5 milioni di imprese, di cui il 99 per cento sono PMI. L’Europa rappresenta circa il 40 per cento degli arrivi turistici internazionali in tutto il mondo. L’obiettivo di incrementare la sostenibilità e la resilienza del settore era stato incluso nella lettera d’incarico di Tzitzikostas, firmata dalla presidente della Commissione europea.

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