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    Home » Politica » Ue richiama Austria per tetto ai rifugiati: “Incompatibile con obblighi internazionali”

    Ue richiama Austria per tetto ai rifugiati: “Incompatibile con obblighi internazionali”

    Il commissario Ue all'immigrazione scrive a Vienna e la "esorta a riconsiderare le misure unilaterali proposte". Il cancelliere Faymann risponde: "Abbiamo 100mila rifugiati, impensabile che portiamo fardello da soli"

    Letizia Pascale</a> <a class="social twitter" href="https://twitter.com/@LetiziaPascale" target="_blank">@LetiziaPascale</a> di Letizia Pascale @LetiziaPascale
    18 Febbraio 2016
    in Politica
    Austria rifugiati Ue

    Bruxelles – La decisione di Vienna di introdurre un tetto al numero di rifugiati che il Paese è disposto ad accogliere è “pienamente incompatibile con gli obblighi dell’Austria secondo la legge internazionale ed europea” e la Commissione europea “esorta” le autorità austriache “a riconsiderare le misure unilaterali proposte”. Bruxelles non ci sta e dopo alcuni giorni di silenzio reagisce all’annuncio del cancelliere austriaco, Werner Faymann, che ha anticipato la volontà del Paese di limitare, su base quotidiana e annuale, il numero dei rifugiati a cui il Paese darà accoglienza. In una lettera inviata oggi a Vienna, il commissario Ue all’immigrazione, Dimitris Avramopoulos, ricorda: “L’Austria ha un obbligo legale ad accettare ogni richiesta di asilo che sia fatta sul suo territorio o ai suoi confini”. Venire meno a questo obbligo, violerebbe “la Convenzione europea dei diritti dell’uomo, la convenzione di Ginevra e l’articolo 18 della carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea”, ricorda il commissario europeo. “La questione se l’Austria rimarrà poi responsabile di gestire la domanda – specifica Avramopoulos – sarà decisa in accordo con le leggi Ue, incluso in particolare il regolamento di Dublino”.

    La Commissione riconosce la “situazione di particolare pressione” a cui l’Austria deve fare fronte ma ricorda anche che il Paese già gode di una piccola deroga: l’esecutivo Ue ha adottato la scorsa settimana una proposta per la sospensione temporanea del 30% delle relocation previste da Italia e Grecia.

    Un richiamo nei confronti di Vienna è arrivato questa mattina anche direttamente dal presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. “Non mi piace questa decisione”, ha lamentato Juncker, anticipando che a margine del Consiglio europeo avrà un “incontro amichevole” con Faymann. “Alla Commissione non piacciono i controlli alle frontiere”, ha aggiunto Juncker sottolineando però che le misure vengono prese dagli Stati perché “manca un approccio europeo. Oggi – ha assicurato – lavoreremo sull’approccio europeo”.

    Ma gli austriaci non sembrano affatto intenzionati ad accettare la tirata d’orecchie senza protestare. “È impensabile che Austria, Germania e Svezia portino sulle spalle l’intero peso dei rifugiati”, ha lamentato Faymann arrivando al Consiglio europeo. “Abbiamo ricevuto 100mila rifugiati, nessuno può accusarci di essere egoisti, adesso è il turno dell’Ue”, ha aggiunto. Il cancelliere ha anche assicurato che l’Austria “vuole una soluzione europea alla crisi dei rifugiati ma – ha aggiunto – c’è sempre qualcuno che si oppone, questo è quello che succede in democrazia”.

    Tags: austriaAvramopoulosjunckermigrantitettoueVienna

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